GepriLandia di Elvi Geprini – Consulente felina di II Liv. e coach relazionale

Non è SOLO il tuo gatto, per me è la tua FAMIGLIA!

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE — 13 marzo 2022

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE

IL RAGDOLL TRA MITO E LEGGENDA
A cura della Professoressa Barbara Bazzotti

“Buongiorno e benvenuti…

Magia! Oggi vi parlerò di magia, anzi delle vere e proprie malie genetiche che certi stregoni (che si camuffano fra noi col nome equivoco di “allevatori”) fanno per creare le razze feline. Questi maghi scienziati, persi fra provette e alambicchi… puff!… creano peli ricci, argentei o dorati, penetranti occhi blu o verdi, orecchie piegate e addirittura geni che denudano il gatto fino a lasciarlo glabro e indifeso… ovviamente tutto ciò prelevando molecole da serpenti ancestrali, alligatori a pallini rossi e altre creature aliene, mescolando ovuli e embrioni in un calderone di liquido primordiale!
Bubble bubble, toil & troubles!

E fu così che nacquero i Ragdoll, le bellissime “bambole di pezza” feline! Vi racconto la storia così come è stata tramandata…  

Nelle tenebre dell’origine segreta – e misconosciuta ai più – della razza, si narra infatti che questo bellissimo e dolcissimo gatto, derivi da una capostipite, Josephine, che fu investita da un’auto e portata a curare nella vicina misteriosa “Università”. Questo luogo era in realtà un ritrovo di maghi e di alieni che sottoposero la poverina a misteriosi trattamenti genetici sperimentali a seguito dei quali tutti i cuccioli che nacquero da lei erano molto docili e, presi in braccio, si rilassavano come se privi di ossa e muscoli, come per magia, appunto!

Ecco svelata la verità? Ci avete davvero creduto? Bene, anzi male, o meglio… malissimo! Tutti bocciati! Questa storia è pura leggenda, o come si dice oggi fra i babbani, un fake abilmente messo in giro per motivi di marketing da Anne Baker, titolare dell’allevamento Raggedy Ann di Riverside (California), che per prima aveva selezionato questa razza.

Josephine era in realtà una gatta semi randagia della fattoria dei Pennels (qui vedete l’unica foto di questa gatta e dei suoi cuccioli); Anne Baker, che all’epoca allevava persiani, si fece regalare alcuni suoi cuccioli – per incrociarli coi suoi gatti-  fra i quali il famoso Daddy Warbuck (uno dei piccoli che vedete nella foto), un bellissimo point mitted, dal carattere dolcissimo che trasmise ai suoi successori. Proprio sul carattere dolce e su questa caratteristica tipica del rilassarsi fra le braccia del suo amico speciale, si fece la fortuna di questa razza. Nel corso degli anni, tra racconti improbabili, smentite e nuove ulteriori rivelazioni si è creata la leggenda del ragdoll.

Mai credere alle leggende, ai fake e alla babbanate che circolano sui gatti e sugli allevatori!

In realtà questa razza fu “inventata” dalla Baker, ma poi portata avanti da altri allevatori molto più abili, ad esempio i coniugi Dayton, che successivamente ne delinearono lo standard e catalogarono le tre diverse tipologie della razza (che di base ha sempre il gene point, quello che colora le punte e sbiadisce il resto del pelo): bicolor, mitted e color point.

La varietà bicolor è quella dal tipico triangolo bianco sul musetto, pancia e zampe bianche e i point di vario colore, quella mitted presenta il mento bianco da cui parte una striscia bianca che attraversa il ventre fino al sottocoda con guantini o calzini bianchi, e infine la varietà color point, senza bianco, ma con le “punte” (musetto, estremità delle zampe e coda) di vario colore. In tutte e tre le varietà, nei diversi colori, spiccano dei meravigliosi occhioni blu intenso su musetti dallo sguardo affascinante, una notevole stazza, un pelo morbido e un bel codone fluffoso.

