GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

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Fumo passivo e gatti: i rischi per il tuo bimbo peloso e come proteggerlo — 31 Maggio 2025

Fumo passivo e gatti: i rischi per il tuo bimbo peloso e come proteggerlo

Il fumo di sigaretta è un pericolo per la salute umana, ma hai mai pensato agli effetti che può avere sul tuo bimbo peloso?
I gatti sono particolarmente vulnerabili al fumo passivo, perché trascorrono molto tempo negli ambienti domestici e si prendono cura del loro pelo con una meticolosa pulizia.
Residui nocivi si depositano sul mantello, aumentando il rischio di esposizione a sostanze tossiche.

Gli effetti del fumo passivo sul tuo bimbo peloso

Il fumo di sigaretta contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, molte delle quali sono riconosciute come cancerogene.
Nei gatti, l’esposizione al fumo passivo può causare problemi respiratori, patologie cardiovascolari e aumentare il rischio di tumori.

Patologie respiratorie

Il tuo micio ha un apparato respiratorio molto delicato. Il fumo passivo può provocare:

  • Bronchite e asma felina – I sintomi possono includere tosse, respiro affannoso e difficoltà respiratorie.
  • Irritazioni delle vie respiratorie – Starnuti frequenti, occhi arrossati e secrezioni nasali sono segnali di esposizione a irritanti.
  • Danno ai polmoni – Studi veterinari dimostrano che i gatti esposti al fumo sviluppano lesioni polmonari simili a quelle osservate nei fumatori.

Rischio di tumori

I gatti esposti al fumo passivo hanno un rischio maggiore di sviluppare tumori, tra cui:

  • Linfoma felino – Un tumore aggressivo che colpisce il sistema linfatico. La ricerca mostra che i gatti che vivono con fumatori hanno il doppio delle probabilità di sviluppare questa patologia.
  • Tumori orali – Poiché i mici si lavano continuamente, ingeriscono sostanze tossiche presenti nel loro pelo, aumentando il rischio di carcinoma squamocellulare orale, un tumore spesso fatale.

Danno cardiovascolare

Anche il cuore del tuo bimbo peloso può essere compromesso dall’esposizione al fumo.
Gli studi dimostrano che il fumo passivo contribuisce a ipertensione, problemi circolatori e malattie cardiache nei gatti, con conseguenze gravi sulla loro salute generale.

Segnali di esposizione al fumo passivo nei gatti

Se vivi in un ambiente dove si fuma, osserva il tuo micio per individuare possibili segnali di disagio:

  • Tosse o difficoltà respiratorie
  • Eccessiva lacrimazione o secrezioni oculari
  • Diminuzione dell’appetito e perdita di peso
  • Letargia o ridotta attività fisica
  • Alterazioni della pelliccia e igiene compromessa

Se noti uno di questi sintomi, è fondamentale consultare il veterinario per valutare eventuali problemi di salute legati all’esposizione al fumo.

Come proteggere il tuo bimbo peloso dal fumo passivo

Ecco alcune misure pratiche per proteggere il tuo gatto:

1. Evita di fumare in casa

La soluzione migliore è smettere di fumare, ma se questo non è possibile, riduci al minimo l’esposizione: fuma all’aperto e lontano dagli ambienti condivisi con il tuo micio.

2. Mantieni una buona ventilazione

Aprire regolarmente le finestre e usare purificatori d’aria con filtri HEPA aiuta a ridurre le sostanze nocive presenti nell’aria.

3. Igienizza gli ambienti e il pelo del tuo gatto

  • Pulire frequentemente i tessuti (divani, tappeti e cuscini) per rimuovere le particelle tossiche.
  • Se il tuo micio vive con un fumatore, spazzolalo regolarmente e usa salviette umide specifiche per gatti per ridurre i residui sul pelo.

4. Effettua controlli veterinari regolari

Il veterinario può identificare precocemente eventuali problemi di salute causati dal fumo passivo. Esami di routine e visite periodiche sono fondamentali per il benessere del tuo bimbo peloso.

