GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

LE FORMICHE E IL NOSTRO GATTO! — 9 luglio 2023

LE FORMICHE E IL NOSTRO GATTO!

SONO PERICOLOSE? E PERCHE’ SE LE MANGIA????

PERCHE’ IL GATTO MANGIA LE FORMICHE?
Strano ma vero, ne apprezza il gusto!
Le formiche, infatti, risultano essere particolarmente ricche di acido formico e di acido oleico (feromoni che vengono sfruttati dalle stesse formiche per riuscire a comunicare tra loro) e quando vengono schiacciate rilasciano queste sostanze.
L’olfatto dei nostri amici a quattro zampe le riconosce immediatamente, spingendoli ad utilizzare le formiche come veri e propri spuntini.
Inoltre l’acido oleico ha un effetto calmante sui gatti che, spesso, hanno l’istinto di strofinarvisi col muso. 
MI RACCOMANDO, QUESTO NON VUOL DIRE CHE DOBBIAMO FARLI INGOZZARE DI FORMICHE… dobbiamo prevenire questo comportamento ed evitargli fastidiosi mal di pancia o una pericolosa intossicazione indiretta da sostanze pesticide!

LE FORMICHE SONO PERICOLOSE PER IL MIO GATTO?
Bene o male tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita!
Il nostro gatto è un predatore (ormai ne siamo consci) ed è perfettamente normale che il suo istinto di caccia si attivi e lo porti a divertirsi anche con questi piccoli esserini che spesso invadono il suo territorio.
Partiamo subito dicendo: se succede non andiamo subito in ansia e stress!
In generale, l’Italia come buona parte dell’Europa ospita formiche che sono innocue per l’uomo e anche per numerosi animali, tra cui i gatti appunto.
Pertanto NON DOBBIAMO AVERE NULLA DA TEMERE!

Ma è doveroso specificare che esiste una specie con cui sarebbe preferibile non far banchettare il nostro gatto:
FORMICA DEL FUOCO (SOLENOPSIS INVICTA)
E’ anche conosciuta come formica guerriera, raggiunge una lunghezza massima di 6 millimetri ed è di colore bruno rossastro. È dotata di un pungiglione velenoso situato nella sua zona posteriore, di solito di un colore più scuro rispetto al corpo.
È una formica molto dannosa, sia per l’ambiente che per l’uomo, negli ultimi anni infatti ha creato danni incalcolabili.
Le formiche di fuoco sono dotate di una sorta di coscienza collettiva che permette ad una colonia di comportarsi come se fosse un unico organismo vivente.
Vivono generalmente sotto terra o all’interno di alberi cavi.
Sono insetti onnivori, mangiano sia organismi vegetali che animali. Sono molto intelligenti e sono in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di alimento disponibile nel luogo in cui si insediano.
La loro forza fisica ed il loro vigore, uniti all’organizzazione, gli permettono di aggredire con successo prede molto più grandi di loro.
Per catturare le loro prede queste formiche non utilizzano solo il morso delle loro potenti fauci, ma anche il veleno.
Il loro morso è molto doloroso, sia per gli umani che per i gatti e nel loro caso la tossina contenuta nel veleno può comportare reazioni allergiche nel felino, sino al sopraggiungere di uno shock anafilattico.
Se è vero che il morso DI UNA O DUE FORMICHE GUERRIERE non dovrebbe destare allarme, dobbiamo ricordarci la loro natura collettiva, quindi più morsi in contemporanea  comportano  il rilascio  di Una sostanziosa quantità di veleno può addirittura risultare fatale.
 In questi casi, naturalmente, SI CORRE IMMEDIATAMENTE DAL VETERINARIO.
Senza perdere tempo.

DETTO QUESTO, RICORDIAMO DOVE E’ DIFFUSA E TIRIAMO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO SE NON SIAMO RESIDENTI LI’…
Brasile, Bahamas, Singapore, Cina, Australia, Taiwan, Antigua, Tobago, Porto Rico, Paraguay, Nuova Zelanda, Malesia, Trinidad, Isole Cayman, Alabama, Texas, Arkansas, Florida, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Nord e Carolina del Sud.

La Sarcophaga carnaria… — 25 giugno 2023

La Sarcophaga carnaria…

Conoscere e prevenire un pericolo infestante!

Finalmente arriva il caldo, e con lui iniziamo i nostri problemi con i nostri gatti e… il cibo
Sì, lo so.
In realtà non hanno un inizio o una fine.
Ma sto parlando delle problematiche derivanti da loro, le mosche e la loro pessima abitudine di depositare uova proprio nel cibo umido.
Oltre che essere pericoloso, fare abbastanza schifo è anche una perdita in denaro.
Siccome è un problema che mi rovina le giornate, che passo a vagliare umido su umido, ho deciso di parlarne anche a voi che magari siete afflitti dallo stesso problema.
O a cui non avete mai fatto caso!(Ahi, ahi , ahi)
I mosconi della carne sono ditteri di medie dimensioni a cui appartengono due specie: i Sarcofagidi di colore grigio e i Calliforidi di colore verde o blu metallico.
La Sarcophaga carnaria di colore grigio ha lunghe zampe ricoperte di peli e setole lunghe, un unico paio di ali, un capo evidente ed occhi molto sviluppati di colore rossiccio.
La mosca carnaria è ovovipara, non depone le sue uova (simili a piccoli chicchi di riso, a grappoli)ma le conserva nell’addome fino alla schiusa e rilascia le larve sulla fonte di nutrimento:  carni in putrefazione o avanzi di cibo.
Le larve si sviluppano per circa un giorno, poi restano nella carne per circa 7-10 giorni al termine dei quali entrano nello stadio pupale che dura due settimane.
La larva viene comunemente chiamata bigattino, è molto vorace e di colore biancastro, è priva di zampe ma dispone di un apparato boccale dotato di uncini grazie ai quali si nutre.
La mosca della carne è una minaccia per noi e per i nostri pets!

