GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

Il gatto come specchio delle emozioni: quello che possiamo imparare da lui — 11 ottobre 2025

Il gatto come specchio delle emozioni: quello che possiamo imparare da lui

Chi vive con un micio lo sa: a volte sembra che ci legga dentro.
Non parlo di magia, ma di una sensibilità sottile che li rende specchi delle nostre emozioni.
Quello che noi proviamo, spesso lo vediamo riflesso nei loro occhi, nei loro comportamenti, nei loro silenzi.
Ed è un’esperienza che ci accompagna non solo nella vita quotidiana, ma anche quando li incontriamo tra le pagine di un libro.


Ci sono studi che dimostrano come i gatti riescano a “leggere” i nostri segnali. Non nel senso che interpretano le parole, ma perché combinano i nostri gesti, il tono della voce e l’energia che trasmettiamo.
Se siamo calmi, anche loro si distendono. Se siamo agitati, spesso li vediamo che scattano, si nascondono o diventano nervosi.

Un’altra ricerca ha messo in evidenza che la personalità del proprietario può influenzare quella del gatto. Per esempio: persone molto ansiose o con livelli alti di “neuroticismo” (una parola tecnica che indica instabilità emotiva, cioè chi vive di più ansia, preoccupazione, sbalzi d’umore) tendono ad avere gatti che mostrano più stress o paure.
Questo non vuol dire che sia colpa di chi vive con loro: significa che il legame è così forte da riflettersi anche su di loro.


Da secoli il gatto è uno specchio dell’animo umano.
Nell’antico Egitto era venerato come protettore, custode del mistero e del focolare domestico.
In letteratura, Edgar Allan Poe ha usato il gatto come metafora della colpa e della coscienza (Il Gatto Nero è forse l’esempio più noto).

E poi c’è la psicologia simbolica: nei sogni o in percorsi di arteterapia, il gatto appare spesso come simbolo di indipendenza, intuizione, vulnerabilità. In “sandplay therapy” (la “terapia della sabbia”, in cui si usano miniature e scenari simbolici in una cassetta di sabbia) i gatti compaiono per rappresentare aspetti nascosti della persona che li inserisce nella scena.


Hai mai letto un libro in cui un gatto vive un dolore, un lutto, un’ingiustizia?
A volte è insostenibile andare avanti. Non vediamo più un personaggio, ma il riflesso del nostro compagno peloso, del nostro bimbo peloso.
Ci fa male perché ci riconosciamo: sentiamo il suo dolore come nostro.
Ci vengono le lacrime agli occhi perché non stiamo più leggendo “il gatto del libro”, ma il nostro, o una parte fragile di noi stessi.

È qui che il gatto diventa davvero specchio: ci costringe a sentire e a riconoscere le emozioni che magari non vogliamo guardare direttamente.


  • Nota quando il tuo micio si avvicina spontaneamente: spesso è nei momenti in cui sei più calmo.
  • Fai caso a quando invece si allontana: può succedere se sei agitato, teso, arrabbiato.
  • Quando leggi una storia con un gatto in difficoltà, prova a fermarti: cosa ti sta smuovendo dentro? È solo empatia… o c’è qualcosa che riguarda anche te?

Non sono “esercizi” da manuale, ma piccole lenti per osservarti e osservarlo meglio.


In Felix Litera leggiamo libri in cui i gatti (e gli animali in generale) ci accompagnano in viaggi emotivi.
Non c’è nulla di mistico: leggiamo, discutiamo, ci confrontiamo.
E pian piano scopriamo come le vicende di un personaggio – umano o animale – parlino di noi, delle nostre emozioni e dei nostri nodi interiori.
Il gatto, in questo percorso, non è solo simbolo: è il filo che ci tiene ancorati a qualcosa di familiare mentre esploriamo territori emotivi nuovi.


I gatti non sono solo animali da compagnia: sono compagni emotivi.
Che siano accoccolati sul divano o tra le pagine di un libro, ci rimandano parti di noi che non sempre vogliamo vedere.
Accorgersene è il primo passo per crescere insieme a loro.

Bambino con varicella e gatti: cosa sapere 🐱👶✨ — 30 settembre 2025

Bambino con varicella e gatti: cosa sapere 🐱👶✨

Quando un bambino prende la varicella, oltre alle cure e alle attenzioni mediche, può nascere una domanda inaspettata: “E i nostri gatti? Sono a rischio?”

È una preoccupazione comprensibile: i genitori vogliono proteggere sia i figli che gli animali di casa. Facciamo chiarezza insieme.


La varicella è causata da un virus che colpisce esclusivamente gli esseri umani.
✅ I gatti non possono prenderla, né trasmetterla.
Questo significa che il tuo micio può continuare a vivere accanto alla famiglia senza rischi diretti di contagio.


Quando si parla di malattie umane e animali, capita spesso di incappare in mezze verità o leggende metropolitane. Eccone alcune:

  • “Il gatto può diventare portatore e trasmettere la varicella ad altri umani” ❌ → Falso. Non è un ospite per questo virus, quindi non fa da veicolo.
  • “Meglio isolare il gatto per tutta la durata della malattia” ❌ → Inutile e stressante: il gatto soffrirebbe per una separazione non necessaria.
  • “I gatti si ammalano di tutto ciò che colpisce i bambini” ❌ → No: ogni specie ha la sua vulnerabilità. Alcune zoonosi esistono, ma non è questo il caso.

