GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

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Micio, falene e farfalle: gioco innocente o piccolo rischio estivo? — 20 agosto 2023

Micio, falene e farfalle: gioco innocente o piccolo rischio estivo?

Quando il gatto caccia insetti in casa o sul balcone, non dobbiamo andare subito nel panico, ma è importante sapere cosa osservare, quando preoccuparsi e come offrirgli alternative sicure.

Articolo pubblicato originariamente nel 2023 e aggiornato nel 2026 con una revisione dei contenuti e nuove indicazioni sulla gestione comportamentale e sulla sicurezza.


Chi vive con un gatto conosce bene quella scena che si ripete puntualmente nelle sere d’estate.
Basta una finestra aperta, una luce accesa e una falena che entra in casa perché tutto cambi nel giro di pochi secondi.
Il gatto interrompe quello che stava facendo, si immobilizza e fissa il piccolo insetto con una concentrazione assoluta. Le pupille si dilatano, il corpo si abbassa, ogni muscolo sembra pronto a scattare. Da quel momento esiste solo quella minuscola preda che vola in modo imprevedibile tra pareti, tende e lampade.

Per noi è soltanto un insetto.
Per lui è un’occasione per mettere in pratica un comportamento che fa parte della sua natura.

Anche il gatto più tranquillo, quello che vive esclusivamente in appartamento e non ha mai dovuto procurarsi il cibo, conserva infatti un forte istinto predatorio. Il movimento irregolare di falene, farfalle e altri piccoli insetti rappresenta uno stimolo perfetto perché richiama una sequenza comportamentale molto antica: osservare, inseguire, balzare, catturare e, qualche volta, anche assaggiare la preda.

È quindi normale chiedersi se questo comportamento sia del tutto innocuo oppure se possa comportare qualche rischio.

Il comportamento predatorio non dipende dalla fame. Un gatto ben nutrito continua comunque ad avere il bisogno di inseguire ciò che si muove, perché cacciare è una parte importante del suo repertorio comportamentale.
Falene e farfalle sono particolarmente interessanti perché cambiano direzione all’improvviso, volano in modo irregolare e costringono il gatto a mantenere alta l’attenzione. È proprio questa imprevedibilità a renderle così coinvolgenti.
Osservarle, seguirle con lo sguardo, emettere piccoli vocalizzi, saltare o tentare di afferrarle con una zampa sono tutti comportamenti assolutamente normali.
Qui, vale la pena chiedersi se il gatto abbia altre occasioni per esprimere il proprio comportamento predatorio.
Quando gli stimoli quotidiani sono pochi, anche una semplice falena può trasformarsi nell’evento più interessante della giornata.

Nella maggior parte dei casi no. Se il gatto cattura una comune falena o una farfalla e la ingerisce occasionalmente, difficilmente si verificano conseguenze importanti.

Questo, però, non significa che tutti gli insetti siano sempre innocui.

Esistono specie che possono risultare irritanti, alcuni bruchi sono ricoperti di peli urticanti e un insetto che è entrato in contatto con pesticidi o altre sostanze chimiche può rappresentare un rischio diverso rispetto all’insetto stesso.
Per questo motivo è sempre meglio osservare il gatto dopo l’episodio, senza allarmarsi inutilmente ma senza nemmeno sottovalutare eventuali sintomi.

Dopo il contatto o l’ingestione di una falena, una farfalla, un bruco o un insetto che non riesci a identificare, è opportuno monitorare il gatto e contattare il veterinario se compaiono uno o più di questi segnali:

  • salivazione intensa;
  • vomito;
  • diarrea;
  • nausea o conati;
  • inappetenza;
  • abbattimento;
  • gonfiore del muso o della bocca;
  • irritazione di labbra, lingua o gengive;
  • difficoltà respiratoria;
  • tremori;
  • prurito o fastidio evidente;
  • zoppia o irritazione alle zampe dopo aver toccato un insetto;
  • comportamento insolito o improvvisamente molto agitato.

Se non sai quale insetto abbia ingerito oppure sospetti il contatto con un bruco urticante o con sostanze chimiche, evita rimedi fai da te e rivolgiti al veterinario. Indurre il vomito o somministrare prodotti senza indicazione professionale può peggiorare la situazione.

