GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

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LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI — 6 Maggio 2022

LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI

I FIORI DI BACH E LA SOCIALITA’ DEL GATTO

Cosa ne penso io, esperienza diretta…

Oggi argomento interessante e per molti versi controverso.
Nelle lezioni precedenti ho iniziato ad introdurre l’argomento perché, come ho specificato, io penso che i rimedi omeopatici possano essere un valido aiuto, come in umana.
Ho passato quindi del tempo navigando sui siti e leggendo articoli di valide esperte del settore per poter scrivere questo articolo.
Quando un gatto si trova in un momento stressante della propria vita, penso che si debba cercare di aiutarlo con tutti i mezzi possibili (e non lesivi).
Essendo una persona che ha fatto e fa uso di questi rimedi ho sempre pensato che fosse possibile anche con i miei gatti.
Nel mio caso Thor non era ancora castrato, ed oltre a vocalizzare in modo eccessivo stressava in modo estenuante la povera Sookie che reagiva soffiando e scappando. (Il loro non è proprio un gran rapporto di amore)
Mi sono informata dalla mia amica erborista spiegandole la situaizone e ho acquistato una confezione di gocce della linea AUSTRALIAN BUSH FLOWER.
Quello che mi lascia sempre perplessa è l’insistenza con cui leggo “Se il tuo gatto soffre di stress fornisci TOT gocce alla mattina ed aumenta fino a che non passa”, nei siti di vari operatori olistici.
Lei stessa mi ha confermato che ne sta vendendo tantissimi, perché ci sono moltissimi caregiver che non sanno più cosa fare.
Mi sono chiesta se effettivamente bastano davvero delle goccine miracolose per sistemare quello che a me richiede mesi di studio.
Se io stessa ho questo dubbio, quanti miei clienti e lettori si faranno questa domanda?
Ho quindi testato personalmente per avere una risposta.
Il costo è relativo, una ventina di euro.
Né pochi né troppi (e sempre meno della consulenza di un professionista), ma spesi con una speranza.
I fiori australiani per gli animali sono comunque composti da alcool, anche se in minima parte.
Quindi sarebbe opportuno non darli puri. (A differenza nostra)
Se possiedi un gatto la cosa più semplice è diluire le gocce in acqua.
Ma parliamo di socialità questo mese, e nel mio caso i gatti sono due.
Come farli assumere ad un gatto sì ed a uno no?
Problema n.1.
Mi è stato suggerito di metterle solo nella ciotola di Thor (per evitare che Sookie le assuma), ma io ho due fontanelle e 4/6 gocce al giorno si disperdono in una fontanella.
Problema n.2… quindi non fattibile.
Mettile nel cibo.
Sono alcoliche ed i miei gatti hanno un olfatto troppo sviluppato, non mangiano.
Problema n.3.
Ho cercato di camuffarle con un po’ di pasta di malto.
Ma non posso dargli pasta di malto tutte le sere per tempo indefinito, non è sano.
Ho provato a farle assorbire da qualche crocchetta, ma è stato comunque problematico.
Sono andata avanti per oltre due settimane, perché la mia amica erborista mi ha detto di avere pazienza ed io per prima so che con i gatti si deve essere mooooolto pazienti.
Il risultato ottenuto attualmente è pari a zero.
Thor ha continuato a vocalizzare ogni due ore, nei picchi di testosterone, di giorno e di notte.
Il suo atteggiamento nei confronti di Sookie non è migliorato, anzi è stato un continuo cercarla per annusare il suo deretano.
Mio marito ha iniziato davvero a perdere il sonno, la pazienza e la voglia di vivere con noi tre.
Ieri mattina ho castrato Thor, ormai alla soglia dei due anni di età.
Per fortuna (bravura della sottoscritta e di Thor) il mio gatto non ha mai marcato il territorio, sentendosi sicuro al suo interno, altrimenti credo che non saremmo durati tanto.
(Se vi state chiedendo come mai così tardi, Thor è per metà Main Coon e ho preferito attendere oltre i 18 mesi per lo sviluppo completo)
Comprendiamo quindi che non è possibile rimediare ad uno stress nato da un cambiamento fisico, come la pubertà del gatto, somministrando delle gocce naturali.

La reazione è sempre unica e varia a seconda della sensibilità dell’individuo, quindi probabilmente un altro gatto potrebbe averne tratto giovamento ma non avrebbe risolto il suo disagio nemmeno a lungo termine.
Questi rimedi possono essere un ottimo aiuto (se il gatto è sensibile al rimedio) ma non possono essere l’unico intervento, anche in casi in cui lo stress è dato da un cambiamento nei suoi rapporti sociali.
(Nuovo od errato inserimento, perdita del caregiver, cambiamenti nel rapporto con il caregiver…)
Se vogliamo davvero aiutare il nostro gatto dobbiamo intervenire attivamente ed usare questi rimedi in accompagnamento!

E voi avete avuto esperienze con i fiori australiani? Come vi siete trovati? Soprattutto come siete riusciti a farglieli assumere?