GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

L’Importanza dell’Idratazione nei Gatti Domestici — 24 aprile 2024

L’Importanza dell’Idratazione nei Gatti Domestici

I gatti sono noti per la loro indipendenza e il loro comportamento enigmatico, ma una cosa che spesso sfugge all’attenzione dei proprietari è la loro necessità di idratazione. Molti gatti non bevono abbastanza acqua, e questo può portare a problemi di salute a lungo termine.

In natura, i gatti ricevono la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno dalle loro prede, come uccelli e roditori. Questo istinto ancestrale significa che non sono inclini a cercare fonti d’acqua attivamente. I gatti domestici, che non hanno la possibilità di cacciare, spesso si affidano a una dieta di cibo secco, che fornisce poca idratazione rispetto al cibo umido o alle prede naturali.

Una mancanza di idratazione adeguata può portare a vari problemi di salute nei gatti, tra cui malattie renali, urinarie e persino insufficienza renale cronica. È essenziale che i proprietari di gatti siano consapevoli di questi rischi e prendano misure per incoraggiare i loro amici felini a bere più acqua.

Ecco alcuni suggerimenti per aiutare il tuo gatto a rimanere idratato:

  • Fontane per Gatti: Molti gatti preferiscono bere acqua in movimento. Una fontana per gatti può stimolare il tuo amico felino a bere più spesso.
  • Posizionamento delle Ciotole: Assicurati che le ciotole d’acqua siano lontane dalla ciotola del cibo e dalla lettiera, in un luogo tranquillo e accessibile.
  • Acqua Fresca: Cambia l’acqua regolarmente per mantenerla fresca e invitante.
  • Cibo Umido: Integra la dieta del tuo gatto con cibo umido, che contiene una percentuale maggiore di acqua rispetto al cibo secco.

L’idratazione è vitale per la salute e il benessere dei gatti. Come proprietari, è nostra responsabilità assicurarci che i nostri amici felini abbiano sempre accesso a acqua fresca e pulita. Prendendo piccoli passi per migliorare le loro abitudini di idratazione, possiamo aiutare a garantire che vivano una vita lunga e sana.

Le Papille Gustative dei Gatti: Un Viaggio nel Mondo dei Sapori Felini — 24 marzo 2024

Le Papille Gustative dei Gatti: Un Viaggio nel Mondo dei Sapori Felini

I gatti, con i loro comportamenti enigmatici e le personalità uniche, continuano a stupirci. Ma cosa sappiamo delle loro papille gustative? Questi piccoli protagonisti sulla superficie della lingua, ma anche sul palato, nella faringe e nella parte superiore dell’esofago, giocano un ruolo fondamentale nella percezione dei sapori felini. Scopriamo insieme alcune curiosità interessanti:

A differenza degli esseri umani e di alcuni altri animali, i gatti non percepiscono il sapore dolce. Il gene responsabile per la rilevazione del gusto dolce, chiamato Tas1r2, è “rotto” nei gatti, rendendoli insensibili a questo sapore. Quindi, mentre noi ci deliziamo con cioccolato e caramelle, i gatti non provano lo stesso piacere per il dolce.

Gli studiosi hanno scoperto che i gatti esprimono i geni necessari per formare i recettori dell’umami, il sapore ricco e sapido. L’umami è spesso associato a cibi proteici come il tonno. Quindi, quando il tuo gatto si lecca le labbra dopo aver gustato una prelibatezza a base di pesce, sta sperimentando l’umami!

Come per molti aspetti del comportamento dei gatti, anche la distribuzione delle papille gustative sulla lingua può variare da individuo a individuo. Alcuni gatti possono avere una maggiore densità di papille gustative in una determinata area, influenzando la loro percezione dei sapori. Quindi, se il tuo gatto è particolarmente esigente con il cibo, potrebbe essere perché ha una memoria gustativa eccezionale!

In breve, i gatti sono geneticamente predisposti a preferire sapori umami e proteici, mentre il gusto dolce non fa parte del loro repertorio.
Il loro cervello elabora queste informazioni attraverso i nervi gustativi, consentendo loro di distinguere tra diversi sapori durante la deglutizione.
Quindi, la prossima volta che prepari una deliziosa pietanza per il tuo micio, sappi che stai creando un’esperienza gustativa unica nel suo genere! 🐾🐱

Nota: Questo articolo è stato scritto con amore per i nostri amici felini, ma ricorda sempre di consultare il veterinario per le esigenze alimentari specifiche del tuo gatto. 🐾❤️

La Sarcophaga carnaria… — 25 giugno 2023

La Sarcophaga carnaria…

Conoscere e prevenire un pericolo infestante!