Attraverso i bigattini rilasciati può veicolare malattie trasportando microrganismi patogeni e le sue larve deposte su ferite non curate possono insinuarsi anche nelle escoriazioni causando lesioni ed infettando i tessuti.
Se vengono ingerite, non vengono distrutte dai succhi gastrici e possono attaccarsi alle pareti di stomaco ed intestino grazie ai robusti uncini boccali provocando nausea e microulcerazioni.
Alcune volte possono causare la morte degli animali, dopo aver raggiunto gli organi interni.
Se si insinuano nel tratto gastrointestinale ne causano lesioni ed enteriti.
Possono veicolare il germe responsabile del carbonchio (antrace).
CHE COSA E’ IL PROCESSO DI MIASI?
Le larve che sono in grado di penetrare nei tessuti, nelle ossa e negli organi degli animali vivi finiscono per divorarli vivi.
SE NON SI INTERVIENE IN TEMPO!

COME POSSIAMO PREVENIRE INFESTAZIONI E PERICOLI ANNESSI?
– Non accumulare avanzi di cibo incustodito o alimenti non sigillati nel modo corretto
– Pulire regolarmente bidoni e contenitori dei rifiuti
– Pulisci, disinfetta e sanifica gli ambienti frequentemente
– Fornisci il cibo umido poco e più volte, togliendo e lavando la ciotola quando ha finito
– Allunga il cibo umido con un pochino di acqua, in modo tale da creare una consistenza appiccicosa e poco appetibile per le mosche (non per il gatto!!!)

CONTROLLA SEMPRE LA CIOTOLA DEL CIBO UMIDO E SE VEDI LE PRESENZE BIANCHE, BUTTA TUTTO SUBITO E LAVALA!

Il gatto e le insidie di Pasqua! — 7 aprile 2023

Il gatto e le insidie di Pasqua!

Il gatto e le insidie di Pasqua!!!!

E’ arrivata Pasqua e nell’aria frizzante si sente aria di primavera, la gioia della rinascita e del periodo Pasquale.
Anche i nostri gatti iniziano ad essere più attivi, curiosi e giocherelloni.
Ci lasciamo l’inverno alle spalle e riempiamo la nostra vita di colori, profumi e cibi golosi.
Ma quali insidie si celano dietro questo periodo, proprio come per il Natale?
Cosa potrebbe essere pericoloso per Micio e potenzialmente letale, tanto da doverne essere ben consapevoli e vigili?
Facciamo una breve carrellata delle trappole pasquali:



FIORI E PIANTE DI PRIMAVERA:  Portano gioia, profumo, colore e contribuiscono a farci lasciare l’inverno alle spalle.
Dobbiamo fare molta attenzione però, perché tutti i fiori della famiglia dei gigli sono letali per i nostri gatti. Ne fanno parte, ad esempio, le giunchiglie ed i narcisi (oltre ai gigli di ogni tipo) .
Se non volete rinunciare ad una nota floreale in casa e sulla tavola, potreste optare per delle orchidee, delle violette o delle margherite.

GLI ADDOBBI PER LA CASA: Posizionare un bel cestino pieno di uova colorate al centro del tavolo o su un ripiano, in bella vista, ci aiuta ad entrare nel clima pasquale.
Nei negozi di oggettistica ci forniscono tutto il necessario, compresa l’erba pasquale.
Quei fili colorati attorcigliati da usare come base, simili a quelli che utilizziamo a Natale per fare i cesti regalo.
L’erba pasquale è molto pericola e di difficile monitoraggio e se viene ingerita può causare disturbi intestinali importanti, che spesso richiedono un intervento veterinario importante e costoso.
Il consiglio è di utilizzare decorazioni non pericolose come dei tessuti colorati da usare come base e posizionare  quelle a cui proprio non volete rinunciare in luoghi non accessibili al gatto.
Ricordatevi anche di non lasciare in giro plastiche ed oggetti facilmente ingeribili, come i laccetti di chiusura delle confezioni.
Sono un gioco molto interessante per i nostri gatti ma a pericolo di ingestione.
I SACCHETTI DI PLASTICA: Non sono un pericolo solo pasquale ma nel fervore delle giornate insieme possiamo dimenticarceli in giro. I sacchetti non sono pericolosi di per sé, ma si deve fare molta attenzione alle maniglie che possono aggrovigliarsi attorno al nostro gatto, con conseguenze immediati e letali.
LE DELIZIE CULINARIE DI PASQUA: I cibi grassi, frutta secca e uvetta sono dannosi per i nostri gatti. In molti modi.
I cibi grassi vanno ad appesantire l’apparato digerente del nostro gatto mentre gli ingredienti dei cibi dolci, come le colombe, possono provocare danni ai reni, dolori addominali e convulsioni.
LE UOVA E IL CIOCCOLATO: Il simbolo per eccellenza della Pasqua è il pericolo numero uno per i nostri gatti.
L’insidia dell’uovo comprende l’involucro, lacci e fascette, la sorprese e il cioccolato!
L’ involucro, i lacci e le sorpresine possono trasformarsi in perfetti oggetti di gioco ma il rischio di essere ingeriti esiste, portando ad una occlusione intestinale che nella migliore delle ipotesi si risolve con una laparotomia esplorativa.
La prima raccomandazione è di non lasciarle mai a disposizione e non custodite e supervisionare sempre l’attività ludica!
ll cioccolato, purtroppo, causa intossicazione alimentare acuta nei nostri amici a quattro zampe con una percentuale che si aggira intorno al 25%.
Il cacao contiene teobromina (una sostanza altamente tossica che potrebbe attaccare il suo sistema nervoso) e caffeina.
Teobromina e caffeina insieme possono risultare dannosi per i reni e per il cuore.
Queste sostanze vengono metabolizzate molto più lentamente nell’animale rispetto all’uomo, più il cioccolato è puro maggiore sarà il pericolo per il nostro gatto.
50 g di cioccolato fondente possono essere fatali per un gatto di 5 kg mentre per un gatto di quel peso la dose di cioccolato al latte pericolosa sale a 250 g.
Normalmente il gatto non è attratto dai cibi dolci e dal cioccolato, quindi i casi di avvelenamento sono rari.
Ma per non correre rischi, ricordiamoci di tenere sempre lontano il nostro micio dalle uova e da tutti i cibi con cioccolato.