Conclusione
Il tuo bimbo peloso merita un ambiente sano e sicuro.
Ridurre l’esposizione al fumo passivo è un gesto di amore e responsabilità, capace di prevenire patologie gravi e migliorare la qualità della sua vita.
Se vivi con un gatto e qualcuno in casa fuma, adottare misure preventive può fare la differenza per la sua salute.
Piccoli accorgimenti possono garantire una vita più lunga, felice e serena per il tuo micio.

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini — 9 aprile 2025

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini

Il Gioco: Un Linguaggio Universale per Bambini e Gattini

Il gioco è un’attività fondamentale per lo sviluppo dei bambini e dei gattini. Attraverso il gioco, entrambi imparano a esplorare il mondo, a sviluppare le loro abilità motorie e cognitive, e a costruire relazioni con gli altri.

Il Gioco nei Bambini

Nei bambini, il gioco è un modo per esplorare e comprendere il mondo. Attraverso il gioco, i bambini imparano a sviluppare le loro abilità motorie, come la coordinazione e l’equilibrio, e a migliorare la loro cognizione, come la memoria e la risoluzione dei problemi.
Il gioco è anche un modo per i bambini di esprimere le loro emozioni e di costruire relazioni con gli altri.
I bambini che giocano insieme imparano a condividere, a prendere turni e a rispettare gli altri.

Il Gioco nei Gattini

Anche i gattini giocano per esplorare e comprendere il mondo.
Attraverso il gioco, i gattini imparano a sviluppare le loro abilità motorie, come la corsa e il salto, e a migliorare la loro cognizione, come la caccia e la strategia.
Il gioco è anche un modo per i gattini di esprimere le loro emozioni e di costruire relazioni con gli altri.
I gattini che giocano insieme imparano a condividere, a prendere turni e a rispettare gli altri.

L’Incontro tra due Mondi

Quando in famiglia convivono bimbi piccoli e gatti, l’incontro tra questi due mondi può essere molto interessante.
I bambini e i gattini possono imparare molto l’uno dall’altro, e il gioco può essere un ottimo modo per favorire questo incontro.
I bambini possono imparare dai gattini come essere più agili e veloci, e come utilizzare la strategia per raggiungere i propri obiettivi.
I gattini, invece, possono imparare dai bambini come essere più socievoli e come condividere gli spazi e le attenzioni.

L’Importanza del Gioco insieme

Far giocare insieme i bambini e i gattini può avere molti benefici.
Innanzitutto, può aiutare a costruire una relazione più forte tra i due, basata sulla fiducia e sul rispetto.
Inoltre, il gioco insieme può aiutare a ridurre lo stress e l’ansia, sia nei bambini che nei gattini.
Il gioco può anche aiutare a migliorare la coordinazione e l’equilibrio, sia nei bambini che nei gattini.
Infine, il gioco insieme può aiutare a creare un ambiente più armonioso e felice in famiglia, dove tutti possano convivere in pace e rispetto.

Quindi, se in famiglia convivono bimbi piccoli e gatti, non esitate a farli giocare insieme!
Potrete essere sorpresi dai risultati!

Autismo: capire per comprendere! — 2 aprile 2025

Autismo: capire per comprendere!

L’autismo è un disturbo dello sviluppo che rientra nello spettro autistico (ASD), comprendendo una varietà di sintomi che si manifestano in modi diversi.
Nonostante alcuni miti, come quello che lega l’autismo alle vaccinazioni, siano stati ormai ampiamente smentiti, è ancora necessario fare chiarezza su cosa sia realmente l’autismo e smontare idee fuorvianti.
La ricerca continua a indicare una componente genetica, ma molti aspetti rimangono ancora da esplorare.
Tra i comportamenti comuni associati all’autismo troviamo sensibilità sensoriali (suoni, luci, odori, gusti), difficoltà nell’esprimere emozioni e bisogni, avversione al contatto visivo e il bisogno di routine.
Ogni individuo con autismo può manifestare una combinazione unica di queste caratteristiche, motivo per cui si parla di “spettro”.

Gatti e comportamento autistico: un parallelismo?