Finalmente arriva il caldo, e con lui iniziamo i nostri problemi con i nostri gatti e… il cibo
Sì, lo so.
In realtà non hanno un inizio o una fine.
Ma sto parlando delle problematiche derivanti da loro, le mosche e la loro pessima abitudine di depositare uova proprio nel cibo umido.
Oltre che essere pericoloso, fare abbastanza schifo è anche una perdita in denaro.
Siccome è un problema che mi rovina le giornate, che passo a vagliare umido su umido, ho deciso di parlarne anche a voi che magari siete afflitti dallo stesso problema.
O a cui non avete mai fatto caso!(Ahi, ahi , ahi)
I mosconi della carne sono ditteri di medie dimensioni a cui appartengono due specie: i Sarcofagidi di colore grigio e i Calliforidi di colore verde o blu metallico.
La Sarcophaga carnaria di colore grigio ha lunghe zampe ricoperte di peli e setole lunghe, un unico paio di ali, un capo evidente ed occhi molto sviluppati di colore rossiccio.
La mosca carnaria è ovovipara, non depone le sue uova (simili a piccoli chicchi di riso, a grappoli)ma le conserva nell’addome fino alla schiusa e rilascia le larve sulla fonte di nutrimento:  carni in putrefazione o avanzi di cibo.
Le larve si sviluppano per circa un giorno, poi restano nella carne per circa 7-10 giorni al termine dei quali entrano nello stadio pupale che dura due settimane.
La larva viene comunemente chiamata bigattino, è molto vorace e di colore biancastro, è priva di zampe ma dispone di un apparato boccale dotato di uncini grazie ai quali si nutre.
La mosca della carne è una minaccia per noi e per i nostri pets!

Attraverso i bigattini rilasciati può veicolare malattie trasportando microrganismi patogeni e le sue larve deposte su ferite non curate possono insinuarsi anche nelle escoriazioni causando lesioni ed infettando i tessuti.
Se vengono ingerite, non vengono distrutte dai succhi gastrici e possono attaccarsi alle pareti di stomaco ed intestino grazie ai robusti uncini boccali provocando nausea e microulcerazioni.
Alcune volte possono causare la morte degli animali, dopo aver raggiunto gli organi interni.
Se si insinuano nel tratto gastrointestinale ne causano lesioni ed enteriti.
Possono veicolare il germe responsabile del carbonchio (antrace).
CHE COSA E’ IL PROCESSO DI MIASI?
Le larve che sono in grado di penetrare nei tessuti, nelle ossa e negli organi degli animali vivi finiscono per divorarli vivi.
SE NON SI INTERVIENE IN TEMPO!

COME POSSIAMO PREVENIRE INFESTAZIONI E PERICOLI ANNESSI?
– Non accumulare avanzi di cibo incustodito o alimenti non sigillati nel modo corretto
– Pulire regolarmente bidoni e contenitori dei rifiuti
– Pulisci, disinfetta e sanifica gli ambienti frequentemente
– Fornisci il cibo umido poco e più volte, togliendo e lavando la ciotola quando ha finito
– Allunga il cibo umido con un pochino di acqua, in modo tale da creare una consistenza appiccicosa e poco appetibile per le mosche (non per il gatto!!!)

CONTROLLA SEMPRE LA CIOTOLA DEL CIBO UMIDO E SE VEDI LE PRESENZE BIANCHE, BUTTA TUTTO SUBITO E LAVALA!

LEZIONE DI POZIONI FELINE: LA DIETA BARF E L’ISTINTO DI CACCIA! — 27 aprile 2022

LEZIONE DI POZIONI FELINE: LA DIETA BARF E L’ISTINTO DI CACCIA!

A cura della professoressa Iside Piton Caria

Silenziosa entra dalla porta, si può iniziare a sentire la sua voce già dal corridoio!
Avete pronto carta e penna?