Per prudenza è sempre un bene conoscere i sintomi principali da intossicazione, per intervenire tempestivamente e portare il nostro gatto subito dal veterinario.
Quando la sostanza tossica arriva nello stomaco e poi passa al’intestino l’organismo non riesce ad elaborarla e reagisce: vomito e diarrea sono i primi due campanelli di allarme, insieme ad inappetenza e letargia.
I sintomi di avvelenamento da cioccolato (serio) sono più gravi e comprendono: aumento delle temperatura corporea, perdita dei riflessi, rigidità muscolare e debolezza diffusa e secchezza delle mucose.
Sintomi che vanno a peggiorare con il subentro di difficoltà respiratorie, aumento della frequenza cardiaca, ipotensione e convulsioni, fino ad arrivare all’insufficienza cardiaca e coma.
I gatti che hanno ingerito una grossa quantità di cioccolato rischiano la morte.

COME INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE?
Alla comparsa dei primi sintomi o nel caso in cui ce ne siamo accorti, contattare subito il proprio veterinario o una clinica H24, fornendo tutti i dati del nostro gatto: età, peso, oggetto ingerito e quantità (peso dell’uovo di Pasqua e tipologia di cioccolato nel caso si tratti di cioccolato o tipologia di oggetto o fiore/pianta nel caso di oggetti ).

Un grazie speciale a Laura Merli, tecnico ed assistente veterinaria con esperienza decennale, che mi ha assistito nella ricerca e nella stesura dell’ articolo.
E che collabora attivamente con me anche nel gruppo Facebook Meowgwarts.
https://www.facebook.com/groups/meowgwarts

IL GATTO ANZIANO — 8 novembre 2022

IL GATTO ANZIANO

LE FASI DI VITA DI UN GATTO: FASE 5

IL GATTO ANZIANO (11- 15 ANNI)

Il nostro viaggio a ritroso ci porta oggi a conoscere il gatto quando entra nella fase anziana del suo percorso, quando le sue funzioni fisiche e cognitive iniziano a conoscere una lenta diminuzione.

PER PRIMA COSA SI DEVE ASSOLUTAMENTE ABBANDONARE L’IDEA DI LASCIARE IN PACE IL GATTO PERCHE’ E’ ANZIANO.
Invecchiare non è facile per nessuno, tantomeno per i nostri gatti.
Il caregiver deve prestare molta attenzione ad individuare alterazioni fisiche o comportamentali che potrebbero essere il segnale di diverse patologie!

A questa età il gatto tenderà a riposare molto di più e a giocare molto poco, ma potrebbe crescere il suo bisogno di attenzioni.
E’ frequente la comparsa di malattie croniche ed il peggioramento del loro stato di salute.
A questa età, inoltre, è più frequente la comparsa di tumori che riducono le prospettive e la qualità di vita soprattutto se non vengono diagnosticati in tempo.

Quali sono i primi cambiamenti che noteremo nel nostro micio?
– L’udito si abbassa
– L’occhio inizia a sembrare più appannato
– Il mantello sembra più trascurato
– I movimenti appaiono più cauti, rallentati e quasi insicuri
– Le unghie appaiono più sottili e verranno retratte meno spesso
– Possibile parziale perdita dell’olfatto
– Dimagrimento sia per la perdita di tonicità muscolare che per mancanza di appetito

I sintomi più importanti da tenere sotto controllo sono quelli comportamentali:
– Aumento di sete o di minzione (potrebbero essere il campanello di allarme per il diabete)
– Calo di appetito (oltre ad essere fisiologico può essere il campanello di allarme per malattie del cavo orale o insufficienza renale, stitichezza)
– Aumento di appetito associato al dimagrimento (ATTENZIONE! Potrebbe trattarsi di ipertiroidismo)
– Diminuzione dell’attività fisica (ATTENZIONE! Potrebbe trattarsi di artrosi, purtroppo i gatti a differenza dei cani non zoppicano e non si lamentano!)
– Aumento dei vocalizzi notturni e diurni senza un apparente motivo (Meningiomi o disfunzioni cognitive)
– Drastica diminuzione dell’attività di grooming (pulizia del pelo quotidiana) o perdita del pelo a mazzetti: il gatto è un animale molto pulito e questo comportamento è il chiaro segnale della presenza di possibili patologie su cui è necessario indagare.

QUANDO IL GATTO VOCALIZZA TROPPO:

Una delle prime motivazioni potrebbe essere che voglia comunicare fame o voglia di coccole!
I gatti in terza età diventano più affettuosi e fragili, quindi hanno più bisogno di sicurezza e amore.
Il declino fisico però inizia a minare la sua autonomia e la sua indipendenza e questo lo porta a soffrire di disorientamento e a non riconoscere il luogo dove sta riposando o dove si trovano cibo e cassettina.
In preda ad ansia e confusione miagola in cerca di aiuto.

