GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

🐾 FASE 3 – IL GATTO GIOVANE ADULTO — 26 luglio 2025

🐾 FASE 3 – IL GATTO GIOVANE ADULTO

La fase dell’esplorazione autonoma (dai 2 ai 6 anni)

Se hai un gatto tra i 2 e i 6 anni, sei nel pieno della giovinezza felina: una fase di grande energia, equilibrio fisico e voglia di vivere.
Il tuo micio ha superato l’irruenza del cucciolo e l’instabilità dell’adolescenza… ma non è ancora entrato nella maturità vera e propria.

Questa è la fase dell’indipendenza piena, della costruzione del carattere e, spesso, della convivenza consolidata con il proprio umano.


😸 Un gatto nel fiore della vita

Il giovane adulto è nel suo momento migliore dal punto di vista fisico: agile, veloce, forte e sicuro.
Ha affinato le sue abilità di gioco, caccia, esplorazione e comunicazione.
Inizia a mostrare tratti di personalità ben definiti: è in questo periodo che il micio “diventa se stesso”.

Questa stabilità, però, non deve farci pensare che basti “lasciarlo fare”.
Al contrario, è proprio ora che il legame con lui può rafforzarsi davvero, se lo accompagni con consapevolezza.


💡 I bisogni del gatto giovane adulto

Anche se sembra “autonomo”, il gatto in questa fase ha bisogno di:

🔸 Stimoli quotidiani – Per evitare la noia, che può portare a stress, aggressività o comportamenti compulsivi
🔸 Routine chiara e sicura – I gatti amano la prevedibilità
🔸 Ambiente arricchito – Con zone in altezza, cucce protette, percorsi e giochi
🔸 Relazioni coerenti – In questa fase si consolida la relazione con il caregiver. Ogni interazione lascia il segno.


🧠 Il gioco: essenziale anche dopo i due anni

Il gioco resta una parte fondamentale della sua vita. Non è “solo un divertimento”, ma una necessità etologica.
Serve a:

  • scaricare energie
  • simulare la caccia
  • mantenere il benessere fisico
  • stimolare il sistema cognitivo

👉 Alterna giochi interattivi (piume, bacchette, topini) a quelli di problem solving (cibo nascosto, giochi olfattivi).

Giocare insieme significa rafforzare la vostra relazione.


🩺 La salute del giovane adulto: prevenzione!

Spesso i gatti in questa fase sembrano sempre in salute.
Ma è proprio il momento giusto per iniziare con una prevenzione attiva, per evitare disturbi futuri.

✔️ Visite veterinarie regolari (almeno annuali)
✔️ Controllo del peso: l’aumento può iniziare proprio qui
✔️ Monitoraggio del comportamento: se cambia qualcosa, non ignorarlo
✔️ Sterilizzazione/castrazione, se non già effettuate, per evitare comportamenti legati a ormoni o riproduzione


🍽 Alimentazione: energia sì, ma equilibrata

In questa fase il fabbisogno energetico è ancora alto, ma va bilanciato con attenzione:

  • scegli alimenti di qualità
  • evita di lasciare cibo sempre a disposizione (se il gatto tende a mangiare troppo)
  • prediligi piccoli pasti suddivisi nella giornata
  • valuta l’utilizzo di ciotole interattive o “distributori gioco” per unire alimentazione e stimolazione

🤍 In sintesi

La fase del giovane adulto è il momento ideale per:

  • rafforzare la relazione con il tuo gatto
  • costruire abitudini sane
  • impostare uno stile di vita che lo accompagnerà per sempre

È un’età di forza, esplorazione e relazione. Se sai accoglierla con presenza e ascolto, può essere una delle più belle da vivere insieme.

🐾 FASE 4 – IL GATTO ADULTO — 12 luglio 2025

🐾 FASE 4 – IL GATTO ADULTO

Tra stabilità e nuovi equilibri: vivere al meglio gli anni centrali del tuo gatto

Dopo i primi anni turbolenti e pieni di scoperte, il gatto entra finalmente nella sua fase più stabile: la vita adulta, che va indicativamente dai 7 agli 11 anni.
È un periodo spesso definito come quello della “maturità felina”, in cui molti comportamenti si consolidano e il carattere si esprime in modo più chiaro e definito.