“Facciamo subito una piccola premessa!
Istinto di caccia:

I gattini imparano l’arte della caccia in giovanissima età.
La loro capacità si sviluppa intorno alle 5 settimane ed è strettamente collegata all’apprendimento materno: la madre porta prede vive nella tana ed incoraggia i gattini a sferrare il morso finale cibandosi del bottino.
 Nei periodi successivi continuerà l’addestramento alla sopravvivenza portandoli nel suo territorio di caccia per mostrare i trucchi, la pazienza dell’attesa (alle volte potrebbero volerci delle ore prima che la prede passi di lì) prima di sferrare l’attacco ed assicurarsi un pasto almeno soddisfacente.
 I cuccioli osservano le acrobazie che saranno in grado di fare anch’essi, un avolta adulti assimilando anche le sue preferenze di predazione!
 Il  corso di mamma gatta è molto veloce poiché i cuccioli verso i 3/4 mesi saranno in grado di staccarsi dalla mamma e iniziare la loro avventura in solitaria.

Le armi dei nostri gatti:

Vedono fino a 6/8m di distanza ma hanno una periferica più estesa della nostra, colgono pochi colori come il viola, giallo, blu e verde ma confondono il rosso,il  marrone e arancione. Hanno meno fotorecettori per cogliere più colori ma in compenso hanno un elevato numero di bastoncelli che gli consente di cogliere velocemente gli oggetti in movimento.

Le vibrisse sono ottimi radar,  lunghe quanto la larghezza del corpo, poste non solo sul muso ma anche sulle zampe e sopra gli occhi permettono di muoversi agevolmente in spazi stretti e angusti.
Permettono loro di percepire la posizione di una preda così da colpire il più agevolmente possibile.

Se ci fermiamo ad osservare  i nostri gatti durante la punta di una preda ci capiterá di sentirli vocalizzare in nuovi toni, come a voler imitare il suo verso  ed invitarla ad avvicinarsi un po’ di più.

Sanno ben mimetizzarsi e al momento giusto sferrano l’attacco.

Le loro prede preferite sono topi, cavallette, uccellini, insetti di qualsiasi tipo, ragni, (a seconda del territorio) pulcini, quaglie, coniglietti, serpenti, lucertole ecc…
Qualsiasi cosa in movimento attiva il loro istinto di caccia!
Un gatto che vive prettamente indoor non sempre si nutrono delle prede ( soprattutto un gatto di casa che in realtà ha il cibo sempre assicurato), l’istinto di caccia ha una duplice valenza:
Serve per allenare costantemente il fisico, è un’attività ludica e soddisfa il suo istinto naturale predatorio.
Un gatto che vive prettamente outdoor  si nutrirà della sua preda anche se non ha fame in quel momento, con l’incertezza di quando gli capiterà la prossima,  ci giocherà un po’ e nasconderà una  parte per tempi più bui.

Il gatto è un membro della famiglia dei felidi, quindi un animale opportunista che non può permettersi di aspettare l’insorgere della fame.
Per nutrirsi o per esprimere istinti di caccia e ludici.
I gatti liberi fanno dai 10 ai 20 pasti al giorno e cercano di variare la loro dieta per integrare elementi a loro indispensabili mancanti su una preda ma ricca in un’altra.
Spesso si vedendo piccole prede mutilate mancanti di determinate parti proprio per questo!

Il gatto è un carnivoro obbligato ciò significa che qualsiasi altro cibo diverso dalla carne che mangiano verrà  maggiormente scomposto con la conseguente eliminazione di tutto ciò che non occorre al gatto stesso.
Questo fenomeno si nota maggiormente comparando gli escrementi di un gatto alimentato con dieta BARF ed un gatto alimentato con cibo industriale: in quest’ultimo caso avremo feci più spesse e odorose.

Un gatto in natura non caccerá un solo tipo di preda, ha bisogno di variare per non venirgli a noia.
Cosa troviamo principalmente nelle prede?
Proteine, ossa, organi, piume, pelo, fibre ecc.

Perché scegliere un’alimentazione barf per il gatto?

Con la barf si cerca di ricostruire i componenti essenziali delle loro prede naturali ovvero:

1) Il topo è ricco di taurina elemento essenziale per il buon funzionamento del cuore, e sostituiremo il topo col cuore di manzo, anatra, pollo, tacchino…ecc per fornirgli questo amminoacido  necessaria per mantenerlo in salute.

2) Le ossa e cartillagini: importanti per calcio e fosforo, per mantenere la struttura fisica del gatto ma senza eccedere. L’osso non va mai dato da solo ma sempre con molta carne attaccata in modo che il gatto strappi la carne e mastichi, aiutando a mantenere i denti più puliti. L’eccesso di ossa verrà scartato e noteremo feci bianche.

3) Il fegato: ricco di vitamina A indispensabile in piccolissime dosi! Un eccesso può portare oltre che dissenteria grossi problemi al micio. Si valuta una dose del 5% sul totale del pasto.

