L’obesità è una tematica che mi sta molto a cuore e quando ho visto che oggi è una giornata dedicata proprio a questo problema che affligge milioni di persone nel mondo ho deciso, con dei collaboratori speciali, di creare un articolo per ricordare che anche i nostri amici gatti ne possono essere soggetti!
Sovrappeso ed obesità sono problematiche largamente diffuse anche tra gli animali da compagnia: vari studi condotti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna stimano colpiscano dal 25 al 40 % dei gatti domestici.
L’aumento di peso si verifica quando l’animale si trova in uno stato di bilancio energetico positivo per un prolungato periodo di tempo o, più semplicemente, nel momento in cui assume più calorie di quanto è in grado di bruciare. Questo eccesso di energia viene immagazzinato sotto forma di grasso.
Normalmente l’organismo è in grado di distribuire ed utilizzare le risorse in maniera tale da mantenere un equilibrio senza incorrere in un aumento di peso, ma esistono diversi fattori in grado di perturbare la stabilità energetica metabolica.
MA…partiamo dalle basi!
Il gatto è un “carnivoro obbligato” il che significa che le proteine sono il pilastro della sua dieta!
Sebbene i felini siano in grado di utilizzare i carboidrati come fonte energetica metabolica, essi di fatto non ne hanno bisogno in senso stretto e, soprattutto, non sono in grado di gestirne una quantità eccessiva.

Il loro metabolismo per sua natura è abituato a utilizzare un’elevata quantità di proteine ed una ridotta di carboidrati(comunemente detti anche zuccheri).
E’ importante sapere, ad esempio, che anche in presenza di molti zuccheri nell’alimento il metabolismo felino predilige sempre la via delle proteine per ottenere energia; in più i gatti “mancano” di alcuni enzimi a livello salivare, intestinale ed epatico fondamentali per la digestione di zuccheri semplici, quali il fruttosio ed altri.
I gatti sono animali “unici” anche sotto il profilo nutrizionale  di cui bisogna bisogna rispettare le esigenze naturali.
Ma quali sono le variabili che portano ad un aumento di peso?
Il sesso (animali interi rispetto a quelli sterilizzati; maschi rispetto alle femmine), l’età, l’attività fisica dettata dallo stile di vita e la dieta dettano legge in fatto di peso! Bisognerebbe abituarsi a regolare correttamente la dieta del nostro amico felino sin da quando è giovane poiché risulta molto più facile prender peso che perderlo.
In generale i gatti al di sotto dei due anni tendono meno ad ingrassare mentre tra i due e i dieci anni il rischio aumenta; durante la terza età, invece, si può avere un fenomeno di dimagramento.
 Anche l’attività fisica, come per tutti, risulta importante: mediamente i gatti che vivono soltanto in casa sono considerabili “sedentari” e pertanto più soggetti al sovrappeso di quelli che possono uscire.
Un altro fattore da tener in gran conto è la quantità di zuccheri assunta con l’alimento: essi non vengono utilizzati immediatamente, dando il gatto precedenza alle proteine come fonte energetica, vengono quindi immagazzinati sotto forma di grasso.
 Inoltre diete molto appetibili e ad elevata densità calorica tendono a mettere appetito e portano ad assumere cibo in eccesso, situazione che può peggiorare quando l’animale ha libero accesso all’alimento.

In linea generale, in ragione del tipo di lavorazione che subisce, il cibo secco ha più carboidrati rispetto all’umido: quest’ultimo rispetta maggiormente la proporzione “elevate proteine/ridotti carboidrati”.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELL’OBESITA’?

Nei  felini l’obesità è una condizione che predispone allo sviluppo o aggrava la progressione di patologie importanti, principalmente: il diabete mellito, la lipidosi epatica, le malattie delle basse vie urinarie, l’artrite, la diarrea giovanile e la malattia infiammatoria intestinale (IBD).
 Oltre a ciò, un gatto in sovrappeso è maggiormente soggetto ad intolleranza all’esercizio fisico, elevato rischio anestesiologico, problematiche respiratorie, riduzione delle difese immunitarie e patologie riproduttive soprattutto legate al parto (distocia).

