
Se pensiamo alle chiocciole o alle lumache non immaginiamo una prelibatezza adatta alla dieta del nostro gatto, eppure ci sono mici che non disdegnano l’assaggio di qualche animale “esotico”, come le lumache!
La lumaca e la chiocciola sono gasteropodi e si distinguono l’una dall’altra a seconda se sono dotate di conchiglia o meno.
Normalmente un gatto non è attratto dalla lumaca in quanto cibo, potrebbe semplicemente manifestare curiosità verso un animale diverso e provare ad assaggiarlo!
In Italia le lumache e le chiocciole non sono pericolose, nella maggior parte dei casi.
Alcune specie, soprattutto quelle esotiche e di altri paesi, possono essere veicolo di parassiti che si trasformano in vermi polmonari, infettando le vie respiratorie del gatto provocando bronchiti e polmoniti.
Se una lumaca viene ingerita, il suo muco potrebbe provocare alcuni disturbi come eccessiva salivazione e vomito.
Quello che ci deve preoccupare di più è la presenza di lumachicidi e veleni che potrebbero provocare seri danni al nostro gatto.
Non solo per il rischio di essere ingeriti accidentalmente ma perché potrebbero essere presenti già nel sistema vitale della lumaca, rendendola un veicolo pericolosissimo.
Alcuni lumachicida contengono metaldeide e spesso vengono mescolati ad avena e pellet.
Fanno generare nelle lumache un aumento della secrezione di muco, fino a disidratarle a morte.
Per i felini questa sostanza è tossica, agisce sul sistema nervoso centrale e sul polmone provocando acidosi metabolica e convulsioni.
QUALI SONO I SINTOMI?
– Tachicardia
– Mucose congeste
– Mucose pallide
– Contrazioni muscolari
– Ipertensione
– Convulsioni
– Dilatazione della pupilla
– Vomito (con puzza di metaldeide)
– Diarrea
– Ipetermia
COSA FARE SE CI ACCORGIAMO CHE IL NOSTRO GATTO PUO’ AVER INGERITO UNA LUMACA O UN LUMACHICIDA?
La tempestività è fondamentale!
Chiamiamo immediatamente il nostro veterinario (o una clinica h24) e teniamo sotto controllo il nostro gatto, i sintomi si manifestano entro le 3 ore.
Andiamo subito dal dottore eventualmente portando un campione del veleno ingerito (se riusciamo a trovarlo).