Ma attenzione: “stabilità” non significa che possiamo abbassare la guardia. In questa fase, la prevenzione, l’osservazione e la cura quotidiana fanno davvero la differenza.


✨ Come si comporta un gatto adulto?

Il gatto adulto ha trovato un equilibrio con il suo territorio, con i suoi umani e – se presenti – con gli altri animali di casa.
Tende ad avere una routine ben definita, abitudini precise e un ritmo che ama mantenere.

È spesso meno esplorativo rispetto al giovane gatto, ma non va considerato “pigro”: semplicemente seleziona con più cura a cosa dedicare tempo e attenzione.

In questa fase, possiamo dire che il gatto “è diventato se stesso”.


🩺 La salute nella fase adulta: cosa monitorare

Anche se può sembrare in forma, il gatto adulto può iniziare a sviluppare patologie silenziose, che si manifestano in modo subdolo. Ecco perché le visite veterinarie regolari (almeno 1 volta l’anno) sono fondamentali.

Le principali attenzioni devono riguardare:

  • Controllo del peso: il metabolismo rallenta e aumenta il rischio di sovrappeso
  • Salute orale: tartaro, gengiviti e problemi dentali sono comuni in questa fase
  • Apparato urinario: attenzione ai primi segnali di insufficienza renale
  • Comportamento: eventuali cambiamenti improvvisi vanno sempre interpretati con attenzione

🍽 Alimentazione: bisogni che cambiano

Il fabbisogno energetico può diminuire, ma non la qualità del cibo.
Un gatto adulto ha bisogno di:

  • alimenti bilanciati, facilmente digeribili
  • una buona quantità di proteine di qualità
  • porzioni adeguate per evitare sovrappeso e letargia
  • accesso a acqua fresca sempre disponibile

Se hai dubbi, è il momento giusto per parlare con il veterinario di una dieta specifica per gatti adulti, che possa prevenire disturbi futuri.


🧠 Stimolazione mentale e gioco: ancora fondamentali

Il gioco non è solo “per cuccioli”!
In questa fase, il gatto potrebbe sembrare meno interessato al gioco frenetico… ma ha ancora bisogno di stimoli mentali per mantenere attivo il suo sistema cognitivo e prevenire noia e stress.

💡 Consigli utili:

  • alterna momenti di gioco attivo (palline, piume, topini) a giochi di tipo problem solving
  • usa il cibo come stimolo (tappetini olfattivi, giochi interattivi)
  • introduci piccole novità ambientali con gradualità: tunnel, scatole, mensole…

🧘‍♀️ Routine, calma e benessere

Il gatto adulto è un grande amante della routine.
Ogni cambiamento improvviso – di orari, spazi, membri della famiglia – può essere fonte di disagio e stress.

👉 Mantieni:

  • spazi personali accessibili e sicuri
  • un ritmo quotidiano prevedibile
  • attenzione ai suoi segnali di stress o disagio

Un gatto adulto che si sente rispettato nelle sue abitudini sarà un compagno sereno, affettuoso e profondo.


🤍 In sintesi

La fase adulta è un tempo prezioso, fatto di equilibri consolidati, ma anche di nuovi bisogni da ascoltare.
È il momento perfetto per rafforzare il legame, prevenire disturbi e accompagnarlo con cura verso le fasi successive.

Ogni carezza, ogni sguardo, ogni gesto di cura… in questa fase il tuo gatto li sente più profondamente che mai.

Neofobia felina: comprendere e aiutare il tuo gatto sensibile — 26 giugno 2025

Neofobia felina: comprendere e aiutare il tuo gatto sensibile

Se il tuo gatto si blocca davanti alle novità, si nasconde o sembra “in allerta” per cambiamenti minimi, potrebbe essere sensibilità (neofobia). Qui trovi come riconoscerla, cosa evitare e come costruire sicurezza con piccoli gesti quotidiani.