In un’ottica di “prevenire è meglio che curare” si comprende l’importanza di una dieta corretta e mirata al singolo animale durante il corso di tutta la vita e di un controllo costante del peso e delle condizioni generali del gatto.
Quindi.. Non aspettare che l’OBESITA’ diventi un problema!
Ecco perché è sempre consigliabile rivolgersi al veterinario nutrizionista per pianificare un corretto programma di dimagramento, E SOPRATTUTTO imparare a leggere le etichette dei cibi che forniamo loro!
Nella lista delle materie prime, dovremmo evitare:

● 𝘾𝙚𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞 (𝙧𝙞𝙨𝙤, 𝙢𝙖𝙞𝙨, 𝙛𝙖𝙧𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙢𝙖𝙞𝙨, 𝙜𝙡𝙪𝙩𝙞𝙣𝙚, 𝙛𝙧𝙪𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙧𝙞𝙨𝙤 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙜𝙧𝙖𝙡𝙚, 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙤𝙩𝙪𝙧𝙘𝙤 𝙚𝙘𝙘),
● 𝙎𝙤𝙩𝙩𝙤𝙥𝙧𝙤𝙙𝙤𝙩𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙤𝙧𝙞𝙜𝙞𝙣𝙚 𝙫𝙚𝙜𝙚𝙩𝙖𝙡𝙚 (𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞)
● 𝙎𝙤𝙩𝙩𝙤𝙥𝙧𝙤𝙙𝙤𝙩𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙤𝙧𝙞𝙜𝙞𝙣𝙚 𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖𝙡𝙚 (𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞)
● 𝙕𝙪𝙘𝙘𝙝𝙚𝙧𝙞 𝙙𝙞 𝙤𝙜𝙣𝙞 𝙩𝙞𝙥𝙤
● 𝘼𝙡𝙩𝙧𝙚 𝙙𝙞𝙘𝙞𝙩𝙪𝙧𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙞𝙡 𝙙𝙚𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞𝙤. 𝙀𝙨: 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙖 𝙖𝙣𝙞𝙢𝙖𝙡𝙚 (𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙖𝙥𝙥𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙘’è 𝙙𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤)
● 𝙋𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙙𝙞: 𝙌𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙣𝙤𝙢𝙞𝙣𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙘𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙖𝙧𝙣𝙚 (𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙥𝙤𝙡𝙡𝙖𝙢𝙚,
𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙖𝙜𝙣𝙚𝙡𝙡𝙤, 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙞 𝙘𝙚𝙧𝙫𝙤) è 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙖,
𝙚𝙡𝙞𝙢𝙞𝙣𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙙𝙞 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙞𝙖 𝙡’𝙖𝙘𝙦𝙪𝙖, 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙜𝙧𝙖𝙨𝙨𝙤.
● 𝙋𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙞𝙨𝙤𝙡𝙖𝙩𝙚 𝙙𝙞/𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙩𝙚 𝙙𝙞: 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙡𝙖 𝙨𝙩𝙚𝙨𝙨𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙙𝙞, 𝙣𝙤𝙣
𝙘’è 𝙖𝙡𝙘𝙪𝙣𝙖 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙯𝙖.
● 𝙋𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙞𝙙𝙧𝙤𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙩𝙚: 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙞𝙣𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙝𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙨𝙪𝙗ì𝙩𝙤 𝙪𝙣 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙘𝙤𝙡𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙘𝙚𝙨𝙨𝙤, 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤
𝙙𝙞 𝙞𝙙𝙧𝙤𝙡𝙞𝙨𝙞. 𝙌𝙪𝙞𝙣𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙖 𝙢𝙖𝙩𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙢𝙤𝙡𝙩𝙤 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙩𝙖!

Ti è piaciuto questo articolo???? Allora non perderti i prossimi in cui parleremo di nutrizione felina, entreremo nello specifico della letture delle etichette alimentari, le percentuali da prendere in considerazione e tantissime altre informazioni utili al benessere del tuo Micio!
Un grazie speciale ad Erica Balzano , Agnese Pendola , Elisa Gaggero  per le preziose nozioni di nutrizione felina e la collaborazione.
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