COSA POSSIAMO FARE IN QUESTO CASO?
– Posizionare ciotole leggermente rialzate in più punti della casa, soprattutto dove tende a riposare
– Posizionare più cassettine con i bordi molto bassi e aperte in più punti della casa, soprattutto dove tende a riposare
– Posizionare delle lucine notturne dove ci sono cassettine e ciotole e nei punti cruciali di passaggio che effettua di notte
– Se presenti intervenire con calma per aiutarlo a trovare l’orientamento
– Posizionare molte più stazioni di riposo comode, in posizioni basse e sempre facilmente accessibili, possibilmente calde e riscaldanti.
– Evitare di spaventare ulteriormente un gatto già destabilizzato
– Visita veterinaria immediata

QUALI RACCOMANDAZIONI SEGUIRE IN QUESTA FASE DI VITA?
– Visita veterinaria costante una volta all’anno in assenza di patologie oppure ogni sei mesi da concordare con dottore
– Mantenere una dieta SPECIFICA per questa fase di vita
– Continuare la routine di gioco iniziata fin dai primi mesi di vita, ma adeguata alle sue esigenze stimolato ma mai forzato
– Continuare l’utilizzo di giochi di problem solving per il sistema neuronale e cognitivo
– Tenere sotto controllo le eliminazioni e le abitudini alimentari

NON DIMENTICHIAMO di effettuare TUTTI gli eventuali cambi di vita, di routine o di ambiente in maniera molto graduale, impiegando settimane e non giorni poiché i cambi nei soggetti anziani, soprattutto se felini, sono fonte di ENORME stress.

IL GATTO GERIATRICO — 12 ottobre 2022

IL GATTO GERIATRICO

Le fasi di vita di un gatto: Conoscere il gatto geriatrico (Dai 15 anni in su)

FASE 6 – IL GATTO GERIATRICO
Dai 15 anni in su.
Il nostro gatto si prepara ad affrontare l’ultima parte della sua vita al nostro fianco, divide con noi il cammino da molti anni ormai e dobbiamo renderci conto che le sue necessità ed i suoi ritmi di vita sono notevolmente diversi.
E’ più calmo e propenso alla compagnia e ai momenti di coccola, ha meno energia ed è ormai completamente abituato alla compagnia del caregiver.

Con l’avanzare dell’età, i gatti spesso subiscono un declino complessivo delle loro funzioni, compreso il loro funzionamento cognitivo. 
Il declino cognitivo, indicato come disfunzione cognitiva felina,si stima colpisca più del55% dei gatti di età compresa tra 11 e 15 anni e oltre l’80% dei gatti di età compresa tra 16 e 20 anni. La memoria, la capacità di apprendere, la consapevolezza e la percezione della vista e dell’udito possono deteriorarsi nei gatti affetti dal declino cognitivo. 
Questo deterioramento può causare disturbi del sonno, disorientamento o riduzione dell’attività.
Può far dimenticare ai gatti le abitudini precedentemente apprese che una volta conoscevano bene.

Uno dei primi cambiamenti che possiamo notare è la tendenza a non voler più raggiungere i luoghi sopraelevati, preferendo il riposo in postazioni basse e facilmente raggiungibili.
Il nostro compagno potrebbe soffrire di artrosi, motivo per cui potrebbe anche lamentarsi quando lo accarezziamo proprio dove ha più dolore.
E’ possibile che inizia a presentare dei disturbi comportamentali come le eliminazioni frequenti fuori dalla cassettina, la tendenza a nascondersi per lunghi momenti della giornata o il continuo vocalizzare notturno (senza un senso apparente).
Questi sintomi potrebbero essere un campanello di allarme che rimanda alla demenza senile, malattia simile a quella che colpisce anche noi umani.
Aumenta la possibilità di soffrire di una di queste patologie o si acuiscono i sintomi presenti già nella fase anziana :
 – Insufficienza renale (aumento della sete, aumento della produzione di urina, perdita di peso)
 – Ipertiroidismo
 – Malattie cardiache
 – Ipertensione (Perdita di peso, aumento dell’appetito)
 – Tumori
– Diabete (Perdita di peso, aumento della sete) https://geprilandia.com/2021/11/14/giornata-mondiale-del-diabete/
– Cancro (varie patologie)
– Osteroartirte (mancanza di agilità, incapacità di pulirsi, rigidità al risveglio)
– Disturbi dentali (gengivite, ritiro delle gengive, caduta dei denti, perdita di appetito)

Le visite di controllo veterinarie devono essere effettuate ogni 6 mesi almeno o con intervalli più brevi in presenza di gatti infermi o afflitti da determinate patologie.

IL GIOCO con il gatto geriatrico sarà un momento ludico, più tranquillo rispetto alle fasi precedenti di vita ma altrettanto importante.
Il nostro micio dovrà sempre essere stimolato è essenziale prenderci cura di lui senza però forzarlo ad un’attività fisica impegnativa e magari dolorosa.
Si dovranno prediligere giochi di problem solving o brevi sessioni di caccia soft.

IL COMPORAMENTO ELIMINATORIO inizierà già a variare in età matura con il controllo della vescica che può lentamente venire meno, provocando perdite di urina involontarie.
Questo può giustificare la comparsa di eliminazioni inappropriate già dalla fase matura, soprattutto se le cassettine non sono a disposizione.
A tal proposito si dovrà ulteriormente modificare il  numero, la struttura e la disposizione delle cassettine per aiutare il più possibile il gatto nelle sue nuove esigenze eliminatorie.

Le necessità alimentari risultano inevitabilmente variate, si stima che circa il 33% dei gatti geriatrici ha una ridotta capacità di digerire i grassi e le proteine.
Questa riduzione nella digeribilità delle proteine può comportare un bilancio azotato negativo e lo sviluppo di sarcopenia.
L’aumento dell’assunzione di proteine può aiutare a ridurre, seppur non a prevenire, la perdita di massa magra associata all’avanzare dell’età tipica del gatto.
Il discorso fatto fino ad ora vale per gatti considerati sani e non affetti da patologie che richiedano un’alimentazione con un apporto proteico ben specifico.
In linea generale, per aiutare a compensare la perdita di peso e la sarcopenia molti gatti anziani possono trarre beneficio dall’assunzione di un alimento altamente appetibile, altamente digeribile e denso di energia, che dovrebbe essere offerto all’animale frequentemente e in piccole quantità.
ATTENZIONE:  molte diete per gatti anziani sono progettate per essere a basso contenuto calorico per contrastare la tendenza all’aumento di peso comune nei gatti maturi, ma tali diete potrebbero non essere adatte per gatti geriatrici che hanno difficoltà a mantenere il loro peso.
RICORDIAMOCI CHE le raccomandazioni dietetiche dovrebbero tenere conto delle esigenze individuali del paziente e il suo stato generale.


