Di cosa parliamo oggi???
Ma di fantasmi, ovviamente!
Devo ammettere che mi sono divertita un sacco a cercare qualche bella storia di fantasmi da raccontarvi, imbattendomi in tanti spunti interessanti.
(Non è detto quindi che ogni tanto toneremo con qualche articolo un po’ “frivolo”…)
Alla fine ho deciso di unire l’utile al dilettevole e dare qualche spunto di viaggio a chi, come me, ama mete pittoresche e con qualche storiellina alle spalle!
AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL CASTELLO DI COMBOURG?

Ci troviamo in Bretagna, quella incantata ed anche un po’…stregata, culla della cultura celtica impregnata di leggende e miti legati all’aldilà e al mondo delle anime erranti!
Di questo castello, e dei suoi spettri ne parla il visconte François-René de Chateaubriand in “Memorie d’oltretomba”, opera autobiografica postuma.
L’unica copia integrale della prima edizione si trova alla Bibliothéque Nationale de France, a Parigi e reca le correzioni fatte a mano da Chateaubriand in persona.
Suo padre, armatore originario di Saint-Malo, aveva acquistato la dimora per ridare lustro alla famiglia, la quale ora poteva godere della posizione agiata ottenuta grazie alla sua abilità commerciale.
La fortezza fu costruita durante l’XI secolo per volere del vescovo di Dol e nel tempo subì mutamenti e fu ingrandita dalle varie famiglie che si succedettero.
Quattro torri svettano sulla collina dominante le Lac Tranquille, uno specchio d’acqua attorno il quale aleggia un’aura di mistero arricchita da leggende locali che vogliono un passaggio verso il mondo delle fate e dei folletti situato proprio sul fondo di una fontana che si trova nei pressi del lago, la fontaine de Margatte.
La fontana era stata costruita al tempo dei monaci, quando uno zampillìo d’acqua improvviso aveva rivelato una fonte dalle proprietà curative miracolose.
A leggere Chateaubriand si direbbe che il castello di Combourg è un luogo molto amato dai fantasmi e dagli spiriti vagabondi.
Lo spettro di un conte di Combourg se ne andava spesso in giro, arrancando per i corridoi della fortezza sulla sua gamba di legno.
Talvolta la gamba di legno, sola soletta, scortata semplicemente da un gatto nero, passeggiava per il castello.
Tutto ciò spaventava a morte il piccolo visconte, segnando per sempre il suo immaginario, lasciando tracce indelebili nel suo animo che si sarebbe poi evoluto in quello del letterato romantico francese per eccellenza.
Quando, nel 1800, il castello fu restaurato, dopo essere stato restituito alla famiglia del visconte che lo aveva perduto a causa della Rivoluzione, fu fatta una scoperta molto interessante ma anche agghiacciante: nella torre dove si trovava la stanza del giovane Chateuabriand, murato vivo e spontaneamente mummificato grazie alle particolari condizioni createsi nelle mura della costruzione, a fauci aperte, vi era un gatto.
Chissà se è proprio il gatto che accompagna l’anima del Conte…..
Ne eravate a conoscenza e ci siete stati?
Se ti è piaciuto questo articolo seguimi sulla mia pagina GepriLandia (anche per le preziose collaborazioni) e se vuoi avere maggiori informazioni non esitare a compilare il mio form gratuito e non impegnativo che ti permetterà di iscriverti alla mia newsletters!
https://form.jotform.com/212495192483360

