GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

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🕰️ Il tempo che rallenta – vivere accanto a un gatto anziano — 25 novembre 2025

🕰️ Il tempo che rallenta – vivere accanto a un gatto anziano

Con il passare del tempo, ogni gatto entra in una fase diversa della vita: più calma, più silenziosa, ma non meno intensa.
Il corpo rallenta, i movimenti diventano più misurati, ma il suo sguardo resta lo stesso — profondo, curioso, pieno di saggezza.

Accogliere questa fase significa imparare a conoscere di nuovo il proprio gatto, osservando i piccoli cambiamenti e adattando le nostre abitudini alle sue nuove esigenze.
Un micio anziano non chiede pietà, chiede solo rispetto. E il rispetto passa dall’ascolto, dal prendersi cura e dal capire cosa cambia, dentro e fuori.


Con l’età, il metabolismo si modifica, e la dieta diventa la prima forma di cura.
Una corretta alimentazione aiuta a mantenere vitalità, peso stabile e un buon tono muscolare, riducendo il rischio di patologie comuni come insufficienza renale o diabete.

  • Proteine di alta qualità, per preservare la massa muscolare;
  • Grassi buoni (come omega 3 e 6) per sostenere articolazioni e mantello;
  • Fibre leggere, che favoriscono la digestione;
  • Vitamine e antiossidanti per proteggere il sistema immunitario.

I pasti piccoli e frequenti sono spesso meglio tollerati e rendono il momento del pasto più sereno.
💧 Anche l’idratazione diventa fondamentale: il gatto anziano tende a bere meno, quindi cibo umido e fontanelle aiutano a preservare la salute renale.

👉 Approfondisci in: “Il gatto anziano – come cambia il suo metabolismo e la sua alimentazione”


Il corpo del gatto parla, anche quando sembra tacere.
Un micio anziano può mostrare piccoli segnali che meritano attenzione:

  • riduce i momenti di gioco,
  • dorme più a lungo,
  • mangia con meno appetito,
  • si confonde o miagola senza motivo apparente.

Questi segni non vanno ignorati: possono indicare dolore articolare, insufficienza renale, problemi dentali o disorientamento cognitivo.
Anche l’igiene del mantello può cambiare: un gatto che non si lecca più come prima potrebbe avere dolore o rigidità.

👉 Leggi anche: “Il corpo che parla – I boli di pelo e gli altri segnali quotidiani del gatto”


L’invecchiamento non è solo fisico: riguarda anche la mente.
Un gatto anziano che mantiene curiosità e interazione vive meglio e più a lungo.
Per questo il gioco, anche in forma più dolce e tranquilla, resta un bisogno primario.

Usa una cannetta a filo lungo, un topolino leggero o un gioco olfattivo con croccantini nascosti: aiutano a mantenere concentrazione, movimento e fiducia.
Meglio evitare scatti bruschi o giochi che richiedano troppa forza — la lentezza diventa la nuova forma di gioco.

👉 Approfondisci in: “Giocare è un duro lavoro”


I gatti senior amano la prevedibilità.
Spostare ciotole o lettiere può disorientarli, così come rumori forti o cambiamenti improvvisi.

  • cuccia morbida e rialzata, ma non troppo in alto;
  • ciotole sollevate per ridurre lo sforzo cervicale;
  • lettiera con bordo basso, da raggiungere senza fatica.

🕰️ Una routine gentile aiuta a ridurre l’ansia e il disorientamento tipico dell’età avanzata.


Con l’età, i gatti diventano più empatici. Cercano meno gioco fisico, ma più contatto, più voce, più presenza.
Non vogliono essere lasciati soli: vogliono essere visti, ascoltati e accolti.

Convivere con un gatto anziano significa accettare la sua lentezza e trasformarla in un’occasione di crescita reciproca.
Ci insegna a respirare piano, a osservare, a vivere il momento.


Il gatto anziano non è un gatto “vecchio”: è un compagno che entra nella sua fase più autentica, dove la fiducia diventa profonda e il legame più intimo.
Curarlo significa rispettare il suo tempo, adattare il nostro e continuare a imparare da lui.

Perché ogni gatto che invecchia, in fondo, ci insegna come farlo anche noi — con grazia, con calma e con un pizzico di ironia. 🐾


Ogni settimana su GepriLandia condivido riflessioni e consigli per vivere in armonia con i gatti, in tutte le fasi della loro vita.
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IL GATTO ANZIANO — 8 novembre 2022

IL GATTO ANZIANO

LE FASI DI VITA DI UN GATTO: FASE 5

IL GATTO ANZIANO (11- 15 ANNI)

Il nostro viaggio a ritroso ci porta oggi a conoscere il gatto quando entra nella fase anziana del suo percorso, quando le sue funzioni fisiche e cognitive iniziano a conoscere una lenta diminuzione.

