GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE — 13 marzo 2022

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE

IL RAGDOLL TRA MITO E LEGGENDA
A cura della Professoressa Barbara Bazzotti

“Buongiorno e benvenuti…

Magia! Oggi vi parlerò di magia, anzi delle vere e proprie malie genetiche che certi stregoni (che si camuffano fra noi col nome equivoco di “allevatori”) fanno per creare le razze feline. Questi maghi scienziati, persi fra provette e alambicchi… puff!… creano peli ricci, argentei o dorati, penetranti occhi blu o verdi, orecchie piegate e addirittura geni che denudano il gatto fino a lasciarlo glabro e indifeso… ovviamente tutto ciò prelevando molecole da serpenti ancestrali, alligatori a pallini rossi e altre creature aliene, mescolando ovuli e embrioni in un calderone di liquido primordiale!
Bubble bubble, toil & troubles!

E fu così che nacquero i Ragdoll, le bellissime “bambole di pezza” feline! Vi racconto la storia così come è stata tramandata…  

Nelle tenebre dell’origine segreta – e misconosciuta ai più – della razza, si narra infatti che questo bellissimo e dolcissimo gatto, derivi da una capostipite, Josephine, che fu investita da un’auto e portata a curare nella vicina misteriosa “Università”. Questo luogo era in realtà un ritrovo di maghi e di alieni che sottoposero la poverina a misteriosi trattamenti genetici sperimentali a seguito dei quali tutti i cuccioli che nacquero da lei erano molto docili e, presi in braccio, si rilassavano come se privi di ossa e muscoli, come per magia, appunto!

Ecco svelata la verità? Ci avete davvero creduto? Bene, anzi male, o meglio… malissimo! Tutti bocciati! Questa storia è pura leggenda, o come si dice oggi fra i babbani, un fake abilmente messo in giro per motivi di marketing da Anne Baker, titolare dell’allevamento Raggedy Ann di Riverside (California), che per prima aveva selezionato questa razza.

Josephine era in realtà una gatta semi randagia della fattoria dei Pennels (qui vedete l’unica foto di questa gatta e dei suoi cuccioli); Anne Baker, che all’epoca allevava persiani, si fece regalare alcuni suoi cuccioli – per incrociarli coi suoi gatti-  fra i quali il famoso Daddy Warbuck (uno dei piccoli che vedete nella foto), un bellissimo point mitted, dal carattere dolcissimo che trasmise ai suoi successori. Proprio sul carattere dolce e su questa caratteristica tipica del rilassarsi fra le braccia del suo amico speciale, si fece la fortuna di questa razza. Nel corso degli anni, tra racconti improbabili, smentite e nuove ulteriori rivelazioni si è creata la leggenda del ragdoll.

Mai credere alle leggende, ai fake e alla babbanate che circolano sui gatti e sugli allevatori!

In realtà questa razza fu “inventata” dalla Baker, ma poi portata avanti da altri allevatori molto più abili, ad esempio i coniugi Dayton, che successivamente ne delinearono lo standard e catalogarono le tre diverse tipologie della razza (che di base ha sempre il gene point, quello che colora le punte e sbiadisce il resto del pelo): bicolor, mitted e color point.

La varietà bicolor è quella dal tipico triangolo bianco sul musetto, pancia e zampe bianche e i point di vario colore, quella mitted presenta il mento bianco da cui parte una striscia bianca che attraversa il ventre fino al sottocoda con guantini o calzini bianchi, e infine la varietà color point, senza bianco, ma con le “punte” (musetto, estremità delle zampe e coda) di vario colore. In tutte e tre le varietà, nei diversi colori, spiccano dei meravigliosi occhioni blu intenso su musetti dallo sguardo affascinante, una notevole stazza, un pelo morbido e un bel codone fluffoso.