Se vivi con un gatto particolarmente timido e sensibile, probabilmente ti sei già sentito dire: “Ha paura di tutto!” Il tuo amico a quattro zampe si nasconde per ore, scappa al minimo rumore o rifiuta qualsiasi novità. Ma questa reazione non è un capriccio né un difetto: potrebbe trattarsi di neofobia felina, ovvero la paura di tutto ciò che è nuovo, sconosciuto o inaspettato.

Perché il tuo gatto teme ciò che è nuovo?

Nel mondo del tuo gatto, la novità non è un’occasione di scoperta entusiasmante come potrebbe essere per noi. Al contrario, il nuovo è percepito come potenzialmente pericoloso. Questo meccanismo di difesa deriva dalla natura stessa dei felini, che in ambienti selvatici devono essere estremamente prudenti per sopravvivere.

La neofobia felina può avere diverse cause:

  • Un passato traumatico o instabile, specialmente per i gatti che hanno vissuto in strada o hanno subito esperienze negative.
  • Scarsa socializzazione nei primi mesi di vita, una fase cruciale in cui il gattino dovrebbe imparare ad affrontare stimoli diversi.
  • Un temperamento particolarmente cauto, che rende il gatto più incline alla diffidenza.
  • Un ambiente troppo stimolante o caotico, dove i cambiamenti e i rumori continui lo mettono sotto stress.

Cosa puoi fare per aiutarlo?

💛 Mai forzarlo – Il primo errore da evitare è cercare di costringerlo ad affrontare le sue paure. Se il tuo gatto si sente minacciato, aumenterai soltanto il suo stress.
🌿 Offrigli un ambiente sicuro e prevedibile – I gatti amano la routine. Mantieni rituali quotidiani che lo rassicurino e crea spazi dove possa ritirarsi senza essere disturbato.
🐾 Introduci le novità con rispetto e lentezza – Se vuoi fargli conoscere un nuovo oggetto, un nuovo alimento o una persona, fallo gradualmente. Lascia che sia lui a decidere se e quando avvicinarsi.
🎾 Usa il gioco come strumento di esplorazione – Il gioco può trasformarsi in un modo per aiutarlo a vincere le sue paure. Attraverso attività ludiche, il tuo gatto può associare nuovi stimoli a esperienze positive.
✨ Premia i suoi progressi – Se il tuo gatto riesce a superare una piccola paura, premialo con una coccola o uno snack speciale. Ogni passo avanti è una vittoria.

Vivere con un gatto sensibile richiede pazienza e comprensione.
Ma con il giusto approccio, puoi aiutarlo a trasformare la sua paura in curiosità, regalando serenità a entrambi.
Perché alla fine, il suo benessere dipende anche da te. 💛

Se vuoi costruire una strategia personalizzata per il tuo micio e capire come aiutarlo nel modo più efficace, contattami!
Insieme possiamo trovare il giusto equilibrio tra rispetto, pazienza e piccoli passi verso una vita più serena. 🐱✨

Giochi e Gatti Sacri di Birmania: questione di razza o di personalità? — 12 giugno 2025

Giochi e Gatti Sacri di Birmania: questione di razza o di personalità?

Chi convive con un Gatto Sacro di Birmania lo sa bene: sono creature affettuose, eleganti e profondamente legate alla presenza del loro umano.
Ma c’è un aspetto che spesso incuriosisce – o addirittura preoccupa – chi li accoglie in famiglia: la scarsa reattività ai giochi attivi. Palline che restano a terra, bacchette agitate con entusiasmo che non ricevono attenzione… è solo un tratto individuale o una caratteristica della razza?

Il Sacro di Birmania e la sua indole:
Questa razza si distingue per il temperamento calmo, la dolcezza e l’amore per la compagnia.
Non è insolito che preferiscano osservare anziché partecipare attivamente, rispondendo con lentezza (o disinteresse) ai giochi troppo frenetici.
Ciò non significa che non amino giocare, ma che scelgono modalità più tranquille e rilassate, spesso legate al momento e all’umore.

L’influenza genetica sulla propensione al gioco
Ogni gatto è unico, ma la genetica può influenzare alcune tendenze comportamentali.
Razze come il Bengala o il Siamese sono famose per la loro vivacità; il Birmano, invece, mostra spesso un approccio più riflessivo e “misurato” al gioco.
È del tutto normale che si mostri curioso all’inizio, per poi sedersi e lasciare che sia l’umano a divertirsi da solo.