PER PRIMA COSA SI DEVE ASSOLUTAMENTE ABBANDONARE L’IDEA DI LASCIARE IN PACE IL GATTO PERCHE’ E’ ANZIANO.
Invecchiare non è facile per nessuno, tantomeno per i nostri gatti.
Il caregiver deve prestare molta attenzione ad individuare alterazioni fisiche o comportamentali che potrebbero essere il segnale di diverse patologie!

A questa età il gatto tenderà a riposare molto di più e a giocare molto poco, ma potrebbe crescere il suo bisogno di attenzioni.
E’ frequente la comparsa di malattie croniche ed il peggioramento del loro stato di salute.
A questa età, inoltre, è più frequente la comparsa di tumori che riducono le prospettive e la qualità di vita soprattutto se non vengono diagnosticati in tempo.

Quali sono i primi cambiamenti che noteremo nel nostro micio?
– L’udito si abbassa
– L’occhio inizia a sembrare più appannato
– Il mantello sembra più trascurato
– I movimenti appaiono più cauti, rallentati e quasi insicuri
– Le unghie appaiono più sottili e verranno retratte meno spesso
– Possibile parziale perdita dell’olfatto
– Dimagrimento sia per la perdita di tonicità muscolare che per mancanza di appetito

I sintomi più importanti da tenere sotto controllo sono quelli comportamentali:
– Aumento di sete o di minzione (potrebbero essere il campanello di allarme per il diabete)
– Calo di appetito (oltre ad essere fisiologico può essere il campanello di allarme per malattie del cavo orale o insufficienza renale, stitichezza)
– Aumento di appetito associato al dimagrimento (ATTENZIONE! Potrebbe trattarsi di ipertiroidismo)
– Diminuzione dell’attività fisica (ATTENZIONE! Potrebbe trattarsi di artrosi, purtroppo i gatti a differenza dei cani non zoppicano e non si lamentano!)
– Aumento dei vocalizzi notturni e diurni senza un apparente motivo (Meningiomi o disfunzioni cognitive)
– Drastica diminuzione dell’attività di grooming (pulizia del pelo quotidiana) o perdita del pelo a mazzetti: il gatto è un animale molto pulito e questo comportamento è il chiaro segnale della presenza di possibili patologie su cui è necessario indagare.

QUANDO IL GATTO VOCALIZZA TROPPO:

Una delle prime motivazioni potrebbe essere che voglia comunicare fame o voglia di coccole!
I gatti in terza età diventano più affettuosi e fragili, quindi hanno più bisogno di sicurezza e amore.
Il declino fisico però inizia a minare la sua autonomia e la sua indipendenza e questo lo porta a soffrire di disorientamento e a non riconoscere il luogo dove sta riposando o dove si trovano cibo e cassettina.
In preda ad ansia e confusione miagola in cerca di aiuto.

COSA POSSIAMO FARE IN QUESTO CASO?
– Posizionare ciotole leggermente rialzate in più punti della casa, soprattutto dove tende a riposare
– Posizionare più cassettine con i bordi molto bassi e aperte in più punti della casa, soprattutto dove tende a riposare
– Posizionare delle lucine notturne dove ci sono cassettine e ciotole e nei punti cruciali di passaggio che effettua di notte
– Se presenti intervenire con calma per aiutarlo a trovare l’orientamento
– Posizionare molte più stazioni di riposo comode, in posizioni basse e sempre facilmente accessibili, possibilmente calde e riscaldanti.
– Evitare di spaventare ulteriormente un gatto già destabilizzato
– Visita veterinaria immediata

QUALI RACCOMANDAZIONI SEGUIRE IN QUESTA FASE DI VITA?
– Visita veterinaria costante una volta all’anno in assenza di patologie oppure ogni sei mesi da concordare con dottore
– Mantenere una dieta SPECIFICA per questa fase di vita
– Continuare la routine di gioco iniziata fin dai primi mesi di vita, ma adeguata alle sue esigenze stimolato ma mai forzato
– Continuare l’utilizzo di giochi di problem solving per il sistema neuronale e cognitivo
– Tenere sotto controllo le eliminazioni e le abitudini alimentari

NON DIMENTICHIAMO di effettuare TUTTI gli eventuali cambi di vita, di routine o di ambiente in maniera molto graduale, impiegando settimane e non giorni poiché i cambi nei soggetti anziani, soprattutto se felini, sono fonte di ENORME stress.

IL GATTO GERIATRICO — 12 ottobre 2022

IL GATTO GERIATRICO

Le fasi di vita di un gatto: Conoscere il gatto geriatrico (Dai 15 anni in su)

FASE 6 – IL GATTO GERIATRICO
Dai 15 anni in su.
Il nostro gatto si prepara ad affrontare l’ultima parte della sua vita al nostro fianco, divide con noi il cammino da molti anni ormai e dobbiamo renderci conto che le sue necessità ed i suoi ritmi di vita sono notevolmente diversi.
E’ più calmo e propenso alla compagnia e ai momenti di coccola, ha meno energia ed è ormai completamente abituato alla compagnia del caregiver.