Anche se i gatti non possono ammalarsi, ci sono comunque alcuni aspetti da considerare:

  • Durante la malattia il bambino potrebbe avere bisogno di riposo e tranquillità: un gatto particolarmente attivo o invadente potrebbe disturbare.
  • Alcuni farmaci topici usati per alleviare il prurito non devono mai essere ingeriti accidentalmente: fai attenzione se il gatto tende a leccare la pelle o i vestiti del piccolo.
  • La gestione dell’igiene è fondamentale: lenzuola, coperte e abiti andrebbero cambiati e lavati regolarmente, per garantire un ambiente più confortevole per tutti.

Ecco qualche accorgimento per rendere la vita più semplice durante quei giorni:

  1. Spazi morbidi e tranquilli → prepara un angolo di relax sia per il bambino che per il gatto, così ognuno ha il suo rifugio.
  2. Routine di base rispettata → i gatti sono abitudinari: mantieni orari di pappa e coccole, così si sentono rassicurati.
  3. Supervisione nelle interazioni → se il bambino vuole avvicinarsi al gatto, fallo in un momento di calma, evitando che giochi o movimenti improvvisi possano infastidire l’animale.
  4. Valorizza la presenza del gatto → può essere un alleato: il suo calore e la sua vicinanza aiutano i piccoli a sentirsi meno soli.

Spesso, quando un bambino è malato, i gatti diventano una fonte di conforto.
Il loro calore e la loro presenza silenziosa possono aiutare i piccoli a vivere con più serenità il tempo di riposo forzato, trasformando un momento difficile in un’occasione di vicinanza.


Non devi temere per la salute dei tuoi gatti: la varicella non li riguarda.
Ma puoi cogliere l’occasione per osservare come la loro presenza influisce sul benessere emotivo della famiglia. Anche nelle giornate più difficili, i gatti ci ricordano che la cura reciproca è fatta di gesti piccoli e silenziosi.

LEZIONE DI ERBOLOGIA — 11 giugno 2022

LEZIONE DI ERBOLOGIA

Quando la natura ci viene incontro: LE PIANTE ATOSSICHE PER I NOSTRI GATTI!

Buongiorno,
e buon giugno!
Quanti di noi hanno un bel giardino o un balcone che amano vedere fiorito, soprattutto in questo periodo?
E la natura ci viene incontro con i tantissime piante, profumate e colorate.
Ma chi (come me) ha un gatto sa che non tutte le piante sono accessibili per noi, perché alcune sono (ahimè) velenose per i nostri amici pelosi.
Quindi, oltre a conoscere i nomi di quelle da NON COMPRARE assolutamente (o da non lasciare alla sua portata), cosa possiamo fare?
Potremmo prendere in considerazione le piante atossiche, quelle che vengono comunemente consigliate per i nostri gatti!
Fornendo queste piante eviteremo che il gatto smangiucchi una delle nostre amate coltivazioni, con effetti poco piacevoli!
Ce n’è una in particolare:
L’ERBA GATTA…Sì LEI!!!
In verità questo nome è associato a quattro erbe gattaie presenti in Italia!
La più comune è la NEPETA CATARIA che ha effetti eccitanti ed inebrianti su alcuni dei nostri felini (La reazione è ovviamente personale, perché come vi ripeto sempre: ogni gatto è un individuo a sé stante e dipende sempre dalla genetica e dall’età del gatto!), mentre la più comune per l’utilizzo in appartamento è la DACTYLIS GLOMERATA anche conosciuta come PANNOCCHINA!
La Nepeta Cataria fa parte della famiglia delle Laminacee (come la menta, infatti è molto simile vero?) ed ovviamente non ha alcun valore nutritivo.
Serve solo per aiutare il nostro gatto ad espellere boli di pelo o alimenti non digeriti, la sua indispensabilità non è dimostrata.
Sappiamo solo che ai nostri gatti piace un sacco!
Colpa del suo principio attivo, un olio essenziale contenuto nel fusto e nelle foglie che agisce sui feromoni felini e per essere assunta deve quindi essere necessario che percepiscano l’odore della sua molecola!
E vale non solo per i nostri piccoli amici, anche i grandi felini come i leoni e le tigri ne rimangono affascinati!
I giochi con CATNIP piacciono e possono essere uno stimolo ulteriore per tutti quei gatti con indole pigra!
Quindi, perché non far provare al nostro Micio qualche giochino con CATNIP?Io ho fatto così:
Ho iniziato prendendo quella più comune in semi e l’ho piantata in un vasetto carino.
Ho atteso e mi sono divertita a vederla crescere, insieme ai miei due quadrupedi de cuore!
Quando è diventata la piantina che doveva essere l’ho sistemata sul balcone nella zona  che ho dedicato a Thor e Sookie.
E loro l’hanno apprezzata!
Sookie ne strappava le foglie e Thor ci faceva dei fantastici sonnellini, come se fosse il cuscino più bello del mondo!
Finalmente le mie gerbere e le mie roselline potevano tirare un sospiro di sollievo!!
Si possono anche fare quattro vasi diversi, con le quattro tipologie, per imparare a conoscere le loro preferenze.
La Nepeta Cataria se piantata in bei vasi potrebbe diventare un bell’elemento verde e decorativo anche dei nostri appartamenti!
(Sarà la mia missione in inverno!)
Vuoi saperne di più, sui giochi con catnip e su quando usarli in modo favorevole per te e per il vostro rapporto?
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