Quando si parla di farfalle e falene si pensa quasi sempre agli insetti adulti, ma il gatto può imbattersi anche nei bruchi.
Alcune specie sono ricoperte di peli urticanti o producono sostanze irritanti che possono provocare dolore, infiammazione e abbondante salivazione se entrano in contatto con bocca, lingua, naso o zampe.
Naturalmente non tutti i bruchi sono pericolosi, ma è comunque prudente evitare che il gatto ci giochi o li mastichi. Se lo vedi interessato a uno di questi insetti, allontanalo con calma e rimuovi il bruco senza permettergli di entrare in contatto diretto.

A volte il problema non è l’insetto, ma ciò con cui è venuto a contatto.
Falene, mosche o altri insetti trovati già morti o storditi sul balcone, sul davanzale o in giardino potrebbero essere stati esposti a insetticidi o altri prodotti chimici.

Se hai il dubbio che un insetto sia stato contaminato, è meglio impedirne l’ingestione e rimuoverlo prima che il gatto inizi a giocarci.

Se il gatto ha catturato una falena e continua a comportarsi normalmente, nella maggior parte dei casi è sufficiente tenerlo sotto controllo per qualche ora.

Puoi:

  • controllare se ha ingerito l’insetto o se lo ha soltanto catturato;
  • osservare bocca, lingua e muso se il gatto si lascia manipolare serenamente;
  • verificare che non compaiano salivazione, vomito o altri sintomi;
  • controllare che continui a mangiare e a comportarsi normalmente;
  • evitare di sgridarlo o spaventarlo;
  • rimuovere eventuali insetti morti o non identificati;
  • contattare il veterinario se compaiono sintomi o se hai dubbi sull’insetto ingerito.

L’obiettivo non è trasformare un comportamento naturale in un’emergenza, ma osservare il gatto con attenzione e intervenire solo quando è davvero necessario.

Quando vediamo il gatto con un insetto in bocca è facile lasciarsi prendere dall’ansia, ma alcune reazioni rischiano di creare più problemi che benefici.

Meglio evitare di:

  • urlare o rincorrere il gatto per togliergli l’insetto dalla bocca;
  • aprirgli la bocca con forza se non è necessario;
  • punirlo perché ha cacciato;
  • usare spray insetticidi in sua presenza;
  • lasciare in giro insetti morti dopo trattamenti chimici;
  • sottovalutare vomito, gonfiore, salivazione o difficoltà respiratoria;
  • indurre il vomito con rimedi casalinghi;
  • confondere le falene con le palline antitarme, che sono sostanze tossiche e non devono mai essere accessibili agli animali.

Il gatto non sta facendo qualcosa di sbagliato: sta semplicemente esprimendo un comportamento naturale.
Il nostro compito è fare in modo che possa farlo nelle condizioni più sicure possibili.

Ogni volta che un gatto passa molto tempo a inseguire insetti, vale la pena riflettere anche sulla qualità della sua vita quotidiana.
Un ambiente povero di stimoli, poche occasioni di gioco e una routine poco varia possono rendere qualsiasi piccolo movimento estremamente interessante.
La falena, in questi casi, non è il problema: è semplicemente uno degli stimoli disponibili.

Piuttosto che cercare di impedire al gatto di inseguire gli insetti, è molto più utile offrirgli attività che soddisfino lo stesso bisogno in modo controllato e sicuro.

Per aiutare il gatto a esprimere il proprio comportamento predatorio puoi proporre:

  • sessioni brevi di gioco con la cannetta;
  • movimenti realistici della “preda”, evitando gesti casuali;
  • giochi che permettano inseguimento, attesa e cattura;
  • piccole ricerche olfattive con premietti o parte della razione;
  • giochi di problem solving semplici;
  • scatole, tunnel o nascondigli;
  • punti di osservazione verso l’esterno;
  • balconi protetti e sicuri, se presenti;
  • routine di gioco nelle ore in cui il gatto è più attivo.