NON DIMENTICHIAMO di effettuare TUTTI gli eventuali cambi di vita, di routine o di ambiente in maniera molto graduale, impiegando settimane e non giorni poiché i cambi nei soggetti geriatrici, soprattutto se felini, sono fonte di ENORME stress.

Le fasi di vita di un gatto! — 24 settembre 2022

Le fasi di vita di un gatto!

Abbiamo deciso di condividere la nostra vita con un gatto, perchè ci è piaciuto subito e con la sua tenerezza ci ha conquistato subito.
Oppure il nostro nuovo amico non è più un cucciolino e non sappiamo esattamente cosa aspettarci?
Ogni specie animale ha un suo ciclo vitale, diverso ed un unico ed in ogni caso è necessario conoscerlo per poter essere il migliore dei Caregiver!
Perché quindi non iniziare il nostro viaggio con le fasi di sviluppo del gatto?

  • GATTO CUCCIOLO (Da 0 a 6 mesi)
    E’ importante che per i primi 4 mesi rimangano con la madre, da cui impareranno diverse cose per imitazione.
    Durante le prime ore di vita: è importante che i gattini bevano il colostro della madre per ottenere gli anticorpi
    Durante il primo mese: i gattini si nutrono esclusivamente di latte materno, a partire dalle 4-5 settimane inizia lo svezzamento in cui ingeriscono poco a poco ingredienti solidi, iniziando con quelli umidi.
    Durante questo periodo i cambiamenti saranno più rapidi, i gatti continuano a crescere e a svilupparsi sono più vivaci e ricettivi agli stimoli
  • GATTO GIOVANE (Da 7 mesi a 2 anni)
    A 7 mesi il nostro gatto inizia ad assumere le dimensioni di un gatto adulto ed entra nel periodo di pubertà.
    Generalmente (di media) intorno a i 7/8 mesi, ma dipende molto dalla razza e dalla genetica del micio.
    I gatti si dimostrano generalmente già forti e giocherelloni, ricchi di energia,  voglia di vivere, esplorare e giocare.
    In questa fase i gatti iniziano ad alimentarsi correttamente.
  • GATTO ADULTO (Da 3 anni a 6 anni)
    Il nostro gatto può essere considerato adulto , ormai avrà sviluppato il suo carattere e sua personalità (SONO DUE COSE DIVERSE!!).
    E’ un gatto che dovrebbe aver acquisito il controllo del territorio, una stabilità nelle routine ed una sicurezza comportamentale.
  • GATTO MATURO (Da 7 anni a 10 anni)
    Durante questa fase di vita il nostro gatto inizierà a ridurre la voglia di giocare , dimostrandosi più calmo e riflessivo.
    Aumenta il periodo del sonno per la ricarica di energie e la tendenza ad avere una vita calma ed equilibrata nella stabilità di territorio e routine.
  • GATTO ANZIANO (Da 11 a 14 anni)
    La voglia del nostro gatto di riposare aumenterà notevolmente a discapito della voglia di giocare.
    Potrebbe cambiare la tendenza alla socializzazione.
    Inizierà ad avere maggiori acciacchi dovuti all’avanzare dell’età.
    Si dimostrerà più sensibile ai cambiamenti e meno plastico nell’adattamento.
  • GATTO GERIATRICO (Da 15 anni in su)
    Da questo momento il nostro gatto sarà considerato come un nonnino che può soffrire di malattie croniche dovute all’età.
    Avrà la tendenza a riposare molto e giocare molto poco (spesso proprio a causa di malattie che provocano dolori e problemi alle articolazioni).
    Sopporterà maggiormente la presenza dei caregivers e delle coccole (non invasive) perché non ha abbastanza energie per rispondere o perché si è abituato.
    Dovrà seguire una dieta equilibrata per questa fase di vita e rigidi controlli medici.
    E’ caldamente sconsigliato sottoporre un gatto geriatrico a cambiamenti che potrebbero portare uno stress a cui non saprebbe far fronte.

Ed il tuo gatto?
In quale fase di vita si trova??? Sei curioso e vuoi approfondire ogni fase???
Quali accorgimenti ambientali, medici e comportamentali dovrai adottare?
Lo scopriremo insieme!

Avatar Elvi Geprini
LEZIONE DI ERBOLOGIA — 11 giugno 2022

LEZIONE DI ERBOLOGIA

Quando la natura ci viene incontro: LE PIANTE ATOSSICHE PER I NOSTRI GATTI!