Giochi consigliati (e sconsigliati) per coinvolgere un Birmano nel gioco, è importante rispettare la sua indole:
Consigliati:
Cannette e piume mosse lentamente, per stimolare l’interesse senza invadere.
Giochi di attivazione mentale, come quelli che rilasciano premi o richiedono piccoli ragionamenti.
Routine leggere, brevi sessioni di gioco in momenti prevedibili della giornata.
Giochi lasciati in giro, che permettono al gatto di giocare quando si sente ispirato, anche in assenza dell’umano.
Sconsigliati:
Giochi troppo rumorosi, rapidi o aggressivi.
Sessioni prolungate o forzate.
Situazioni competitive con altri animali che possono inibirlo.

Il valore dell’osservazione:
Ogni gatto ci parla attraverso i suoi comportamenti. Il gioco, in particolare, è uno spazio di relazione e scoperta reciproca.
A volte non si partecipa “su richiesta”, ma ciò non significa che il gatto non giochi – può farlo da solo, nei suoi momenti privati.
Lasciare a disposizione oggetti con cui interagire liberamente può rivelare una dimensione del suo mondo altrimenti invisibile.

In conclusione:
Il gioco con un Sacro di Birmania è un invito alla lentezza, alla presenza e al rispetto.
Non serve forzare o inseguire una reattività che non fa parte della sua natura: il vero gioco è quello che si costruisce nel tempo, ascoltando il linguaggio silenzioso e profondo del proprio micio.

Fumo passivo e gatti: i rischi per il tuo bimbo peloso e come proteggerlo — 31 Maggio 2025

Fumo passivo e gatti: i rischi per il tuo bimbo peloso e come proteggerlo

Il fumo di sigaretta è un pericolo per la salute umana, ma hai mai pensato agli effetti che può avere sul tuo bimbo peloso?
I gatti sono particolarmente vulnerabili al fumo passivo, perché trascorrono molto tempo negli ambienti domestici e si prendono cura del loro pelo con una meticolosa pulizia.
Residui nocivi si depositano sul mantello, aumentando il rischio di esposizione a sostanze tossiche.

Gli effetti del fumo passivo sul tuo bimbo peloso

Il fumo di sigaretta contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, molte delle quali sono riconosciute come cancerogene.
Nei gatti, l’esposizione al fumo passivo può causare problemi respiratori, patologie cardiovascolari e aumentare il rischio di tumori.

Patologie respiratorie

Il tuo micio ha un apparato respiratorio molto delicato. Il fumo passivo può provocare:

  • Bronchite e asma felina – I sintomi possono includere tosse, respiro affannoso e difficoltà respiratorie.
  • Irritazioni delle vie respiratorie – Starnuti frequenti, occhi arrossati e secrezioni nasali sono segnali di esposizione a irritanti.
  • Danno ai polmoni – Studi veterinari dimostrano che i gatti esposti al fumo sviluppano lesioni polmonari simili a quelle osservate nei fumatori.

Rischio di tumori

I gatti esposti al fumo passivo hanno un rischio maggiore di sviluppare tumori, tra cui:

  • Linfoma felino – Un tumore aggressivo che colpisce il sistema linfatico. La ricerca mostra che i gatti che vivono con fumatori hanno il doppio delle probabilità di sviluppare questa patologia.
  • Tumori orali – Poiché i mici si lavano continuamente, ingeriscono sostanze tossiche presenti nel loro pelo, aumentando il rischio di carcinoma squamocellulare orale, un tumore spesso fatale.

Danno cardiovascolare

Anche il cuore del tuo bimbo peloso può essere compromesso dall’esposizione al fumo.
Gli studi dimostrano che il fumo passivo contribuisce a ipertensione, problemi circolatori e malattie cardiache nei gatti, con conseguenze gravi sulla loro salute generale.