Parlando di gatti, è facile notare comportamenti che possono sembrare in qualche modo simili ai sintomi dell’autismo umano.
Per esempio, i nostri amici felini non amano il contatto visivo perché lo interpretano come minaccioso, oppure preferiscono la solitudine e mostrano una forte sensibilità ai cambiamenti nelle routine.
Ma qui entra in gioco una distinzione fondamentale: ciò che può essere considerato un sintomo di autismo negli esseri umani è spesso una caratteristica normale nel comportamento dei gatti.
Un persiano silenzioso o un Siamese vocale sono semplicemente espressioni della loro natura individuale e di razza, piuttosto che segni di un disturbo.

Intelligenza e sensibilità felina: genialità o disturbo?

Un altro concetto che crea confusione è quello della “genialità” del gatto.
Alcuni proprietari, notando l’intensa concentrazione del proprio gatto o la sua capacità di apprendere rapidamente, si chiedono se queste qualità possano essere attribuite ad “autismo felino”.
La verità? I gatti sono naturalmente intelligenti, e alcune razze, come Abissini e Birmani, sono particolarmente brillanti.
Non c’è alcun collegamento con l’autismo.
Anche la sensibilità sensoriale del gatto, come la sua reazione a suoni o odori, è normale. Tuttavia, cambiamenti improvvisi nel comportamento possono indicare problemi di salute. È sempre importante consultare un veterinario se qualcosa sembra fuori dall’ordinario.

Socializzazione e comunicazione dei gatti

Un gatto che evita gli ospiti o preferisce nascondersi quando c’è confusione non sta mostrando “disagio sociale”, ma sta solo agendo secondo la sua natura.
I gatti amano la routine e hanno bisogno di sentirsi sicuri nel loro ambiente.
E questo non è un segno di autismo.
Lo stesso vale per le vocalizzazioni.
Alcuni gatti sono più loquaci di altri, e non c’è nulla di patologico in questo.
Tuttavia, un cambiamento improvviso nel loro comportamento comunicativo potrebbe indicare stress o una condizione medica.

Autismo nei gatti: mito o realtà?

Riassumendo, la risposta è chiara: no, i gatti non possono essere autistici.
La ricerca attuale non ha trovato alcuna connessione tra l’autismo e il comportamento dei felini.
È invece molto più probabile che i proprietari tendano ad antropomorfizzare il loro animale, attribuendo caratteristiche umane al loro comportamento.

Gatti e bambini autistici: un legame speciale

I gatti possono, però, essere eccezionali compagni per i bambini autistici.
La loro pazienza e natura tranquilla li rendono ideali per aiutare i piccoli a sviluppare empatia, migliorare le abilità motorie e creare legami emotivi.
Con la loro morbida pelliccia e il comportamento rassicurante, i gatti offrono un supporto unico e importante.

L’Importanza dell’Idratazione nei Gatti Domestici — 24 aprile 2024

L’Importanza dell’Idratazione nei Gatti Domestici

I gatti sono noti per la loro indipendenza e il loro comportamento enigmatico, ma una cosa che spesso sfugge all’attenzione dei proprietari è la loro necessità di idratazione. Molti gatti non bevono abbastanza acqua, e questo può portare a problemi di salute a lungo termine.

In natura, i gatti ricevono la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno dalle loro prede, come uccelli e roditori. Questo istinto ancestrale significa che non sono inclini a cercare fonti d’acqua attivamente. I gatti domestici, che non hanno la possibilità di cacciare, spesso si affidano a una dieta di cibo secco, che fornisce poca idratazione rispetto al cibo umido o alle prede naturali.

Una mancanza di idratazione adeguata può portare a vari problemi di salute nei gatti, tra cui malattie renali, urinarie e persino insufficienza renale cronica. È essenziale che i proprietari di gatti siano consapevoli di questi rischi e prendano misure per incoraggiare i loro amici felini a bere più acqua.

Ecco alcuni suggerimenti per aiutare il tuo gatto a rimanere idratato:

  • Fontane per Gatti: Molti gatti preferiscono bere acqua in movimento. Una fontana per gatti può stimolare il tuo amico felino a bere più spesso.
  • Posizionamento delle Ciotole: Assicurati che le ciotole d’acqua siano lontane dalla ciotola del cibo e dalla lettiera, in un luogo tranquillo e accessibile.
  • Acqua Fresca: Cambia l’acqua regolarmente per mantenerla fresca e invitante.
  • Cibo Umido: Integra la dieta del tuo gatto con cibo umido, che contiene una percentuale maggiore di acqua rispetto al cibo secco.