Quello che però in questa razza è assolutamente affascinante è il carattere dolcissimo, molto bisognoso della presenza umana e la sua capacità di rilassarsi con totale fiducia nelle braccia dei suoi familiari bipedi. Volete un gatto affettuoso, che vi segue ovunque come un cagnolino e vi dimostri quanto adora stare in braccio? Allora il Ragdoll è il gatto che fa per voi…

Però, in fondo, diciamocelo, tornare a casa ed essere accolti dal proprio gatto con coccole e fusa, qualunque razza o non razza sia, è tutto un altro tornare! “

Detto questo, chiude il librone illustrato che aveva davanti, e con una scrollatina di spalle si trasforma all’istante in un sinuoso ed elegante ragdoll blue bicolor, che si allontana sornione con un dolce miagolio, come dire: “Alla prossima…”

LEZIONE DI ALCHIMIA FELINA — 3 marzo 2022

LEZIONE DI ALCHIMIA FELINA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’ORECCHIO E DELL’UDITO

Il gatto è un predatore solitario, organizza gruppi di più gatti solo in zone urbane in cui è presente abbondante quantità di risorse con il minimo sforzo.
Questo significa che in natura rimane sempre un felino abituato a cacciare piccole prede e consumare il pasto in solitaria.
Si tratta sempre, però, un animale piccolo ed anche di una preda che ha dovuto geneticamente sviluppare tutti gli organi di senso alla perfezione.

TRA CUI L’UDITO!

Nei gatti l’udito è più sviluppato rispetto all’uomo o allo stesso cane, soprattutto grazie al fatto che le sue orecchie sono mobili.
Le orecchie del gatto infatti possono essere ruotate verso la fonte del suono interessato in modo indipendente l’una dall’altra,  hanno una forma ad imbuto ( formato di cartilagine) e sono poste sopra alla testa.

Sono organi molto vascolarizzati e innervati.

L’orecchio è organizzato in 3 settori:

• orecchio esterno il padiglione auricolare visibile che serve come una sorta di parabola per amplificare il suono.

• orecchio medio: interno al cranio, è la cavità timpanica costituita da ossicini cartilaginei che, ricevono l’impulso dall’esterno e, flettono e  tirano la membrana timpanica, sia per proteggere la cavità dagli insulti sonori, sia per  trasmettere a l  cervello il tipo di suono. Tra i mammiferi , il felino è l’animale che possiede la più ampia capacità di recepire le frequenze sonore.

• orecchio interno: è un intenso labirinto membranoso innervato dagli assoni cerebrali che, muovendosi All’arrivo dell’impulso dell’orecchio medio ,trasmettono i suoni al centro uditivo cerebrale.

Geneticamente si è notato che i gatti bianchi con gli occhi azzurri hanno una predisposizione alla sordità.
Il loro DNA possiede dei geni modificati in questo senso.

E voi avete un gatto sordo?
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LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE — 15 febbraio 2022

LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE

CONOSCERE LE VARIE RAZZE PER COMPRENDERLI MEGLIO!

IL MAIN COON – A CURA DELLA PROFERSSORESSA BARBARA BAZZOTTI MC.GRANNITH

FOTO DI CARLA ROTINI ALL. HIC SUNT LEONES

C’era  una volta… (e c’è ancora adesso) uno strano animale dal pelo liscio e setoso, con grandi  orecchie che finiscono con ciuffi di pelo come quelli di una lince, una lunga e folta coda da procione, una notevole stazza e uno  sguardo fiero e feroce da selvatico.
Eppure è uno dei gatti più buoni (e belli) del mondo.

Cari allievi … oggi vi presento il Maine Coon!   

La sua storia è intrecciata alla leggenda, come sempre succede con queste amabili e ricercatissime creature: che sia stato un incrocio fra una  lince del Maine e un procione (“raccoon” in inglese, da cui il nome!) appare alquanto improbabile, così come la storia che i Maine coon derivino dai gatti che la regina Maria Antonietta spedì in America durante la Rivoluzione francese sperando di salvarsi raggiungendoli (ma, si sa, come andò poi a finire), storia che però si avvicina un po’ di più a quella che è la probabile realtà.