4) Il piumaggio o pelliccia di una piccola preda ne viene assunta in parte, ha lo scopo di pulire il tratto digerente.

5) La polpa di qualsiasi fonte proteica ( tranne il maiale che va assolutamente ben cotto) ricca di proteine, e liquidi.

6) I liquidi: sono fondamentali! I gatti bevono pochissimo perché assumono i liquidi necessari dalle loro prede per un corretto funzionamento dei reni e apparato urinario.

7) Gli Omega 3: Non è raro vedere un gatto appostato sulle rive di laghetti, o vicino ai moli dei pescherecci  a pescare dei pesci per integrare la loro dieta con grassi sani!  Ebbene anche nella dieta barf (1 o al massimo 2  volte a settimana) è bene inserire dei pesci piccoli per lo stesso motivo.

Questi sono i componenti fondamentali per una dieta barf a cui si possono poi aggiungere altre minuzzaglie ( tuorlo d’uovo, sementi, verdure, frutta, olii ecc per variare e completare)

Negli ultimi anni sempre più gatti hanno problemi a reni e vie urinarie dovuti ad un’alimentazione secca ed alla mancanza di liquidi.
 L’alimentazione industriale porta il un innalzamento del pH acido delle urine in cui struvite, arenella, calcoli…ecc fanno festa indisturbati.

Ricordiamo che i gatti liberi di cacciare ed integrare in modo più sano la loro alimentazione sono in grado di distruggere interi ecosistemi!
Ogni anno, infatti, i felini  in libera circolazione uccidono centinaia di milioni di uccelli e piccoli mammiferi, anfibi e rettili, incluse specie la cui conservazione è a rischio.
Per questo penso sia meglio (ove possibile) dare  uno sfogo esterno limitato ai nostri splendidi cacciatori e limitare lo sterminio di specie protette!”

… E lascia la stanza, in mia compagnia!


Un grazie speciale a Iside Caria ed al suo allevamento di Main Coon “Chats de Lune” di Rapallo per la collaborazione e la splendida foto!

WORLD FOOD DAY — 16 ottobre 2021

WORLD FOOD DAY


Il 16 ottobre si festeggia una data molto importante per chi affronta il tema del benessere, della salute collettiva e della prevenzione alle malattie cardiovascolari: la giornata mondiale dell’alimentazione.
Questo appuntamento ha una funzione importante: sensibilizzare le persone verso un approccio virtuoso a quello che è un bisogno primario dell’uomo.
Ma non solo dal punto di vista individuale, anzi. 
Cos’è e quando nasce la giornata mondiale dell’alimentazione?
L’evento è stato delineato nel novembre del 1979 ma affonda le sue radici nel 1945. Il 16 ottobre, nel Quebec, si riunirono diverse nazioni per formare la FAO.
Vale a dire l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Quest’organo si è definito intorno a un obiettivo chiaro: migliorare il sistema alimentare mondiale per limitare i problemi legati alla malnutrizione e alla fame e alla diffusione delle malattie del sistema cardiocircolatorio derivante dall’eccesso di lipidi.
Mi sono chiesta, quindi, come sempre… ma vale solo per l’uomo???
Oppure oggi possiamo approfittarne e conoscere un po’ di più il comportamento alimentare del nostro gatto?

IL COMPORTAMENTO ALIMENTARE DEL GATTO:
Il gatto è un vero carnivoro con una dieta in natura basata quasi totalmente su alimenti di origine animale (roditori, uccellini, lucertole).
Viene pertanto considerato un carnivoro obbligato o stretto.
Cosa significa?
Essere un carnivoro obbligato significa che il gatto è fatto in modo tale da soddisfare il suo fabbisogno nutritivo con grandi quantità di proteine animali (carne/organi) e trae molto meno nutrimento dalle proteine vegetali (cereali/verdura).
Per nutrire in modo adeguato il gatto è necessario capire i suoi bisogni alimentari perchè una dieta non corretta  può causare vari problemi di salute e diminuire la sua aspettativa di vita.

