
Il 16 ottobre si festeggia una data molto importante per chi affronta il tema del benessere, della salute collettiva e della prevenzione alle malattie cardiovascolari: la giornata mondiale dell’alimentazione.
Questo appuntamento ha una funzione importante: sensibilizzare le persone verso un approccio virtuoso a quello che è un bisogno primario dell’uomo.
Ma non solo dal punto di vista individuale, anzi.
Cos’è e quando nasce la giornata mondiale dell’alimentazione?
L’evento è stato delineato nel novembre del 1979 ma affonda le sue radici nel 1945. Il 16 ottobre, nel Quebec, si riunirono diverse nazioni per formare la FAO.
Vale a dire l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Quest’organo si è definito intorno a un obiettivo chiaro: migliorare il sistema alimentare mondiale per limitare i problemi legati alla malnutrizione e alla fame e alla diffusione delle malattie del sistema cardiocircolatorio derivante dall’eccesso di lipidi.
Mi sono chiesta, quindi, come sempre… ma vale solo per l’uomo???
Oppure oggi possiamo approfittarne e conoscere un po’ di più il comportamento alimentare del nostro gatto?
IL COMPORTAMENTO ALIMENTARE DEL GATTO:
Il gatto è un vero carnivoro con una dieta in natura basata quasi totalmente su alimenti di origine animale (roditori, uccellini, lucertole).
Viene pertanto considerato un carnivoro obbligato o stretto.
Cosa significa?
Essere un carnivoro obbligato significa che il gatto è fatto in modo tale da soddisfare il suo fabbisogno nutritivo con grandi quantità di proteine animali (carne/organi) e trae molto meno nutrimento dalle proteine vegetali (cereali/verdura).
Per nutrire in modo adeguato il gatto è necessario capire i suoi bisogni alimentari perchè una dieta non corretta può causare vari problemi di salute e diminuire la sua aspettativa di vita.
IL GATTO SELVATICO:
• Ingerisce frequentemente cibo durante la giornata
• Caccia e vive da solo
• Si nutre lentamente
IL GATTO DOMESTICO:
• Consuma il cibo lentamente
• Se ha accesso al cibo senza limitazioni consuma anche 13-14 pasti al giorno
• Il cibo non ha un ruolo sociale
Piccoli mammiferi (come i topi), ratti e uccelli sono la fonte principale di cibo per i gatti che si nutrono principalmente di prede che cacciano.
Il contenuto proteico di queste specie è notevolmente consistente – dal 56% al 65%di proteine, il contenuto di grassi varia tra il 25% e il 45% mentre i carboidrati rappresentano tra lo zero e il 12%. L’acqua è presente tra il 70-80%.
Ovviamente la percentuale precisa dipende dal tipo di preda.
Ma le proteine ricavate sono di alta qualità e non di prodotti di scarto.
Quindi in natura, il gatto mangerebbe un pasto altamente proteico e altamente umido a base di carne, con un livello moderato di grassi e con una piccolissima percentuale di carboidrati.
I gatti hanno la difficoltà fisiologica ad utilizzare i carboidrati dovuta alla mancanza di enzimi specifici che invece sono presenti in altri mammiferi, e alla carenza di un enzima salivare.
I gatti non hanno bisogno dei carboidrati nella loro dieta e un’alta quantità di essi può risultare pericolosa per la loro salute.
COSA SIGNIFICA TUTTO CIO’?
Quando compriamo il cibo per il nostro gatto, dobbiamo essere consapevoli di cosa stiamo comprando e soprattutto di cosa necessita davvero.
Le etichette dovrebbero essere sempre lette e comprese, in quanto solo così sappiamo cosa davvero sta mangiando il nostro gatto.
Il trucco per capire se un alimento è di buona qualità, è quello di leggere la lista delle materie prima e capire se abbiamo in effetti capito cosa c’è all’interno.