Buongiorno,
e buon giugno!
Quanti di noi hanno un bel giardino o un balcone che amano vedere fiorito, soprattutto in questo periodo?
E la natura ci viene incontro con i tantissime piante, profumate e colorate.
Ma chi (come me) ha un gatto sa che non tutte le piante sono accessibili per noi, perché alcune sono (ahimè) velenose per i nostri amici pelosi.
Quindi, oltre a conoscere i nomi di quelle da NON COMPRARE assolutamente (o da non lasciare alla sua portata), cosa possiamo fare?
Potremmo prendere in considerazione le piante atossiche, quelle che vengono comunemente consigliate per i nostri gatti!
Fornendo queste piante eviteremo che il gatto smangiucchi una delle nostre amate coltivazioni, con effetti poco piacevoli!
Ce n’è una in particolare:
L’ERBA GATTA…Sì LEI!!!
In verità questo nome è associato a quattro erbe gattaie presenti in Italia!
La più comune è la NEPETA CATARIA che ha effetti eccitanti ed inebrianti su alcuni dei nostri felini (La reazione è ovviamente personale, perché come vi ripeto sempre: ogni gatto è un individuo a sé stante e dipende sempre dalla genetica e dall’età del gatto!), mentre la più comune per l’utilizzo in appartamento è la DACTYLIS GLOMERATA anche conosciuta come PANNOCCHINA!
La Nepeta Cataria fa parte della famiglia delle Laminacee (come la menta, infatti è molto simile vero?) ed ovviamente non ha alcun valore nutritivo.
Serve solo per aiutare il nostro gatto ad espellere boli di pelo o alimenti non digeriti, la sua indispensabilità non è dimostrata.
Sappiamo solo che ai nostri gatti piace un sacco!
Colpa del suo principio attivo, un olio essenziale contenuto nel fusto e nelle foglie che agisce sui feromoni felini e per essere assunta deve quindi essere necessario che percepiscano l’odore della sua molecola!
E vale non solo per i nostri piccoli amici, anche i grandi felini come i leoni e le tigri ne rimangono affascinati!
I giochi con CATNIP piacciono e possono essere uno stimolo ulteriore per tutti quei gatti con indole pigra!
Quindi, perché non far provare al nostro Micio qualche giochino con CATNIP?Io ho fatto così:
Ho iniziato prendendo quella più comune in semi e l’ho piantata in un vasetto carino.
Ho atteso e mi sono divertita a vederla crescere, insieme ai miei due quadrupedi de cuore!
Quando è diventata la piantina che doveva essere l’ho sistemata sul balcone nella zona  che ho dedicato a Thor e Sookie.
E loro l’hanno apprezzata!
Sookie ne strappava le foglie e Thor ci faceva dei fantastici sonnellini, come se fosse il cuscino più bello del mondo!
Finalmente le mie gerbere e le mie roselline potevano tirare un sospiro di sollievo!!
Si possono anche fare quattro vasi diversi, con le quattro tipologie, per imparare a conoscere le loro preferenze.
La Nepeta Cataria se piantata in bei vasi potrebbe diventare un bell’elemento verde e decorativo anche dei nostri appartamenti!
(Sarà la mia missione in inverno!)
Vuoi saperne di più, sui giochi con catnip e su quando usarli in modo favorevole per te e per il vostro rapporto?
Lasciami un commento!

LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI — 6 Maggio 2022

LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI

I FIORI DI BACH E LA SOCIALITA’ DEL GATTO

Cosa ne penso io, esperienza diretta…

Oggi argomento interessante e per molti versi controverso.
Nelle lezioni precedenti ho iniziato ad introdurre l’argomento perché, come ho specificato, io penso che i rimedi omeopatici possano essere un valido aiuto, come in umana.
Ho passato quindi del tempo navigando sui siti e leggendo articoli di valide esperte del settore per poter scrivere questo articolo.
Quando un gatto si trova in un momento stressante della propria vita, penso che si debba cercare di aiutarlo con tutti i mezzi possibili (e non lesivi).
Essendo una persona che ha fatto e fa uso di questi rimedi ho sempre pensato che fosse possibile anche con i miei gatti.
Nel mio caso Thor non era ancora castrato, ed oltre a vocalizzare in modo eccessivo stressava in modo estenuante la povera Sookie che reagiva soffiando e scappando. (Il loro non è proprio un gran rapporto di amore)
Mi sono informata dalla mia amica erborista spiegandole la situaizone e ho acquistato una confezione di gocce della linea AUSTRALIAN BUSH FLOWER.
Quello che mi lascia sempre perplessa è l’insistenza con cui leggo “Se il tuo gatto soffre di stress fornisci TOT gocce alla mattina ed aumenta fino a che non passa”, nei siti di vari operatori olistici.
Lei stessa mi ha confermato che ne sta vendendo tantissimi, perché ci sono moltissimi caregiver che non sanno più cosa fare.
Mi sono chiesta se effettivamente bastano davvero delle goccine miracolose per sistemare quello che a me richiede mesi di studio.
Se io stessa ho questo dubbio, quanti miei clienti e lettori si faranno questa domanda?
Ho quindi testato personalmente per avere una risposta.
Il costo è relativo, una ventina di euro.
Né pochi né troppi (e sempre meno della consulenza di un professionista), ma spesi con una speranza.
I fiori australiani per gli animali sono comunque composti da alcool, anche se in minima parte.
Quindi sarebbe opportuno non darli puri. (A differenza nostra)
Se possiedi un gatto la cosa più semplice è diluire le gocce in acqua.
Ma parliamo di socialità questo mese, e nel mio caso i gatti sono due.
Come farli assumere ad un gatto sì ed a uno no?
Problema n.1.
Mi è stato suggerito di metterle solo nella ciotola di Thor (per evitare che Sookie le assuma), ma io ho due fontanelle e 4/6 gocce al giorno si disperdono in una fontanella.
Problema n.2… quindi non fattibile.
Mettile nel cibo.
Sono alcoliche ed i miei gatti hanno un olfatto troppo sviluppato, non mangiano.
Problema n.3.
Ho cercato di camuffarle con un po’ di pasta di malto.
Ma non posso dargli pasta di malto tutte le sere per tempo indefinito, non è sano.
Ho provato a farle assorbire da qualche crocchetta, ma è stato comunque problematico.
Sono andata avanti per oltre due settimane, perché la mia amica erborista mi ha detto di avere pazienza ed io per prima so che con i gatti si deve essere mooooolto pazienti.
Il risultato ottenuto attualmente è pari a zero.
Thor ha continuato a vocalizzare ogni due ore, nei picchi di testosterone, di giorno e di notte.
Il suo atteggiamento nei confronti di Sookie non è migliorato, anzi è stato un continuo cercarla per annusare il suo deretano.
Mio marito ha iniziato davvero a perdere il sonno, la pazienza e la voglia di vivere con noi tre.
Ieri mattina ho castrato Thor, ormai alla soglia dei due anni di età.
Per fortuna (bravura della sottoscritta e di Thor) il mio gatto non ha mai marcato il territorio, sentendosi sicuro al suo interno, altrimenti credo che non saremmo durati tanto.
(Se vi state chiedendo come mai così tardi, Thor è per metà Main Coon e ho preferito attendere oltre i 18 mesi per lo sviluppo completo)
Comprendiamo quindi che non è possibile rimediare ad uno stress nato da un cambiamento fisico, come la pubertà del gatto, somministrando delle gocce naturali.