IL GATTO SELVATICO:

• Ingerisce frequentemente cibo durante la giornata
• Caccia e vive da solo
• Si nutre lentamente

IL GATTO DOMESTICO:

• Consuma il cibo lentamente
• Se ha accesso al cibo senza limitazioni consuma anche 13-14 pasti al giorno
• Il cibo non ha un ruolo sociale

Piccoli mammiferi (come i topi), ratti e uccelli sono la fonte principale di cibo per i gatti che si nutrono principalmente di prede che cacciano.
Il contenuto proteico di queste specie è notevolmente consistente – dal 56% al 65%di proteine, il contenuto di grassi varia tra il 25% e il 45% mentre i carboidrati rappresentano tra lo zero e il 12%. L’acqua è presente tra il 70-80%.
Ovviamente la percentuale precisa dipende dal tipo di preda.
Ma le proteine ricavate sono di alta qualità e non di prodotti di scarto.
Quindi  in natura, il gatto mangerebbe un pasto altamente proteico e altamente umido a base di carne, con un livello moderato di grassi e con una piccolissima percentuale di carboidrati.

I gatti hanno la difficoltà fisiologica ad utilizzare i carboidrati dovuta alla mancanza di enzimi specifici che invece sono presenti in altri mammiferi, e alla carenza di un enzima salivare.
 I gatti non hanno bisogno dei carboidrati nella loro dieta e un’alta quantità di essi può risultare pericolosa per la loro salute.

COSA SIGNIFICA TUTTO CIO’?

Quando compriamo il cibo per il nostro gatto, dobbiamo essere consapevoli  di cosa stiamo comprando e soprattutto di cosa necessita davvero.
Le etichette dovrebbero essere sempre lette e comprese, in quanto solo così sappiamo cosa davvero sta mangiando il nostro gatto.
 Il trucco per capire se un alimento è di buona qualità, è quello di leggere la lista delle materie prima e capire se abbiamo in effetti capito cosa c’è all’interno.
Quando si legge un’etichetta, nella composizione troveremo le MATERIE PRIME utilizzate e non gli ingredienti, in quanto questi ultimi fanno riferimento all’alimentazione umana e non a quella dei gatti (o cani).
L’ordine delle materie prime è stabilito da una legge precisa (𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟔 𝐞 𝟏𝟕 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝟕𝟔𝟕 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟗), pertanto non possono essere messe a caso, ma in ordine di “grandezza”: da quella più presente a quella meno presente.
Le percentuali, al contrario delle materie prime utilizzate, non sono obbligatorie in etichetta.
L’unica eccezione è per le materie prime caratterizzanti, ovvero quelle pubblicizzate dall’alimento: se se su una lattina di umido troviamo scritto “ricco in salmone e tacchino”, oppure l’immagine del pollo e del mirtillo, quelle percentuali devono essere inserite nella composizione.
Visto che la legge per quanto riguarda l’etichettatura dei mangimi per cani e gatti non è molto chiara, a questo punto vien da sé che è difficile farla rispettare; infatti, ci sono alcuni trucchetti che utilizzano le aziende di petfood per far sì che il consumatore pensi che quello sia un alimento di qualità, quando in realtà non lo è, ad esempio:
× Materie prime simili tra loro, indicate con nomi diversi (se in un etichetta leggo: carne di pollo, mais, farina di mais, posso pensare che il pollo sia superiore al mais, ma alla fine della storia, il mais è stato inserito due volte, sommandolo è molto più alta la percentuale di mais che della carne)
× Percentuali parziali (es. in un’etichetta leggo: Carne e derivati, di cui agnello 4%, farina di mais 30%. Questo significa che sicuramente la carne sarà superiore al 30%, ma di quella percentuale abbiamo chiaro solo il 4% di agnello. Il resto sarà altra carne o altri Sottoprodotti animali, di cui non sappiamo niente. Possono essere più specie animali mescolate insieme, un altro animale o qualsiasi altra cosa.)

Esempio etichette cibo secco:

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟏

𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘰𝘭𝘭𝘢𝘮𝘦 (𝘥𝘪𝘴𝘪𝘥𝘳𝘢𝘵𝘢𝘵𝘢), 𝘳𝘪𝘴𝘰, 𝘮𝘢𝘪𝘴, 𝘨𝘳𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘦, 𝘧𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘦 (𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢), 𝘪𝘴𝘰𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘷𝘦𝘨e𝘵𝘢𝘭𝘦*, 𝘨𝘭𝘶𝘵𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘪𝘴, 𝘭𝘪𝘦𝘷𝘪𝘵𝘪 𝘦 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘱𝘰𝘭𝘱𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘢𝘳𝘣𝘢𝘣𝘪𝘦𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘦𝘴𝘴𝘪𝘤𝘤𝘢𝘵𝘢, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘴𝘤𝘦, 𝘮𝘪𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘤𝘤𝘰, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘪𝘢, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰-𝘰𝘭𝘪𝘨𝘰𝘴𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘪𝘥𝘪, 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘭𝘪𝘦𝘷𝘪𝘵𝘰 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘯𝘯𝘢𝘯𝘰-𝘰𝘭𝘪𝘨𝘰𝘴𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘪𝘥𝘪), 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘣𝘰𝘳𝘳𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦, 𝘧𝘢𝘳𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘛𝘢𝘨𝘦𝘵𝘦 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢), 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘰𝘴𝘵𝘢𝘤𝘦𝘪 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘭𝘶𝘤𝘰𝘴𝘢𝘮𝘪𝘯𝘢), 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘳𝘵𝘪𝘭𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘳𝘰𝘪𝘵𝘪𝘯𝘢).