L’idratazione è vitale per la salute e il benessere dei gatti. Come proprietari, è nostra responsabilità assicurarci che i nostri amici felini abbiano sempre accesso a acqua fresca e pulita. Prendendo piccoli passi per migliorare le loro abitudini di idratazione, possiamo aiutare a garantire che vivano una vita lunga e sana.

Le Papille Gustative dei Gatti: Un Viaggio nel Mondo dei Sapori Felini — 24 marzo 2024

Le Papille Gustative dei Gatti: Un Viaggio nel Mondo dei Sapori Felini

I gatti, con i loro comportamenti enigmatici e le personalità uniche, continuano a stupirci. Ma cosa sappiamo delle loro papille gustative? Questi piccoli protagonisti sulla superficie della lingua, ma anche sul palato, nella faringe e nella parte superiore dell’esofago, giocano un ruolo fondamentale nella percezione dei sapori felini. Scopriamo insieme alcune curiosità interessanti:

A differenza degli esseri umani e di alcuni altri animali, i gatti non percepiscono il sapore dolce. Il gene responsabile per la rilevazione del gusto dolce, chiamato Tas1r2, è “rotto” nei gatti, rendendoli insensibili a questo sapore. Quindi, mentre noi ci deliziamo con cioccolato e caramelle, i gatti non provano lo stesso piacere per il dolce.

Gli studiosi hanno scoperto che i gatti esprimono i geni necessari per formare i recettori dell’umami, il sapore ricco e sapido. L’umami è spesso associato a cibi proteici come il tonno. Quindi, quando il tuo gatto si lecca le labbra dopo aver gustato una prelibatezza a base di pesce, sta sperimentando l’umami!

Come per molti aspetti del comportamento dei gatti, anche la distribuzione delle papille gustative sulla lingua può variare da individuo a individuo. Alcuni gatti possono avere una maggiore densità di papille gustative in una determinata area, influenzando la loro percezione dei sapori. Quindi, se il tuo gatto è particolarmente esigente con il cibo, potrebbe essere perché ha una memoria gustativa eccezionale!

In breve, i gatti sono geneticamente predisposti a preferire sapori umami e proteici, mentre il gusto dolce non fa parte del loro repertorio.
Il loro cervello elabora queste informazioni attraverso i nervi gustativi, consentendo loro di distinguere tra diversi sapori durante la deglutizione.
Quindi, la prossima volta che prepari una deliziosa pietanza per il tuo micio, sappi che stai creando un’esperienza gustativa unica nel suo genere! 🐾🐱

Nota: Questo articolo è stato scritto con amore per i nostri amici felini, ma ricorda sempre di consultare il veterinario per le esigenze alimentari specifiche del tuo gatto. 🐾❤️

IL GATTO E IL PIPISTRELLO — 29 ottobre 2023

IL GATTO E IL PIPISTRELLO

Un mammifero volante dalle orecchie a punta e dai canini aguzzi, il pipistrello è uno degli animali più bistrattati e calunniati.
Per questo ho deciso di farvi una piccola carrellata delle sue peculiarità:


La sua pelliccia è brunastra o nera e le dimensioni possono variare!
La specie più piccola è il pipistrello calabrone, quella più grande è il pipistrello fantasma.
Per scoprire il sesso di un pipistrello dobbiamo valutarne la dimensione e fare attenzione a due dettagli anatomici: nelle femmine le ghiandole mammarie sono poste laterali sotto le ascelle, nei maschi il pene non si ritrae ed è sempre visibile.
Il suo habitat è universale ed attualmente sono conosciuti ben 7 sottogruppi.
E’ un animale prettamente notturno e durante il giorno riposa al buio nelle caverne o nelle soffitte riparate.
In inverno va in letargo, per risparmiare le energie.
E’ un animale che vive in gruppo ma alcune specie risultano più solitarie e possono sopravvivere anche in solitudine.
Ha una vista scadente ma è un cacciatore formidabile: questo mammifero è in grado di emettere ultrasuoni che si riflettono sugli oggetti i quali, per via delle loro diverse dimensioni e struttura, restituiscono un’eco che le orecchie del pipistrello analizza per “leggere” l’ambiente che lo circonda.
Per conformazione fisica non può spiccare il volo da terra e la posizione sopraelevata che assume quando dorme è indispensabile per volare via agevolmente in ogni situazione.
Il pipistrello si nutre principalmente di insetti, piccoli vertebrati, frutta e nettare… o sangue di alcuni animali (pipistrello vampiro).