Quello che però in questa razza è assolutamente affascinante è il carattere dolcissimo, molto bisognoso della presenza umana e la sua capacità di rilassarsi con totale fiducia nelle braccia dei suoi familiari bipedi. Volete un gatto affettuoso, che vi segue ovunque come un cagnolino e vi dimostri quanto adora stare in braccio? Allora il Ragdoll è il gatto che fa per voi…

Però, in fondo, diciamocelo, tornare a casa ed essere accolti dal proprio gatto con coccole e fusa, qualunque razza o non razza sia, è tutto un altro tornare! “

Detto questo, chiude il librone illustrato che aveva davanti, e con una scrollatina di spalle si trasforma all’istante in un sinuoso ed elegante ragdoll blue bicolor, che si allontana sornione con un dolce miagolio, come dire: “Alla prossima…”

LEZIONE DI ALCHIMIA FELINA — 3 marzo 2022

LEZIONE DI ALCHIMIA FELINA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’ORECCHIO E DELL’UDITO

Il gatto è un predatore solitario, organizza gruppi di più gatti solo in zone urbane in cui è presente abbondante quantità di risorse con il minimo sforzo.
Questo significa che in natura rimane sempre un felino abituato a cacciare piccole prede e consumare il pasto in solitaria.
Si tratta sempre, però, un animale piccolo ed anche di una preda che ha dovuto geneticamente sviluppare tutti gli organi di senso alla perfezione.

TRA CUI L’UDITO!

Nei gatti l’udito è più sviluppato rispetto all’uomo o allo stesso cane, soprattutto grazie al fatto che le sue orecchie sono mobili.
Le orecchie del gatto infatti possono essere ruotate verso la fonte del suono interessato in modo indipendente l’una dall’altra,  hanno una forma ad imbuto ( formato di cartilagine) e sono poste sopra alla testa.

Sono organi molto vascolarizzati e innervati.

L’orecchio è organizzato in 3 settori:

• orecchio esterno il padiglione auricolare visibile che serve come una sorta di parabola per amplificare il suono.

• orecchio medio: interno al cranio, è la cavità timpanica costituita da ossicini cartilaginei che, ricevono l’impulso dall’esterno e, flettono e  tirano la membrana timpanica, sia per proteggere la cavità dagli insulti sonori, sia per  trasmettere a l  cervello il tipo di suono. Tra i mammiferi , il felino è l’animale che possiede la più ampia capacità di recepire le frequenze sonore.

• orecchio interno: è un intenso labirinto membranoso innervato dagli assoni cerebrali che, muovendosi All’arrivo dell’impulso dell’orecchio medio ,trasmettono i suoni al centro uditivo cerebrale.

Geneticamente si è notato che i gatti bianchi con gli occhi azzurri hanno una predisposizione alla sordità.
Il loro DNA possiede dei geni modificati in questo senso.

E voi avete un gatto sordo?
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LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE — 15 febbraio 2022

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE

CONOSCERE LE VARIE RAZZE PER COMPRENDERLI MEGLIO!

IL MAIN COON – A CURA DELLA PROFERSSORESSA BARBARA BAZZOTTI MC.GRANNITH

FOTO DI CARLA ROTINI ALL. HIC SUNT LEONES

C’era  una volta… (e c’è ancora adesso) uno strano animale dal pelo liscio e setoso, con grandi  orecchie che finiscono con ciuffi di pelo come quelli di una lince, una lunga e folta coda da procione, una notevole stazza e uno  sguardo fiero e feroce da selvatico.
Eppure è uno dei gatti più buoni (e belli) del mondo.

Cari allievi … oggi vi presento il Maine Coon!   

La sua storia è intrecciata alla leggenda, come sempre succede con queste amabili e ricercatissime creature: che sia stato un incrocio fra una  lince del Maine e un procione (“raccoon” in inglese, da cui il nome!) appare alquanto improbabile, così come la storia che i Maine coon derivino dai gatti che la regina Maria Antonietta spedì in America durante la Rivoluzione francese sperando di salvarsi raggiungendoli (ma, si sa, come andò poi a finire), storia che però si avvicina un po’ di più a quella che è la probabile realtà.

Sembra infatti che questo possente gatto da lavoro, sia arrivato a cacciare i topi nelle fattorie del Maine come frutto dell’incrocio fra i gatti selvatici americani e i gatti a pelo lungo portati da oltremare all’epoca delle colonizzazioni americane, quando le navi dei coloni provenienti da tutto il mondo, attraccavano sulle coste del nord-est del continente americano portando al seguito i propri gatti. È uno dei modi con cui si sono spesso create e mescolate le razze feline.

Ad ogni modo questa razza è ufficializzata nel 1976, appare in Italia negli anni 80 del secolo scorso e diventa subito amatissima per la sua mole imponente e il carattere dolce da gigante buono.