In questa prima etichetta non vengono segnate le percentuali, in quanto sulla confezione non esistono materie prime caratterizzanti. Questo non ci permette quanto di cosa c’è dentro.
Primo ingrediente è la “proteina di”, una materia di scarsa qualità, molto lavorata.
Tutto il resto è praticamente solo roba vegetale (fatta eccezione per due o tre voci), che ovviamente non è adatta ad un carnivoro stretto.

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟐

𝘗𝘦𝘴𝘤𝘦 𝘰𝘤𝘦𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘪𝘴𝘪𝘥𝘳𝘢𝘵𝘢𝘵𝘰 (59%), 𝘱𝘢𝘵𝘢𝘵𝘢, 𝘨𝘳𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘰𝘭𝘭𝘰 (𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘮𝘪𝘹 𝘥𝘪 𝘵𝘰𝘤𝘰𝘧𝘦𝘳𝘰𝘭𝘪), 𝘮𝘪𝘳𝘵𝘪𝘭𝘭𝘪 (4,2%), 𝘮𝘪𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪.
Questa è un’etichetta molto più chiara, sappiamo che quasi il 60% è pesce disidratato, poi abbiamo la patata al posto del mais/riso/granturco ecc, che di fatto serve per compattare la crocchetta; questa è una crocchetta di buona qualità.
Per quanto riguarda il cibo umido, è bene cercare delle etichette che siano chiare, esattamente come il secco, evitando tutte quelle aggiunte che non servono a niente.
Quando si parla di “carne e derivati”, bisogna controllare che sia specificato tutto ciò che c’è dentro, altrimenti se il gatto avesse una reazione avversa al cibo, non sapremo mai a cosa è dovuta.
La percentuale di carne, per considerare un alimento per gatti di qualità, dovrebbe variare dall’80 al 90%. Se possibile, sarebbe ancora meglio leggere le parti della carne utilizzata: fegato, polmoni, cuore, muscolo ecc.
Ora possiamo due liste di materie prime di due umidi diversi, sottolineando le differenze, sia a livello nutritivo, sia a livello di chiarezza.

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟏:
Carne e sottoprodotti di origine animale, cereali, pesci e sottoprodotti ittici, oli e grassi, estratti proteici vegetali, sottoprodotti di origine vegetale, minerali, zucchero

• “Carne e sottoprodotti di origine animale”, cioè? Che tipo di proteina è stata utilizzata? Manzo? Pollo? Anatra? Tacchino? Non lo sappiamo. E sottoprodotti? Che cosa c’è all’interno della bustina?

• “pesci e sottoprodotti ittici” stessa domanda di prima. Cioè? Che tipo di pesce è stato utilizzato? Salmone? Merluzzo? Aringa? Non lo sappiamo. E sottoprodotti ittici, cioè?

• “Sottoprodotti di origine vegetale.” Ok, quali? Ma possono servire ad un carnivoro?

• “Zuccheri”. Gli zuccheri sono dannosi per i gatti, per questo negli altri post abbiamo parlato di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri, che portano a malattie quali obesità, diabete.

𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟐:

Manzo 40% (polmone, carne, cuore, fegato), acqua potabile 31%, pollo 20% (carne, cuore), selvaggina 8% (carne e sottoprodotti di origine animale), minerali 1%. Percentuale di muscolo 15%.

Ti è piaciuto questo articolo???? Allora non perderti i prossimi in cui parleremo ancora di nutrizione felina, entreremo nello specifico della letture delle etichette alimentari, le percentuali da prendere in considerazione e tantissime altre informazioni utili al benessere del tuo Micio!
Un grazie speciale ad Erica Balzano , Agnese Pendola , Elisa Gaggero  per le preziose nozioni di nutrizione felina e la collaborazione.
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