Segnali di esposizione al fumo passivo nei gatti

Se vivi in un ambiente dove si fuma, osserva il tuo micio per individuare possibili segnali di disagio:

  • Tosse o difficoltà respiratorie
  • Eccessiva lacrimazione o secrezioni oculari
  • Diminuzione dell’appetito e perdita di peso
  • Letargia o ridotta attività fisica
  • Alterazioni della pelliccia e igiene compromessa

Se noti uno di questi sintomi, è fondamentale consultare il veterinario per valutare eventuali problemi di salute legati all’esposizione al fumo.

Come proteggere il tuo bimbo peloso dal fumo passivo

Ecco alcune misure pratiche per proteggere il tuo gatto:

1. Evita di fumare in casa

La soluzione migliore è smettere di fumare, ma se questo non è possibile, riduci al minimo l’esposizione: fuma all’aperto e lontano dagli ambienti condivisi con il tuo micio.

2. Mantieni una buona ventilazione

Aprire regolarmente le finestre e usare purificatori d’aria con filtri HEPA aiuta a ridurre le sostanze nocive presenti nell’aria.

3. Igienizza gli ambienti e il pelo del tuo gatto

  • Pulire frequentemente i tessuti (divani, tappeti e cuscini) per rimuovere le particelle tossiche.
  • Se il tuo micio vive con un fumatore, spazzolalo regolarmente e usa salviette umide specifiche per gatti per ridurre i residui sul pelo.

4. Effettua controlli veterinari regolari

Il veterinario può identificare precocemente eventuali problemi di salute causati dal fumo passivo. Esami di routine e visite periodiche sono fondamentali per il benessere del tuo bimbo peloso.

Conclusione
Il tuo bimbo peloso merita un ambiente sano e sicuro.
Ridurre l’esposizione al fumo passivo è un gesto di amore e responsabilità, capace di prevenire patologie gravi e migliorare la qualità della sua vita.
Se vivi con un gatto e qualcuno in casa fuma, adottare misure preventive può fare la differenza per la sua salute.
Piccoli accorgimenti possono garantire una vita più lunga, felice e serena per il tuo micio.

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini — 9 aprile 2025

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini

Il gioco è un’attività fondamentale per lo sviluppo dei bambini e dei gattini. Attraverso il gioco, entrambi imparano a esplorare il mondo, a sviluppare le loro abilità motorie e cognitive, e a costruire relazioni con gli altri.

Il Gioco nei Bambini

Nei bambini, il gioco è un modo per esplorare e comprendere il mondo. Attraverso il gioco, i bambini imparano a sviluppare le loro abilità motorie, come la coordinazione e l’equilibrio, e a migliorare la loro cognizione, come la memoria e la risoluzione dei problemi.
Il gioco è anche un modo per i bambini di esprimere le loro emozioni e di costruire relazioni con gli altri.
I bambini che giocano insieme imparano a condividere, a prendere turni e a rispettare gli altri.

Il Gioco nei Gattini

Anche i gattini giocano per esplorare e comprendere il mondo.
Attraverso il gioco, i gattini imparano a sviluppare le loro abilità motorie, come la corsa e il salto, e a migliorare la loro cognizione, come la caccia e la strategia.
Il gioco è anche un modo per i gattini di esprimere le loro emozioni e di costruire relazioni con gli altri.
I gattini che giocano insieme imparano a condividere, a prendere turni e a rispettare gli altri.

L’Incontro tra due Mondi

Quando in famiglia convivono bimbi piccoli e gatti, l’incontro tra questi due mondi può essere molto interessante.
I bambini e i gattini possono imparare molto l’uno dall’altro, e il gioco può essere un ottimo modo per favorire questo incontro.
I bambini possono imparare dai gattini come essere più agili e veloci, e come utilizzare la strategia per raggiungere i propri obiettivi.
I gattini, invece, possono imparare dai bambini come essere più socievoli e come condividere gli spazi e le attenzioni.

L’Importanza del Gioco insieme

Far giocare insieme i bambini e i gattini può avere molti benefici.
Innanzitutto, può aiutare a costruire una relazione più forte tra i due, basata sulla fiducia e sul rispetto.
Inoltre, il gioco insieme può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, sia nei bambini che nei gattini.
Il gioco può anche aiutare a migliorare la coordinazione e l’equilibrio, sia nei bambini che nei gattini.
Infine, il gioco insieme può aiutare a creare un ambiente più armonioso e felice in famiglia, dove tutti possano convivere in pace e rispetto.