Con l’avanzare dell’età, i gatti spesso subiscono un declino complessivo delle loro funzioni, compreso il loro funzionamento cognitivo. 
Il declino cognitivo, indicato come disfunzione cognitiva felina,si stima colpisca più del55% dei gatti di età compresa tra 11 e 15 anni e oltre l’80% dei gatti di età compresa tra 16 e 20 anni. La memoria, la capacità di apprendere, la consapevolezza e la percezione della vista e dell’udito possono deteriorarsi nei gatti affetti dal declino cognitivo. 
Questo deterioramento può causare disturbi del sonno, disorientamento o riduzione dell’attività.
Può far dimenticare ai gatti le abitudini precedentemente apprese che una volta conoscevano bene.

Uno dei primi cambiamenti che possiamo notare è la tendenza a non voler più raggiungere i luoghi sopraelevati, preferendo il riposo in postazioni basse e facilmente raggiungibili.
Il nostro compagno potrebbe soffrire di artrosi, motivo per cui potrebbe anche lamentarsi quando lo accarezziamo proprio dove ha più dolore.
E’ possibile che inizia a presentare dei disturbi comportamentali come le eliminazioni frequenti fuori dalla cassettina, la tendenza a nascondersi per lunghi momenti della giornata o il continuo vocalizzare notturno (senza un senso apparente).
Questi sintomi potrebbero essere un campanello di allarme che rimanda alla demenza senile, malattia simile a quella che colpisce anche noi umani.
Aumenta la possibilità di soffrire di una di queste patologie o si acuiscono i sintomi presenti già nella fase anziana :
 – Insufficienza renale (aumento della sete, aumento della produzione di urina, perdita di peso)
 – Ipertiroidismo
 – Malattie cardiache
 – Ipertensione (Perdita di peso, aumento dell’appetito)
 – Tumori
– Diabete (Perdita di peso, aumento della sete) https://geprilandia.com/2021/11/14/giornata-mondiale-del-diabete/
– Cancro (varie patologie)
– Osteroartirte (mancanza di agilità, incapacità di pulirsi, rigidità al risveglio)
– Disturbi dentali (gengivite, ritiro delle gengive, caduta dei denti, perdita di appetito)

Le visite di controllo veterinarie devono essere effettuate ogni 6 mesi almeno o con intervalli più brevi in presenza di gatti infermi o afflitti da determinate patologie.

IL GIOCO con il gatto geriatrico sarà un momento ludico, più tranquillo rispetto alle fasi precedenti di vita ma altrettanto importante.
Il nostro micio dovrà sempre essere stimolato è essenziale prenderci cura di lui senza però forzarlo ad un’attività fisica impegnativa e magari dolorosa.
Si dovranno prediligere giochi di problem solving o brevi sessioni di caccia soft.

IL COMPORAMENTO ELIMINATORIO inizierà già a variare in età matura con il controllo della vescica che può lentamente venire meno, provocando perdite di urina involontarie.
Questo può giustificare la comparsa di eliminazioni inappropriate già dalla fase matura, soprattutto se le cassettine non sono a disposizione.
A tal proposito si dovrà ulteriormente modificare il  numero, la struttura e la disposizione delle cassettine per aiutare il più possibile il gatto nelle sue nuove esigenze eliminatorie.

Le necessità alimentari risultano inevitabilmente variate, si stima che circa il 33% dei gatti geriatrici ha una ridotta capacità di digerire i grassi e le proteine.
Questa riduzione nella digeribilità delle proteine può comportare un bilancio azotato negativo e lo sviluppo di sarcopenia.
L’aumento dell’assunzione di proteine può aiutare a ridurre, seppur non a prevenire, la perdita di massa magra associata all’avanzare dell’età tipica del gatto.
Il discorso fatto fino ad ora vale per gatti considerati sani e non affetti da patologie che richiedano un’alimentazione con un apporto proteico ben specifico.
In linea generale, per aiutare a compensare la perdita di peso e la sarcopenia molti gatti anziani possono trarre beneficio dall’assunzione di un alimento altamente appetibile, altamente digeribile e denso di energia, che dovrebbe essere offerto all’animale frequentemente e in piccole quantità.
ATTENZIONE:  molte diete per gatti anziani sono progettate per essere a basso contenuto calorico per contrastare la tendenza all’aumento di peso comune nei gatti maturi, ma tali diete potrebbero non essere adatte per gatti geriatrici che hanno difficoltà a mantenere il loro peso.
RICORDIAMOCI CHE le raccomandazioni dietetiche dovrebbero tenere conto delle esigenze individuali del paziente e il suo stato generale.


NON DIMENTICHIAMO di effettuare TUTTI gli eventuali cambi di vita, di routine o di ambiente in maniera molto graduale, impiegando settimane e non giorni poiché i cambi nei soggetti geriatrici, soprattutto se felini, sono fonte di ENORME stress.