Ma il Maine coon non è solo stazza, peso e lunghezza, il Maine coon è splendida armonia di linee e forme geometriche: una muscolosa struttura rettangolare sorretta da zampe robuste, una testa di media grandezza, con un box squadrato, un petto ampio ricoperto da una pettorina di pelo che incornicia il collo solido, occhi ovali leggermente inclinati che si aprono sotto lo sguardo intenso e quasi minaccioso, il famoso “killer look”, e due grandi orecchie ben distanziate sormontate dai caratteristici lynx tufts.

Una meraviglia della natura che vive comodo nelle nostre case occupando tutto il nostro divano per lungo, ovviamente, mangiando tonnellate di umido e impelando i nostri vestiti coi lunghi ciuffi di pelo dagli splendidi colori, ma che sa ripagarci con coccole e fusa e con la sua vocina stranamente sottile e delicata che sembra smentire la mole e lo sguardo penetrante.
A proposito di sguardo: se vi svegliate al mattino con due occhi assassini che nell’alba fumosa del vostro risveglio vi scrutano con fare minaccioso… tranquilli, è solo il vostro dolce maine coon che vi chiede la pappa!

Alla prossima!

E scende dalla cattedra trasformandosi all’istante in una elegante maine coon calico (nera e rossa col petto bianco, N.d.B.) che salta sul pavimento, volta le spalle e si allontana con il folto codone a forma di punto interrogativo e le orecchie leggermente inclinate in avanti ad ascoltare il brusio dell’aula.
Un sorrisetto sornione sulle labbra baffute. Vi è piaciuta questa lezione sulla storia della razza più grande di gatti domestici?
Allora non vorrai perderti tutte le prossime!!!
Un grazie speciale a Barbara Bazzotti (Se volete conoscerla meglio cliccate qui :
https://asperabasiabirmans.com/

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GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI — 10 dicembre 2021

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI

“Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”
Mahatma Gandhi

La Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali viene celebrata ogni 10 dicembre in un’occasione già di per sé molto significativa.
Ricorre oggi infatti anche l’anniversario della sottoscrizione all’Assemblea delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre 1948) e la concomitanza non è affatto casuale. Le associazioni animaliste inglesi Uncaged (oggi conosciuta con il nome Centre for Animals and Social Justice) e Peta (People for ethical treatment of animals) scelsero nel 1998 di proclamare la giornata in tale data, a cui poi è stato aggiunto l’attributo di “Internazionale” nel 2007, proprio per associare il tema della crudeltà contro gli animali a quella commessa contro l’uomo.
Come ogni essere umano, ogni animale ha infatti diritto a non essere vessato, imprigionato, torturato o gratuitamente ucciso.

L’impegno di enti come Uncaged o Peta, attive da anni nella sensibilizzazione su temi come la speculazione economica sugli allevamenti intensivi, la vivisezione, il bracconaggio selvaggio o la sostenibilità ambientale, accompagna una serie di iniziative che nel corso dei decenni, pur nella loro meritoria battaglia, hanno trovato successi ancora lontani dalla piena realizzazione.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, manifesto in 10 articoli che proclama la protezione e la dignità di ogni specie, fu sottoscritta a Parigi già il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’Unesco ed è probabilmente l’atto più significativo che le istituzioni politiche internazionali abbiano adottato in direzione di una vera solidarietà uomo-animale.
Nello specifico, i 10 articoli di questo Manifesto attestano che:

  • Tutti gli animali sono depositari degli stessi diritti;
  • La vita di ciascun essere vivente deve essere rispettata;
  • Nessun essere vivente dovrebbe essere sottoposto a trattamenti o azioni crudeli;
  • L’educazione al rispetto degli animali tra i cittadini e, soprattutto, nelle scuole è un valore fondamentale, che va condiviso e trasmesso quotidianamente.


Sebbene generalmente riconosciuta nelle varie comunità nazionali, la dichiarazione non possiede valore giuridico, ma fornisce delle linee guida etiche e morali per quanto riguarda il comportamento da tenere nel rispetto degli animali.
Dovrebbe farci riflettere sul perchè tale dichiarazione non ha ancora raggiunto la forza di essere una vera e propria legge costituiva dei principi delle nazioni.

Un grazie ad Elisa per la foto di Bistecca!

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