La reazione è sempre unica e varia a seconda della sensibilità dell’individuo, quindi probabilmente un altro gatto potrebbe averne tratto giovamento ma non avrebbe risolto il suo disagio nemmeno a lungo termine.
Questi rimedi possono essere un ottimo aiuto (se il gatto è sensibile al rimedio) ma non possono essere l’unico intervento, anche in casi in cui lo stress è dato da un cambiamento nei suoi rapporti sociali.
(Nuovo od errato inserimento, perdita del caregiver, cambiamenti nel rapporto con il caregiver…)
Se vogliamo davvero aiutare il nostro gatto dobbiamo intervenire attivamente ed usare questi rimedi in accompagnamento!

E voi avete avuto esperienze con i fiori australiani? Come vi siete trovati? Soprattutto come siete riusciti a farglieli assumere?

LEZIONE DI POZIONI FELINE: LA DIETA BARF E L’ISTINTO DI CACCIA! — 27 aprile 2022

LEZIONE DI POZIONI FELINE: LA DIETA BARF E L’ISTINTO DI CACCIA!

A cura della professoressa Iside Piton Caria

Silenziosa entra dalla porta, si può iniziare a sentire la sua voce già dal corridoio!
Avete pronto carta e penna?

“Facciamo subito una piccola premessa!
Istinto di caccia:

I gattini imparano l’arte della caccia in giovanissima età.
La loro capacità si sviluppa intorno alle 5 settimane ed è strettamente collegata all’apprendimento materno: la madre porta prede vive nella tana ed incoraggia i gattini a sferrare il morso finale cibandosi del bottino.
 Nei periodi successivi continuerà l’addestramento alla sopravvivenza portandoli nel suo territorio di caccia per mostrare i trucchi, la pazienza dell’attesa (alle volte potrebbero volerci delle ore prima che la prede passi di lì) prima di sferrare l’attacco ed assicurarsi un pasto almeno soddisfacente.
 I cuccioli osservano le acrobazie che saranno in grado di fare anch’essi, un avolta adulti assimilando anche le sue preferenze di predazione!
 Il  corso di mamma gatta è molto veloce poiché i cuccioli verso i 3/4 mesi saranno in grado di staccarsi dalla mamma e iniziare la loro avventura in solitaria.

Le armi dei nostri gatti:

Vedono fino a 6/8m di distanza ma hanno una periferica più estesa della nostra, colgono pochi colori come il viola, giallo, blu e verde ma confondono il rosso,il  marrone e arancione. Hanno meno fotorecettori per cogliere più colori ma in compenso hanno un elevato numero di bastoncelli che gli consente di cogliere velocemente gli oggetti in movimento.

Le vibrisse sono ottimi radar,  lunghe quanto la larghezza del corpo, poste non solo sul muso ma anche sulle zampe e sopra gli occhi permettono di muoversi agevolmente in spazi stretti e angusti.
Permettono loro di percepire la posizione di una preda così da colpire il più agevolmente possibile.

Se ci fermiamo ad osservare  i nostri gatti durante la punta di una preda ci capiterá di sentirli vocalizzare in nuovi toni, come a voler imitare il suo verso  ed invitarla ad avvicinarsi un po’ di più.

Sanno ben mimetizzarsi e al momento giusto sferrano l’attacco.

Le loro prede preferite sono topi, cavallette, uccellini, insetti di qualsiasi tipo, ragni, (a seconda del territorio) pulcini, quaglie, coniglietti, serpenti, lucertole ecc…
Qualsiasi cosa in movimento attiva il loro istinto di caccia!
Un gatto che vive prettamente indoor non sempre si nutrono delle prede ( soprattutto un gatto di casa che in realtà ha il cibo sempre assicurato), l’istinto di caccia ha una duplice valenza:
Serve per allenare costantemente il fisico, è un’attività ludica e soddisfa il suo istinto naturale predatorio.
Un gatto che vive prettamente outdoor  si nutrirà della sua preda anche se non ha fame in quel momento, con l’incertezza di quando gli capiterà la prossima,  ci giocherà un po’ e nasconderà una  parte per tempi più bui.

Il gatto è un membro della famiglia dei felidi, quindi un animale opportunista che non può permettersi di aspettare l’insorgere della fame.
Per nutrirsi o per esprimere istinti di caccia e ludici.
I gatti liberi fanno dai 10 ai 20 pasti al giorno e cercano di variare la loro dieta per integrare elementi a loro indispensabili mancanti su una preda ma ricca in un’altra.
Spesso si vedendo piccole prede mutilate mancanti di determinate parti proprio per questo!

Il gatto è un carnivoro obbligato ciò significa che qualsiasi altro cibo diverso dalla carne che mangiano verrà  maggiormente scomposto con la conseguente eliminazione di tutto ciò che non occorre al gatto stesso.
Questo fenomeno si nota maggiormente comparando gli escrementi di un gatto alimentato con dieta BARF ed un gatto alimentato con cibo industriale: in quest’ultimo caso avremo feci più spesse e odorose.

Un gatto in natura non caccerá un solo tipo di preda, ha bisogno di variare per non venirgli a noia.
Cosa troviamo principalmente nelle prede?
Proteine, ossa, organi, piume, pelo, fibre ecc.

Perché scegliere un’alimentazione barf per il gatto?

Con la barf si cerca di ricostruire i componenti essenziali delle loro prede naturali ovvero:

1) Il topo è ricco di taurina elemento essenziale per il buon funzionamento del cuore, e sostituiremo il topo col cuore di manzo, anatra, pollo, tacchino…ecc per fornirgli questo amminoacido  necessaria per mantenerlo in salute.