Il pipistrello non è un animale tossico per il nostro gatto, ma potrebbe trasmettere delle malattie rischiose come la rabbia, l’ebola o la MERS.
La trasmissione non avviene con il semplice contatto, serve lo scambio di sostanze fluide (saliva e sangue)!


Quando ci accorgiamo che la preda del nostro gatto è un pipistrello cerchiamo di mantenere la calma, salviamo il piccolo chirottero e chiamiamo il nostro veterinario di fiducia per avere un consiglio mirato su come comportarci. (Segnali da monitorare, precauzioni da prendere, eventuale visita di controllo o esami da fissare)

IL NOSTRO GATTO E LE PIANTE — 15 ottobre 2023

IL NOSTRO GATTO E LE PIANTE

Le piante tossiche per il nostro gatto: una guida per conoscerle e permettere una perfetta convivenza.

NOME:  PHOTOS (Scindapsus aureus)
INTERNO O ESTERNO: Interno
FAMIGLIA: Araceae
GENERE: Sempreverde
TIPOLOGIA: Rampicante e/o ricadente
COLTIVAZIONE: Molto semplice
PARTE VELENOSA: Tutta la pianta
SINTOMO PIU’ IMPORTANTE RISCONTRATO: Provoca infiammazioni a tutta la bocca

Pianta da appartamento di facile coltivazione e presente in moltissimi appartamenti perché si adattano a tutti gli ambienti e non hanno particolari esigenze per le temperature.
Pothos è il nome comune di questo genere ma, esso, è anche chiamato Scindapsus. Scindapsus deriva dalla parola greca “skindapsos” che significa “non identificata”
Ne esistono 40 specie ma le principali sono due: Scindapsusaureus e Scindapsuspictus. La prima specie è costituita da radici aeree carnose che le permettono di arrampicarsi e da foglie ovali, lucide e di colore verde scuro con delle striature gialle. Sviluppa dei piccolissimi fiorellini ma è raro che si hanno fioriture se cresce in appartamento. La seconda specie è una pianta rampicante formata da steli lunghi fino a due metri che hanno una colorazione verde nell’età giovanile e rossa nell’età adulta. E’ costituita da foglie appuntite che hanno un colore verde opaco da giovani per poi diventare bluastre con dell’argentato.

DA TENERE RIGOROSAMENTE LONTANA DAL NOSTRO GATTO.

NOME:  Ciclamino (Cyclamen)
INTERNO O ESTERNO: Esterno e internto
FAMIGLIA: Primulaceaea
GENERE: Bulbosa
TIPOLOGIA: Erbacea e tuberosa
COLTIVAZIONE: Semplice ma con accortezza
PARTE VELENOSA: Soprattutto le radici
SINTOMO PIU’ IMPORTANTE RISCONTRATO: Provoca irritazione gastrointestinale con intenso vomito

Pianta da esterno che può essere anche tenuta in appartamento, con i dovuti accorgimenti.
Il ciclamino è una pianta provvista di tuberi (molto tossici per i gatti) che crescono sia nelle zone boschive che nelle spiagge e nella macchia mediterranea.
Le foglie sono arrotondate o cuoriformi spesso con dei disegni chiari o scuri sia sulla pagina inferiore che in quella superiore. I fiori sono reclinati, alle volte profumati, formati da cinque petali ricurvi con colori che variano dal bianco, al viola, al rosso, al rosa. I periodi di fioritura variano a seconda della specie, ma è facile trovarli quasi in tutto il periodo che va da fine settembre a primavera inoltrata.
Un accorgimento particolare va tenuto per la bagnatura: mai bagnare la pianta direttamente, soprattutto al centro. Si crea un ambiente perfetto per le muffe!
Se tenuto ad una temperatura costante (mai oltre i 15 gradi) e con la corretta esposizione solare il nostro ciclamino può vivere anche 4-5 anni.