Quindi, se in famiglia convivono bimbi piccoli e gatti, non esitate a farli giocare insieme!
Potrete essere sorpresi dai risultati!

Autismo: capire per comprendere! — 2 aprile 2025

Autismo: capire per comprendere!

L’autismo è un disturbo dello sviluppo che rientra nello spettro autistico (ASD), comprendendo una varietà di sintomi che si manifestano in modi diversi.
Nonostante alcuni miti, come quello che lega l’autismo alle vaccinazioni, siano stati ormai ampiamente smentiti, è ancora necessario fare chiarezza su cosa sia realmente l’autismo e smontare idee fuorvianti.
La ricerca continua a indicare una componente genetica, ma molti aspetti rimangono ancora da esplorare.
Tra i comportamenti comuni associati all’autismo troviamo sensibilità sensoriali (suoni, luci, odori, gusti), difficoltà nell’esprimere emozioni e bisogni, avversione al contatto visivo e il bisogno di routine.
Ogni individuo con autismo può manifestare una combinazione unica di queste caratteristiche, motivo per cui si parla di “spettro”.

Gatti e comportamento autistico: un parallelismo?

Parlando di gatti, è facile notare comportamenti che possono sembrare in qualche modo simili ai sintomi dell’autismo umano.
Per esempio, i nostri amici felini non amano il contatto visivo perché lo interpretano come minaccioso, oppure preferiscono la solitudine e mostrano una forte sensibilità ai cambiamenti nelle routine.
Ma qui entra in gioco una distinzione fondamentale: ciò che può essere considerato un sintomo di autismo negli esseri umani è spesso una caratteristica normale nel comportamento dei gatti.
Un persiano silenzioso o un Siamese vocale sono semplicemente espressioni della loro natura individuale e di razza, piuttosto che segni di un disturbo.

Intelligenza e sensibilità felina: genialità o disturbo?

Un altro concetto che crea confusione è quello della “genialità” del gatto.
Alcuni proprietari, notando l’intensa concentrazione del proprio gatto o la sua capacità di apprendere rapidamente, si chiedono se queste qualità possano essere attribuite ad “autismo felino”.
La verità? I gatti sono naturalmente intelligenti, e alcune razze, come Abissini e Birmani, sono particolarmente brillanti.
Non c’è alcun collegamento con l’autismo.
Anche la sensibilità sensoriale del gatto, come la sua reazione a suoni o odori, è normale. Tuttavia, cambiamenti improvvisi nel comportamento possono indicare problemi di salute. È sempre importante consultare un veterinario se qualcosa sembra fuori dall’ordinario.

Socializzazione e comunicazione dei gatti

Un gatto che evita gli ospiti o preferisce nascondersi quando c’è confusione non sta mostrando “disagio sociale”, ma sta solo agendo secondo la sua natura.
I gatti amano la routine e hanno bisogno di sentirsi sicuri nel loro ambiente.
E questo non è un segno di autismo.
Lo stesso vale per le vocalizzazioni.
Alcuni gatti sono più loquaci di altri, e non c’è nulla di patologico in questo.
Tuttavia, un cambiamento improvviso nel loro comportamento comunicativo potrebbe indicare stress o una condizione medica.

Autismo nei gatti: mito o realtà?

Riassumendo, la risposta è chiara: no, i gatti non possono essere autistici.
La ricerca attuale non ha trovato alcuna connessione tra l’autismo e il comportamento dei felini.
È invece molto più probabile che i proprietari tendano ad antropomorfizzare il loro animale, attribuendo caratteristiche umane al loro comportamento.

Gatti e bambini autistici: un legame speciale

I gatti possono, però, essere eccezionali compagni per i bambini autistici.
La loro pazienza e natura tranquilla li rendono ideali per aiutare i piccoli a sviluppare empatia, migliorare le abilità motorie e creare legami emotivi.
Con la loro morbida pelliccia e il comportamento rassicurante, i gatti offrono un supporto unico e importante.