Quando si legge un’etichetta, nella composizione troveremo le MATERIE PRIME utilizzate e non gli ingredienti, in quanto questi ultimi fanno riferimento all’alimentazione umana e non a quella dei gatti (o cani).
L’ordine delle materie prime è stabilito da una legge precisa (𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟔 𝐞 𝟏𝟕 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝟕𝟔𝟕 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟗), pertanto non possono essere messe a caso, ma in ordine di “grandezza”: da quella più presente a quella meno presente.
Le percentuali, al contrario delle materie prime utilizzate, non sono obbligatorie in etichetta.
L’unica eccezione è per le materie prime caratterizzanti, ovvero quelle pubblicizzate dall’alimento: se se su una lattina di umido troviamo scritto “ricco in salmone e tacchino”, oppure l’immagine del pollo e del mirtillo, quelle percentuali devono essere inserite nella composizione.
Visto che la legge per quanto riguarda l’etichettatura dei mangimi per cani e gatti non è molto chiara, a questo punto vien da sé che è difficile farla rispettare; infatti, ci sono alcuni trucchetti che utilizzano le aziende di petfood per far sì che il consumatore pensi che quello sia un alimento di qualità, quando in realtà non lo è, ad esempio:
× Materie prime simili tra loro, indicate con nomi diversi (se in un etichetta leggo: carne di pollo, mais, farina di mais, posso pensare che il pollo sia superiore al mais, ma alla fine della storia, il mais è stato inserito due volte, sommandolo è molto più alta la percentuale di mais che della carne)
× Percentuali parziali (es. in un’etichetta leggo: Carne e derivati, di cui agnello 4%, farina di mais 30%. Questo significa che sicuramente la carne sarà superiore al 30%, ma di quella percentuale abbiamo chiaro solo il 4% di agnello. Il resto sarà altra carne o altri Sottoprodotti animali, di cui non sappiamo niente. Possono essere più specie animali mescolate insieme, un altro animale o qualsiasi altra cosa.)
Esempio etichette cibo secco:
𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟏
𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘰𝘭𝘭𝘢𝘮𝘦 (𝘥𝘪𝘴𝘪𝘥𝘳𝘢𝘵𝘢𝘵𝘢), 𝘳𝘪𝘴𝘰, 𝘮𝘢𝘪𝘴, 𝘨𝘳𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘦, 𝘧𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘢𝘯𝘪𝘮𝘢𝘭𝘦 (𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢), 𝘪𝘴𝘰𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢 𝘷𝘦𝘨e𝘵𝘢𝘭𝘦*, 𝘨𝘭𝘶𝘵𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘢𝘪𝘴, 𝘭𝘪𝘦𝘷𝘪𝘵𝘪 𝘦 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘱𝘰𝘭𝘱𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘢𝘳𝘣𝘢𝘣𝘪𝘦𝘵𝘰𝘭𝘢 𝘦𝘴𝘴𝘪𝘤𝘤𝘢𝘵𝘢, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘴𝘤𝘦, 𝘮𝘪𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘤𝘤𝘰, 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘪𝘢, 𝘧𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰-𝘰𝘭𝘪𝘨𝘰𝘴𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘪𝘥𝘪, 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘭𝘪𝘦𝘷𝘪𝘵𝘰 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘯𝘯𝘢𝘯𝘰-𝘰𝘭𝘪𝘨𝘰𝘴𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘪𝘥𝘪), 𝘰𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘣𝘰𝘳𝘳𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦, 𝘧𝘢𝘳𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘛𝘢𝘨𝘦𝘵𝘦 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘵𝘦𝘪𝘯𝘢), 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘰𝘴𝘵𝘢𝘤𝘦𝘪 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘭𝘶𝘤𝘰𝘴𝘢𝘮𝘪𝘯𝘢), 𝘪𝘥𝘳𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘢𝘳𝘵𝘪𝘭𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦 (𝘧𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘳𝘰𝘪𝘵𝘪𝘯𝘢).
