IL RAGDOLL TRA MITO E LEGGENDA
A cura della Professoressa Barbara Bazzotti

“Buongiorno e benvenuti…
Magia! Oggi vi parlerò di magia, anzi delle vere e proprie malie genetiche che certi stregoni (che si camuffano fra noi col nome equivoco di “allevatori”) fanno per creare le razze feline. Questi maghi scienziati, persi fra provette e alambicchi… puff!… creano peli ricci, argentei o dorati, penetranti occhi blu o verdi, orecchie piegate e addirittura geni che denudano il gatto fino a lasciarlo glabro e indifeso… ovviamente tutto ciò prelevando molecole da serpenti ancestrali, alligatori a pallini rossi e altre creature aliene, mescolando ovuli e embrioni in un calderone di liquido primordiale!
Bubble bubble, toil & troubles!
E fu così che nacquero i Ragdoll, le bellissime “bambole di pezza” feline! Vi racconto la storia così come è stata tramandata…
Nelle tenebre dell’origine segreta – e misconosciuta ai più – della razza, si narra infatti che questo bellissimo e dolcissimo gatto, derivi da una capostipite, Josephine, che fu investita da un’auto e portata a curare nella vicina misteriosa “Università”. Questo luogo era in realtà un ritrovo di maghi e di alieni che sottoposero la poverina a misteriosi trattamenti genetici sperimentali a seguito dei quali tutti i cuccioli che nacquero da lei erano molto docili e, presi in braccio, si rilassavano come se privi di ossa e muscoli, come per magia, appunto!
Ecco svelata la verità? Ci avete davvero creduto? Bene, anzi male, o meglio… malissimo! Tutti bocciati! Questa storia è pura leggenda, o come si dice oggi fra i babbani, un fake abilmente messo in giro per motivi di marketing da Anne Baker, titolare dell’allevamento Raggedy Ann di Riverside (California), che per prima aveva selezionato questa razza.
Josephine era in realtà una gatta semi randagia della fattoria dei Pennels (qui vedete l’unica foto di questa gatta e dei suoi cuccioli); Anne Baker, che all’epoca allevava persiani, si fece regalare alcuni suoi cuccioli – per incrociarli coi suoi gatti- fra i quali il famoso Daddy Warbuck (uno dei piccoli che vedete nella foto), un bellissimo point mitted, dal carattere dolcissimo che trasmise ai suoi successori. Proprio sul carattere dolce e su questa caratteristica tipica del rilassarsi fra le braccia del suo amico speciale, si fece la fortuna di questa razza. Nel corso degli anni, tra racconti improbabili, smentite e nuove ulteriori rivelazioni si è creata la leggenda del ragdoll.
Mai credere alle leggende, ai fake e alla babbanate che circolano sui gatti e sugli allevatori!
In realtà questa razza fu “inventata” dalla Baker, ma poi portata avanti da altri allevatori molto più abili, ad esempio i coniugi Dayton, che successivamente ne delinearono lo standard e catalogarono le tre diverse tipologie della razza (che di base ha sempre il gene point, quello che colora le punte e sbiadisce il resto del pelo): bicolor, mitted e color point.
La varietà bicolor è quella dal tipico triangolo bianco sul musetto, pancia e zampe bianche e i point di vario colore, quella mitted presenta il mento bianco da cui parte una striscia bianca che attraversa il ventre fino al sottocoda con guantini o calzini bianchi, e infine la varietà color point, senza bianco, ma con le “punte” (musetto, estremità delle zampe e coda) di vario colore. In tutte e tre le varietà, nei diversi colori, spiccano dei meravigliosi occhioni blu intenso su musetti dallo sguardo affascinante, una notevole stazza, un pelo morbido e un bel codone fluffoso.
Quello che però in questa razza è assolutamente affascinante è il carattere dolcissimo, molto bisognoso della presenza umana e la sua capacità di rilassarsi con totale fiducia nelle braccia dei suoi familiari bipedi. Volete un gatto affettuoso, che vi segue ovunque come un cagnolino e vi dimostri quanto adora stare in braccio? Allora il Ragdoll è il gatto che fa per voi…
Però, in fondo, diciamocelo, tornare a casa ed essere accolti dal proprio gatto con coccole e fusa, qualunque razza o non razza sia, è tutto un altro tornare! “
Detto questo, chiude il librone illustrato che aveva davanti, e con una scrollatina di spalle si trasforma all’istante in un sinuoso ed elegante ragdoll blue bicolor, che si allontana sornione con un dolce miagolio, come dire: “Alla prossima…”