IL GATTO E IL PIPISTRELLO — 29 ottobre 2023

IL GATTO E IL PIPISTRELLO

Un mammifero volante dalle orecchie a punta e dai canini aguzzi, il pipistrello è uno degli animali più bistrattati e calunniati.
Per questo ho deciso di farvi una piccola carrellata delle sue peculiarità:


La sua pelliccia è brunastra o nera e le dimensioni possono variare!
La specie più piccola è il pipistrello calabrone, quella più grande è il pipistrello fantasma.
Per scoprire il sesso di un pipistrello dobbiamo valutarne la dimensione e fare attenzione a due dettagli anatomici: nelle femmine le ghiandole mammarie sono poste laterali sotto le ascelle, nei maschi il pene non si ritrae ed è sempre visibile.
Il suo habitat è universale ed attualmente sono conosciuti ben 7 sottogruppi.
E’ un animale prettamente notturno e durante il giorno riposa al buio nelle caverne o nelle soffitte riparate.
In inverno va in letargo, per risparmiare le energie.
E’ un animale che vive in gruppo ma alcune specie risultano più solitarie e possono sopravvivere anche in solitudine.
Ha una vista scadente ma è un cacciatore formidabile: questo mammifero è in grado di emettere ultrasuoni che si riflettono sugli oggetti i quali, per via delle loro diverse dimensioni e struttura, restituiscono un’eco che le orecchie del pipistrello analizza per “leggere” l’ambiente che lo circonda.
Per conformazione fisica non può spiccare il volo da terra e la posizione sopraelevata che assume quando dorme è indispensabile per volare via agevolmente in ogni situazione.
Il pipistrello si nutre principalmente di insetti, piccoli vertebrati, frutta e nettare… o sangue di alcuni animali (pipistrello vampiro).


Il pipistrello non è un animale tossico per il nostro gatto, ma potrebbe trasmettere delle malattie rischiose come la rabbia, l’ebola o la MERS.
La trasmissione non avviene con il semplice contatto, serve lo scambio di sostanze fluide (saliva e sangue)!


Quando ci accorgiamo che la preda del nostro gatto è un pipistrello cerchiamo di mantenere la calma, salviamo il piccolo chirottero e chiamiamo il nostro veterinario di fiducia per avere un consiglio mirato su come comportarci. (Segnali da monitorare, precauzioni da prendere, eventuale visita di controllo o esami da fissare)

IL NOSTRO GATTO E LE PIANTE — 15 ottobre 2023

IL NOSTRO GATTO E LE PIANTE

Le piante tossiche per il nostro gatto: una guida per conoscerle e permettere una perfetta convivenza.

NOME:  PHOTOS (Scindapsus aureus)
INTERNO O ESTERNO: Interno
FAMIGLIA: Araceae
GENERE: Sempreverde
TIPOLOGIA: Rampicante e/o ricadente
COLTIVAZIONE: Molto semplice
PARTE VELENOSA: Tutta la pianta
SINTOMO PIU’ IMPORTANTE RISCONTRATO: Provoca infiammazioni a tutta la bocca

Pianta da appartamento di facile coltivazione e presente in moltissimi appartamenti perché si adattano a tutti gli ambienti e non hanno particolari esigenze per le temperature.
Pothos è il nome comune di questo genere ma, esso, è anche chiamato Scindapsus. Scindapsus deriva dalla parola greca “skindapsos” che significa “non identificata”
Ne esistono 40 specie ma le principali sono due: Scindapsusaureus e Scindapsuspictus. La prima specie è costituita da radici aeree carnose che le permettono di arrampicarsi e da foglie ovali, lucide e di colore verde scuro con delle striature gialle. Sviluppa dei piccolissimi fiorellini ma è raro che si hanno fioriture se cresce in appartamento. La seconda specie è una pianta rampicante formata da steli lunghi fino a due metri che hanno una colorazione verde nell’età giovanile e rossa nell’età adulta. E’ costituita da foglie appuntite che hanno un colore verde opaco da giovani per poi diventare bluastre con dell’argentato.

DA TENERE RIGOROSAMENTE LONTANA DAL NOSTRO GATTO.