DA TENERE LONTANO DAL NOSTRO GATTO se ha l’abitudine di scavare ed assaggiare quello che trova!

IL NOSTRO GATTO E LE LUMACHE! — 8 ottobre 2023

IL NOSTRO GATTO E LE LUMACHE!

Se pensiamo alle chiocciole o alle lumache non immaginiamo una prelibatezza adatta alla dieta del nostro gatto, eppure ci sono mici che non disdegnano l’assaggio di qualche animale “esotico”, come le lumache!
La lumaca e la chiocciola sono gasteropodi e si distinguono l’una dall’altra a seconda se sono dotate di conchiglia o meno.

Normalmente un gatto non è attratto dalla lumaca in quanto cibo, potrebbe semplicemente manifestare curiosità verso un animale diverso e provare ad assaggiarlo!
In Italia le lumache e le chiocciole non sono pericolose, nella maggior parte dei casi.
Alcune specie, soprattutto quelle esotiche e di altri paesi, possono essere veicolo di parassiti che si trasformano in vermi polmonari, infettando le vie respiratorie del gatto provocando bronchiti e polmoniti.
Se una lumaca viene ingerita, il suo muco potrebbe provocare alcuni disturbi come eccessiva salivazione e vomito.

Quello che ci deve preoccupare di più è la presenza di lumachicidi e veleni che potrebbero provocare seri danni al nostro gatto.
Non solo per il rischio di essere ingeriti accidentalmente ma perché potrebbero essere presenti già nel sistema vitale della lumaca, rendendola un veicolo pericolosissimo.
Alcuni lumachicida contengono metaldeide e spesso vengono mescolati ad avena e pellet.
Fanno generare nelle lumache un aumento della secrezione  di muco, fino a disidratarle a morte.
Per i felini questa sostanza è tossica, agisce sul sistema nervoso centrale e sul polmone provocando acidosi metabolica e convulsioni.

QUALI SONO I SINTOMI?
– Tachicardia
– Mucose congeste
– Mucose pallide
– Contrazioni muscolari
– Ipertensione
– Convulsioni
– Dilatazione della pupilla
– Vomito (con puzza di metaldeide)
– Diarrea
– Ipetermia

COSA FARE SE CI ACCORGIAMO CHE IL NOSTRO GATTO PUO’ AVER INGERITO UNA LUMACA O UN LUMACHICIDA?
La tempestività è fondamentale!
Chiamiamo immediatamente il nostro veterinario (o una clinica h24) e  teniamo sotto controllo il nostro gatto, i sintomi si manifestano entro le 3 ore.
Andiamo subito dal dottore eventualmente portando un campione del veleno ingerito (se riusciamo a trovarlo).

I GATTI E LE PIANTE! — 3 settembre 2023

I GATTI E LE PIANTE!

Quanti di noi adorano le piante ma hanno la paura (concreta) che l’amato gatto si faccia un pranzetto non idoneo?
A tutti è capitato di dover rinunciare ad un po’ di verde, nel timore o nella concreta possibilità che Micio stia male.
Il gatto è un animale molto curioso di natura, e capita spesso che si senta attratto dalle piante che abbiamo in casa o in giardino, le annusa e le mastica per cercare di capire di cosa si tratta… se il sapore è di suo gradimento potrebbe anche decidere di continuare nel comportamento.
L’intera pianta potrebbe non essere tossica, alle volte possono essere nocive solo le foglie o le radici!

Non tutti i gatti sono attratti dalla piante ma è molto importante imparare a riconoscere quali potrebbero causare danno, se ingerite o “assaggiate”.
Soprattutto se in casa sono presenti gattini giovani e curiosi o se il nostro gatto tende ad annoiarsi.