Una cannetta usata nel modo corretto non serve soltanto a far correre il gatto: gli permette di vivere una vera sequenza di caccia simulata, rispettando i suoi bisogni comportamentali.

Durante l’estate è inevitabile tenere più spesso aperte finestre e porte-finestre, ed è proprio in questi momenti che gli insetti entrano più facilmente in casa.
Le zanzariere rappresentano una soluzione utile sia per limitare l’ingresso degli insetti sia per aumentare la sicurezza del gatto.
Se hai un balcone, assicurati che sia adeguatamente protetto e controlla sempre che non siano presenti piante tossiche, prodotti chimici o insetti morti dopo trattamenti antiparassitari.

Anche offrire al gatto un punto da cui osservare l’esterno può essere un ottimo arricchimento ambientale, purché avvenga in condizioni di sicurezza.

Tra le falene che possiamo incontrare anche nel nostro territorio c’è la cosiddetta falena tigre, nome comune con cui vengono indicate diverse falene dal disegno evidente e spesso molto riconoscibile. Nel vecchio articolo avevo citato in particolare la Cymbalophora pudica, una specie presente anche nell’area mediterranea.
Qui è importante essere prudenti.
Non tutte le falene tigre sono uguali e non tutte rappresentano un pericolo concreto per il gatto, ma alcune specie appartenenti a questo gruppo possono avere sistemi di difesa chimica o essere poco appetibili per i predatori. Inoltre, in diversi lepidotteri, soprattutto allo stadio larvale, quindi come bruchi, possono esserci peli o sostanze irritanti.
Per questo motivo, se il gatto cattura una falena dall’aspetto particolare, molto colorata, pelosa o che non riesci a identificare, la scelta migliore è evitare che la ingerisca, rimuoverla con calma e osservare il gatto nelle ore successive.
Se dopo il contatto o l’ingestione compaiono salivazione intensa, vomito, gonfiore della bocca o del muso, abbattimento, tremori, difficoltà respiratoria o un comportamento insolito, è bene contattare il veterinario.

IL NOSTRO GATTO E… API, VESPE E CALABRONI! — 6 agosto 2023

IL NOSTRO GATTO E… API, VESPE E CALABRONI!

Ovvero, quando giallo e nero spaventano!

Oggi facciamo una veloce ma utile incursione nel mondo degli insetti a strisce che possono dare notevoli fastidi ai nostri aMici!

Le api:
L’ape è un insetto che appartiene all’ordine degli imenotteri.
E’ lunga dai 12 ai 20 mm e vive da 30 giorni a 5 anni. Il suo corpo si suddivide in capo, torace e addome. Sulla testa ha due antenne che le permettono di percepire oggetti e sapori. Il miele invece viene assaporato  con la bocca, ideale per leccare e aspirare il nettare dai fiori.
Per quanto riguarda il torace, lì sono posizionate le ali e le sei zampette con cui viene raccolto il polline.
In fondo all’addome è situato invece un pungiglione, che le api usano solo per difendere la famiglia o loro stesse.
Se un’ape punge, perde il pungiglione e va incontro a morte.
E’ un insetto sociale, che vive  in colonie numerose.
La società delle api si distingue da quella di altri insetti sociali, come le formiche, per la sua straordinaria perfezione e laboriosità.
 I componenti di una colonia di api, infatti, sono legate tra loro da legami profondissimi e ogni ape è disposta a sacrificare anche la propria vita per la sopravvivenza della colonia.

Le vespe:
La vespa è un insetto che appartiene all’ordine degli imenotteri.
Le vespe hanno un addome peduncolato e affusolato, il loro corpo è scuro a strisce gialle e non presenta peluria. La loro lunghezza può variare dai 10 ai 13 mm e, al termine dell’addome, le femmine presentano un pungiglione.
Gli adulti si nutrono principalmente del nettare dei fiori producendo il miele in piccola quantità e predano piccoli insetti, per variare la dieta delle larve.
 Sono prevalentemente insetti sociali che vivono in colonie, nelle quali, a differenza delle api, ci può essere più di una regina.
Le vespe pungono quando si sentono minacciate o quando il loro nido viene disturbato.
A differenza delle api, le vespe possono pungere ripetutamente.