2) Le ossa e cartillagini: importanti per calcio e fosforo, per mantenere la struttura fisica del gatto ma senza eccedere. L’osso non va mai dato da solo ma sempre con molta carne attaccata in modo che il gatto strappi la carne e mastichi, aiutando a mantenere i denti più puliti. L’eccesso di ossa verrà scartato e noteremo feci bianche.

3) Il fegato: ricco di vitamina A indispensabile in piccolissime dosi! Un eccesso può portare oltre che dissenteria grossi problemi al micio. Si valuta una dose del 5% sul totale del pasto.

4) Il piumaggio o pelliccia di una piccola preda ne viene assunta in parte, ha lo scopo di pulire il tratto digerente.

5) La polpa di qualsiasi fonte proteica ( tranne il maiale che va assolutamente ben cotto) ricca di proteine, e liquidi.

6) I liquidi: sono fondamentali! I gatti bevono pochissimo perché assumono i liquidi necessari dalle loro prede per un corretto funzionamento dei reni e apparato urinario.

7) Gli Omega 3: Non è raro vedere un gatto appostato sulle rive di laghetti, o vicino ai moli dei pescherecci  a pescare dei pesci per integrare la loro dieta con grassi sani!  Ebbene anche nella dieta barf (1 o al massimo 2  volte a settimana) è bene inserire dei pesci piccoli per lo stesso motivo.

Questi sono i componenti fondamentali per una dieta barf a cui si possono poi aggiungere altre minuzzaglie ( tuorlo d’uovo, sementi, verdure, frutta, olii ecc per variare e completare)

Negli ultimi anni sempre più gatti hanno problemi a reni e vie urinarie dovuti ad un’alimentazione secca ed alla mancanza di liquidi.
 L’alimentazione industriale porta il un innalzamento del pH acido delle urine in cui struvite, arenella, calcoli…ecc fanno festa indisturbati.

Ricordiamo che i gatti liberi di cacciare ed integrare in modo più sano la loro alimentazione sono in grado di distruggere interi ecosistemi!
Ogni anno, infatti, i felini  in libera circolazione uccidono centinaia di milioni di uccelli e piccoli mammiferi, anfibi e rettili, incluse specie la cui conservazione è a rischio.
Per questo penso sia meglio (ove possibile) dare  uno sfogo esterno limitato ai nostri splendidi cacciatori e limitare lo sterminio di specie protette!”

… E lascia la stanza, in mia compagnia!


Un grazie speciale a Iside Caria ed al suo allevamento di Main Coon “Chats de Lune” di Rapallo per la collaborazione e la splendida foto!

LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI: PICCOLA INTRODUZIONE ALL’OMEOPATIA — 30 marzo 2022

LEZIONE DI ANTICHI RIMEDI: PICCOLA INTRODUZIONE ALL’OMEOPATIA

Buongiorno!!!
Oggi ho pensato che potesse essere davvero interessante una piccola introduzione ai rimedi omeopatici, di cui mi piacerebbe approfondire la conoscenza.
Per farlo ho fatto ricorso ad una delle figure professionali  che stimo di più in questo campo.
Ho avuto il piacere di seguire un breve corso con la dottoressa Montesion e ne sono rimasta affascinata, tanto da aspettare le lezioni con impazienza!
Mi hanno fatto riflettere su quanto possa essere utile affiancare un percorso omeopatico (Con un professionista) ad uno comportamentale per aiutare il nostro gatto a riportare l’omeostasi.
Il rimedio omeopatico, infatti, aiuta con i sintomi fisici ma lascia anche un profondo senso di benessere generale perché, con la scomparsa del malessere fisico si ristabilisce l’equilibrio e permette al gatto ed al suo caregiver di concentrarsi sull’omeostasi interna ed esterna!

Omeopatia

Il fondamento di questo metodo di cura è ben espresso dal fondatore stesso dell’omeopatia il Dott. F.C.S.Hahnemann nel capitolo 9 dell’opera “Organon dell’arte del guarire” in cui si legge che “nella condizione di salute la forza vitale o dynamis, che anima il corpo materiale, scorre senza ostacoli e mantiene tutte le parti in ammirevole e attiva armonia, sia per quanto riguarda le sensazioni che le funzioni”.
Il rimedio omeopatico è in grado di interagire in modo specifico con la “dynamis” del paziente. Grazie a questo stimolo si innesca il processo di guarigione che per ognuno è diverso così come ogni essere vivente è unico.
Risulta strano immaginare che l’acqua possa avere una “memoria” e possa essere uno straordinario veicolo di informazioni elettromagnetiche, ma è proprio questa capacità che nell’omeopatia viene sfruttata a scopo terapeutico.
In accordo con il terzo principio della dinamica (Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria), l’azione del rimedio suscita nel malato una reazione volta alla ricerca dell’equilibrio, ovvero dell’omoeostasi.
L’omeopatia così come altre medicine bioenergetiche funzionano anche se non ne sono stati del tutto chiariti i meccanismi più fini.
L’omeopatia è medicina dell’esperienza.”

Il VETERINARIO OMEOPATA ha il compito di osservare il linguaggio del corpo rappresentato dai sintomi e scoprire quale tra i rimedi sia in grado di proporre un quadro simile.
In questo modo egli comprende anche l’origine del disequilibrio energetico che ne sta alla base.
Per ripristinare le condizioni di salute somministra un rimedio omeopatico scelto per similitudine tra i sintomi del paziente stesso e quelli ottenuti somministrando il medesimo rimedio a soggetti sani nel coro dei PROVING. (Sperimentazioni omeopatiche)
Per il medico omeopata i sintomi non sono fenomeni locali (Salvo eccezioni) ma manifestazioni localizzate di una causa generale perturbata.

L’OMEOSTASI

“L’omeostasi è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità, sia delle proprietà chimico-fisiche interne che comportamentali, che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale regime dinamico deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso precisi meccanismi autoregolatori.”