In questa prima etichetta non vengono segnate le percentuali, in quanto sulla confezione non esistono materie prime caratterizzanti. Questo non ci permette quanto di cosa c’è dentro.
Primo ingrediente è la “proteina di”, una materia di scarsa qualità, molto lavorata.
Tutto il resto è praticamente solo roba vegetale (fatta eccezione per due o tre voci), che ovviamente non è adatta ad un carnivoro stretto.
𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟐
𝘗𝘦𝘴𝘤𝘦 𝘰𝘤𝘦𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘪𝘴𝘪𝘥𝘳𝘢𝘵𝘢𝘵𝘰 (59%), 𝘱𝘢𝘵𝘢𝘵𝘢, 𝘨𝘳𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘰𝘭𝘭𝘰 (𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘮𝘪𝘹 𝘥𝘪 𝘵𝘰𝘤𝘰𝘧𝘦𝘳𝘰𝘭𝘪), 𝘮𝘪𝘳𝘵𝘪𝘭𝘭𝘪 (4,2%), 𝘮𝘪𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘪.
Questa è un’etichetta molto più chiara, sappiamo che quasi il 60% è pesce disidratato, poi abbiamo la patata al posto del mais/riso/granturco ecc, che di fatto serve per compattare la crocchetta; questa è una crocchetta di buona qualità.
Per quanto riguarda il cibo umido, è bene cercare delle etichette che siano chiare, esattamente come il secco, evitando tutte quelle aggiunte che non servono a niente.
Quando si parla di “carne e derivati”, bisogna controllare che sia specificato tutto ciò che c’è dentro, altrimenti se il gatto avesse una reazione avversa al cibo, non sapremo mai a cosa è dovuta.
La percentuale di carne, per considerare un alimento per gatti di qualità, dovrebbe variare dall’80 al 90%. Se possibile, sarebbe ancora meglio leggere le parti della carne utilizzata: fegato, polmoni, cuore, muscolo ecc.
Ora possiamo due liste di materie prime di due umidi diversi, sottolineando le differenze, sia a livello nutritivo, sia a livello di chiarezza.
𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟏:
Carne e sottoprodotti di origine animale, cereali, pesci e sottoprodotti ittici, oli e grassi, estratti proteici vegetali, sottoprodotti di origine vegetale, minerali, zucchero
• “Carne e sottoprodotti di origine animale”, cioè? Che tipo di proteina è stata utilizzata? Manzo? Pollo? Anatra? Tacchino? Non lo sappiamo. E sottoprodotti? Che cosa c’è all’interno della bustina?
• “pesci e sottoprodotti ittici” stessa domanda di prima. Cioè? Che tipo di pesce è stato utilizzato? Salmone? Merluzzo? Aringa? Non lo sappiamo. E sottoprodotti ittici, cioè?
• “Sottoprodotti di origine vegetale.” Ok, quali? Ma possono servire ad un carnivoro?
• “Zuccheri”. Gli zuccheri sono dannosi per i gatti, per questo negli altri post abbiamo parlato di carboidrati che vengono trasformati in zuccheri, che portano a malattie quali obesità, diabete.
𝐄𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐚 𝟐:
Manzo 40% (polmone, carne, cuore, fegato), acqua potabile 31%, pollo 20% (carne, cuore), selvaggina 8% (carne e sottoprodotti di origine animale), minerali 1%. Percentuale di muscolo 15%.
Ti è piaciuto questo articolo???? Allora non perderti i prossimi in cui parleremo ancora di nutrizione felina, entreremo nello specifico della letture delle etichette alimentari, le percentuali da prendere in considerazione e tantissime altre informazioni utili al benessere del tuo Micio!
Un grazie speciale ad Erica Balzano , Agnese Pendola , Elisa Gaggero per le preziose nozioni di nutrizione felina e la collaborazione.
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