I calabroni:
I calabroni appartengono al genere Vespa e alla superfamiglia Vespoidea.
Si nutrono di sostanze zuccherine, proteine animali e api da miele… infatti è un insetto principalmente carnivoro!
Non è facile distinguere le vespe dalle api (entrambe sono gialle con strisce nere). È molto più facile riconoscere una vespa da un calabrone. Il calabrone è più grande di una vespa, ha una colorazione bruna-rossiccia con striature gialle e nere, il vertice del capo è più ampio e abbondante.
 La regina raggiunge normalmente i 35 mm di lunghezza mentre i maschi e le operaie misurano da 20 a 25 mm. 
Il loro pungiglione (di cui sono dotate le femmine)  è dotato di una sostanza velenosa con elevata concentrazione di acetilcolina, in quantità più elevata rispetto alle vespe.
Quando attaccano, inoltre, liberano feromoni che informano dell’attacco in corso gli altri calabroni, talvolta provocandone l’intervento in gruppo.
Le loro punture sono più dolorose e possono causare reazioni allergiche.

COSA SUCCEDE SE IL GATTO VIENE PUNTO DA UN’APE O DA UNA VESPA?
Come succede agli esseri umani, il gatto proverà dolore e si gonfierà nella zona della puntura!
Normalmente le zone dove vengono punti sono quelle del muso e delle zampe, ma se il nostro gatto non è allergico il gonfiore dovrebbe passare in poco tempo e senza conseguenze.
Se la puntura è di Vespa crabro, ovvero il calabrone più grosso presente sul nostro territorio, porta subito il gatto dal tuo veterinario!

QUALI SONO I SINTOMI DI UNA PUNTURA DI VESPA O APE?
– Vocalizzazioni più insistente del solito
– Il gatto si mordicchia o gratta insistentemente un punto
– Gonfiore nell’area della puntura
– Il gatto fa movimenti strani specie vicino a dove è stato punto, scalpita o muove la bocca spalancandola se è stato punto in bocca
– Agitazione

IL PRIMO INTERVENTO:
Se è stato punto da un’ape rimuovi rapidamente il pungiglione con calma usando una pinzetta o grattando l’area e pulisci bene l’area circostante alla puntura per rimuovere il più possibile il veleno iniettato, il pungiglione se lasciato in sede continuerà a rilasciare veleno nel gatto. Non spremere la puntura perché questo potrebbe far rilasciare ancora più veleno. (Vespe e calabroni non lasciano il pungiglione)
Bagna uno strofinaccio in acqua fredda e avvolgilo attorno all’area della puntura per ridurre il gonfiore. Anche il ghiaccio è un buon modo per trattare la puntura di ape o vespa ma fai attenzione a non bruciare l’area perché il gatto può non percepire subito il cambio di temperatura e potresti danneggiargli la pelle.
(Avvolgi il ghiaccio con uno straccio)

Se ti rendi conto che è stato punto o ne hai il sospetto e non sai se il tuo gatto è allergico, tienilo sotto controllo.
La prima cosa da fare è chiamare il tuo veterinario, che ti spiegherà esattamente cosa fare senza allarmarti!
Le reazioni allergiche si verificano entro 20 minuti dalla puntura, ma possono essere ritardati per ore quindi un monitoraggio tempestivo è molto importante!
I sintomi da conoscere per rilevare una reazione allergica sono i seguenti:
– Debolezza o collasso
– Vomito
– Respirazione rapida o difficoltà a respirare (con eventuale sibilo)
– Gonfiore eccessivo intorno alla puntura, che si diffonde
– Gengive pallide
– Diarrea
– Eccessiva salivazione, con bava
– Vertigini e disorientamento

Se la puntura d’ape sul gatto è in bocca o in gola, vai subito dal veterinario per evitare che il gatto soffochi se c’è poi un rigonfiamento dell’area della puntura.
EVITA SEMPRE IL FAI DA TE E LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI O ANTISTAMINICI SENZA AVER CONSULTATO IL VETERINARIO!!!!