NOME:  Ciclamino (Cyclamen)
INTERNO O ESTERNO: Esterno e internto
FAMIGLIA: Primulaceaea
GENERE: Bulbosa
TIPOLOGIA: Erbacea e tuberosa
COLTIVAZIONE: Semplice ma con accortezza
PARTE VELENOSA: Soprattutto le radici
SINTOMO PIU’ IMPORTANTE RISCONTRATO: Provoca irritazione gastrointestinale con intenso vomito

Pianta da esterno che può essere anche tenuta in appartamento, con i dovuti accorgimenti.
Il ciclamino è una pianta provvista di tuberi (molto tossici per i gatti) che crescono sia nelle zone boschive che nelle spiagge e nella macchia mediterranea.
Le foglie sono arrotondate o cuoriformi spesso con dei disegni chiari o scuri sia sulla pagina inferiore che in quella superiore. I fiori sono reclinati, alle volte profumati, formati da cinque petali ricurvi con colori che variano dal bianco, al viola, al rosso, al rosa. I periodi di fioritura variano a seconda della specie, ma è facile trovarli quasi in tutto il periodo che va da fine settembre a primavera inoltrata.
Un accorgimento particolare va tenuto per la bagnatura: mai bagnare la pianta direttamente, soprattutto al centro. Si crea un ambiente perfetto per le muffe!
Se tenuto ad una temperatura costante (mai oltre i 15 gradi) e con la corretta esposizione solare il nostro ciclamino può vivere anche 4-5 anni.

DA TENERE LONTANO DAL NOSTRO GATTO se ha l’abitudine di scavare ed assaggiare quello che trova!

IL NOSTRO GATTO E LE LUMACHE! — 8 ottobre 2023

IL NOSTRO GATTO E LE LUMACHE!

Se pensiamo alle chiocciole o alle lumache non immaginiamo una prelibatezza adatta alla dieta del nostro gatto, eppure ci sono mici che non disdegnano l’assaggio di qualche animale “esotico”, come le lumache!
La lumaca e la chiocciola sono gasteropodi e si distinguono l’una dall’altra a seconda se sono dotate di conchiglia o meno.

Normalmente un gatto non è attratto dalla lumaca in quanto cibo, potrebbe semplicemente manifestare curiosità verso un animale diverso e provare ad assaggiarlo!
In Italia le lumache e le chiocciole non sono pericolose, nella maggior parte dei casi.
Alcune specie, soprattutto quelle esotiche e di altri paesi, possono essere veicolo di parassiti che si trasformano in vermi polmonari, infettando le vie respiratorie del gatto provocando bronchiti e polmoniti.
Se una lumaca viene ingerita, il suo muco potrebbe provocare alcuni disturbi come eccessiva salivazione e vomito.

Quello che ci deve preoccupare di più è la presenza di lumachicidi e veleni che potrebbero provocare seri danni al nostro gatto.
Non solo per il rischio di essere ingeriti accidentalmente ma perché potrebbero essere presenti già nel sistema vitale della lumaca, rendendola un veicolo pericolosissimo.
Alcuni lumachicida contengono metaldeide e spesso vengono mescolati ad avena e pellet.
Fanno generare nelle lumache un aumento della secrezione  di muco, fino a disidratarle a morte.
Per i felini questa sostanza è tossica, agisce sul sistema nervoso centrale e sul polmone provocando acidosi metabolica e convulsioni.

QUALI SONO I SINTOMI?
– Tachicardia
– Mucose congeste
– Mucose pallide
– Contrazioni muscolari
– Ipertensione
– Convulsioni
– Dilatazione della pupilla
– Vomito (con puzza di metaldeide)
– Diarrea
– Ipetermia

COSA FARE SE CI ACCORGIAMO CHE IL NOSTRO GATTO PUO’ AVER INGERITO UNA LUMACA O UN LUMACHICIDA?
La tempestività è fondamentale!
Chiamiamo immediatamente il nostro veterinario (o una clinica h24) e  teniamo sotto controllo il nostro gatto, i sintomi si manifestano entro le 3 ore.
Andiamo subito dal dottore eventualmente portando un campione del veleno ingerito (se riusciamo a trovarlo).