Esistono molte ipotesi sulla reale motivazione di questa “passione” pericolosa, non ancora confutate, come la necessità di indurre il vomito per ripulire lo stomaco da boli di pelo o per combattere alcuni parassiti.

Se abbiamo il pollice verde e cerchiamo di far convivere la nostra passione e il nostro amato gatto diventa davvero molto importante conoscere i sintomi di un’intossicazione (oltre ad un piccolo elenco di piante “off limits” da consultare, quando ci accingiamo all’acquisto o ci vengono regalate), per non avere dubbi e non limitare del tutto la nostra passione per il verde!


I primi sintomi di un’ intossicazione da pianta nociva sono:
–  Eccessiva salivazione
– Starnuti
– Tosse continua
– Difficoltà respiratorie
– Vomito
– Apatia
– Diarrea

Dopo qualche ora dall’ingerimento di sostanze nocive potrebbero comparire i seguenti sintomi, più gravi:
– Ulcere diffuse su lingua e bocca
– Problemi di deglutizione
– Ipotermia
– Gastroenterite
– Convulsioni
– Spasmi
– Collasso
– Irrigidimento
– Emorragie

COSA FARE SE APPAIONO I PRIMI SINTOMI E SOSPETTIAMO ABBIA INGERITO UNA PIANTA TOSSICA?
CHIAMIAMO IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO VETERINAIO  o una clinica H24.
Tenere il gatto al caldo e coperto, sia nell’attesa del veterinario a domicilio che in caso di trasporto.


COSA NON FARE?
NON dare terapie senza il suo consulto, NON indurre il vomito nel gatto (potrebbe essere seriamente dannoso) e NON dare latte! (Il latte può agevolare l’assorbimento di alcune sostanze nocive liposolubili e fa male all’apparato gastrointestinale del gatto)

L’elenco delle piante tossiche o nocive è molto lungo però mi sono resa conto che non basta, ci vuole un piccolo approfondimento per conoscerle meglio.
Non perdete i prossimi articoli in tema, potranno aiutarvi nell’ allestimento di casa e giardino senza correre rischi per Micio!

IL NOSTRO GATTO E… API, VESPE E CALABRONI! — 6 agosto 2023

IL NOSTRO GATTO E… API, VESPE E CALABRONI!

Ovvero, quando giallo e nero spaventano!

Oggi facciamo una veloce ma utile incursione nel mondo degli insetti a strisce che possono dare notevoli fastidi ai nostri aMici!

Le api:
L’ape è un insetto che appartiene all’ordine degli imenotteri.
E’ lunga dai 12 ai 20 mm e vive da 30 giorni a 5 anni. Il suo corpo si suddivide in capo, torace e addome. Sulla testa ha due antenne che le permettono di percepire oggetti e sapori. Il miele invece viene assaporato  con la bocca, ideale per leccare e aspirare il nettare dai fiori.
Per quanto riguarda il torace, lì sono posizionate le ali e le sei zampette con cui viene raccolto il polline.
In fondo all’addome è situato invece un pungiglione, che le api usano solo per difendere la famiglia o loro stesse.
Se un’ape punge, perde il pungiglione e va incontro a morte.
E’ un insetto sociale, che vive  in colonie numerose.
La società delle api si distingue da quella di altri insetti sociali, come le formiche, per la sua straordinaria perfezione e laboriosità.
 I componenti di una colonia di api, infatti, sono legate tra loro da legami profondissimi e ogni ape è disposta a sacrificare anche la propria vita per la sopravvivenza della colonia.

Le vespe:
La vespa è un insetto che appartiene all’ordine degli imenotteri.
Le vespe hanno un addome peduncolato e affusolato, il loro corpo è scuro a strisce gialle e non presenta peluria. La loro lunghezza può variare dai 10 ai 13 mm e, al termine dell’addome, le femmine presentano un pungiglione.
Gli adulti si nutrono principalmente del nettare dei fiori producendo il miele in piccola quantità e predano piccoli insetti, per variare la dieta delle larve.
 Sono prevalentemente insetti sociali che vivono in colonie, nelle quali, a differenza delle api, ci può essere più di una regina.
Le vespe pungono quando si sentono minacciate o quando il loro nido viene disturbato.
A differenza delle api, le vespe possono pungere ripetutamente.

I calabroni:
I calabroni appartengono al genere Vespa e alla superfamiglia Vespoidea.
Si nutrono di sostanze zuccherine, proteine animali e api da miele… infatti è un insetto principalmente carnivoro!
Non è facile distinguere le vespe dalle api (entrambe sono gialle con strisce nere). È molto più facile riconoscere una vespa da un calabrone. Il calabrone è più grande di una vespa, ha una colorazione bruna-rossiccia con striature gialle e nere, il vertice del capo è più ampio e abbondante.
 La regina raggiunge normalmente i 35 mm di lunghezza mentre i maschi e le operaie misurano da 20 a 25 mm. 
Il loro pungiglione (di cui sono dotate le femmine)  è dotato di una sostanza velenosa con elevata concentrazione di acetilcolina, in quantità più elevata rispetto alle vespe.
Quando attaccano, inoltre, liberano feromoni che informano dell’attacco in corso gli altri calabroni, talvolta provocandone l’intervento in gruppo.
Le loro punture sono più dolorose e possono causare reazioni allergiche.

COSA SUCCEDE SE IL GATTO VIENE PUNTO DA UN’APE O DA UNA VESPA?
Come succede agli esseri umani, il gatto proverà dolore e si gonfierà nella zona della puntura!
Normalmente le zone dove vengono punti sono quelle del muso e delle zampe, ma se il nostro gatto non è allergico il gonfiore dovrebbe passare in poco tempo e senza conseguenze.
Se la puntura è di Vespa crabro, ovvero il calabrone più grosso presente sul nostro territorio, porta subito il gatto dal tuo veterinario!

QUALI SONO I SINTOMI DI UNA PUNTURA DI VESPA O APE?
– Vocalizzazioni più insistente del solito
– Il gatto si mordicchia o gratta insistentemente un punto
– Gonfiore nell’area della puntura
– Il gatto fa movimenti strani specie vicino a dove è stato punto, scalpita o muove la bocca spalancandola se è stato punto in bocca
– Agitazione

IL PRIMO INTERVENTO:
Se è stato punto da un’ape rimuovi rapidamente il pungiglione con calma usando una pinzetta o grattando l’area e pulisci bene l’area circostante alla puntura per rimuovere il più possibile il veleno iniettato, il pungiglione se lasciato in sede continuerà a rilasciare veleno nel gatto. Non spremere la puntura perché questo potrebbe far rilasciare ancora più veleno. (Vespe e calabroni non lasciano il pungiglione)
Bagna uno strofinaccio in acqua fredda e avvolgilo attorno all’area della puntura per ridurre il gonfiore. Anche il ghiaccio è un buon modo per trattare la puntura di ape o vespa ma fai attenzione a non bruciare l’area perché il gatto può non percepire subito il cambio di temperatura e potresti danneggiargli la pelle.
(Avvolgi il ghiaccio con uno straccio)

Se ti rendi conto che è stato punto o ne hai il sospetto e non sai se il tuo gatto è allergico, tienilo sotto controllo.
La prima cosa da fare è chiamare il tuo veterinario, che ti spiegherà esattamente cosa fare senza allarmarti!
Le reazioni allergiche si verificano entro 20 minuti dalla puntura, ma possono essere ritardati per ore quindi un monitoraggio tempestivo è molto importante!
I sintomi da conoscere per rilevare una reazione allergica sono i seguenti:
– Debolezza o collasso
– Vomito
– Respirazione rapida o difficoltà a respirare (con eventuale sibilo)
– Gonfiore eccessivo intorno alla puntura, che si diffonde
– Gengive pallide
– Diarrea
– Eccessiva salivazione, con bava
– Vertigini e disorientamento

Se la puntura d’ape sul gatto è in bocca o in gola, vai subito dal veterinario per evitare che il gatto soffochi se c’è poi un rigonfiamento dell’area della puntura.
EVITA SEMPRE IL FAI DA TE E LA SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI O ANTISTAMINICI SENZA AVER CONSULTATO IL VETERINARIO!!!!