Sembra infatti che questo possente gatto da lavoro, sia arrivato a cacciare i topi nelle fattorie del Maine come frutto dell’incrocio fra i gatti selvatici americani e i gatti a pelo lungo portati da oltremare all’epoca delle colonizzazioni americane, quando le navi dei coloni provenienti da tutto il mondo, attraccavano sulle coste del nord-est del continente americano portando al seguito i propri gatti. È uno dei modi con cui si sono spesso create e mescolate le razze feline.

Ad ogni modo questa razza è ufficializzata nel 1976, appare in Italia negli anni 80 del secolo scorso e diventa subito amatissima per la sua mole imponente e il carattere dolce da gigante buono.

Ma il Maine coon non è solo stazza, peso e lunghezza, il Maine coon è splendida armonia di linee e forme geometriche: una muscolosa struttura rettangolare sorretta da zampe robuste, una testa di media grandezza, con un box squadrato, un petto ampio ricoperto da una pettorina di pelo che incornicia il collo solido, occhi ovali leggermente inclinati che si aprono sotto lo sguardo intenso e quasi minaccioso, il famoso “killer look”, e due grandi orecchie ben distanziate sormontate dai caratteristici lynx tufts.

Una meraviglia della natura che vive comodo nelle nostre case occupando tutto il nostro divano per lungo, ovviamente, mangiando tonnellate di umido e impelando i nostri vestiti coi lunghi ciuffi di pelo dagli splendidi colori, ma che sa ripagarci con coccole e fusa e con la sua vocina stranamente sottile e delicata che sembra smentire la mole e lo sguardo penetrante.
A proposito di sguardo: se vi svegliate al mattino con due occhi assassini che nell’alba fumosa del vostro risveglio vi scrutano con fare minaccioso… tranquilli, è solo il vostro dolce maine coon che vi chiede la pappa!

Alla prossima!

E scende dalla cattedra trasformandosi all’istante in una elegante maine coon calico (nera e rossa col petto bianco, N.d.B.) che salta sul pavimento, volta le spalle e si allontana con il folto codone a forma di punto interrogativo e le orecchie leggermente inclinate in avanti ad ascoltare il brusio dell’aula.
Un sorrisetto sornione sulle labbra baffute. Vi è piaciuta questa lezione sulla storia della razza più grande di gatti domestici?
Allora non vorrai perderti tutte le prossime!!!
Un grazie speciale a Barbara Bazzotti (Se volete conoscerla meglio cliccate qui :
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BUONE FESTE ! — 24 dicembre 2021

BUONE FESTE !

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO INIZIATO CON ME QUESTO CAMMINO.
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE SI SONO UNITI DURANTE IL PERCORSO.
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE SI UNIRANNO PROSSIMAMENTE.
VOGLIO AUGURARE A TUTTI VOI SERENE FESTE DI TUTTO CUORE.
UN BACIO GIGANTESCO AI VOSTRI PELOSI!!!
P.S. VOGLIO LE FOTO DEI LORO REGALI!!!!!!!!

N.B GRAZIE A GRETA PER LA FOTO DI RAGU’

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI — 10 dicembre 2021

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI

“Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”
Mahatma Gandhi

La Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali viene celebrata ogni 10 dicembre in un’occasione già di per sé molto significativa.
Ricorre oggi infatti anche l’anniversario della sottoscrizione all’Assemblea delle Nazioni Unite della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre 1948) e la concomitanza non è affatto casuale. Le associazioni animaliste inglesi Uncaged (oggi conosciuta con il nome Centre for Animals and Social Justice) e Peta (People for ethical treatment of animals) scelsero nel 1998 di proclamare la giornata in tale data, a cui poi è stato aggiunto l’attributo di “Internazionale” nel 2007, proprio per associare il tema della crudeltà contro gli animali a quella commessa contro l’uomo.
Come ogni essere umano, ogni animale ha infatti diritto a non essere vessato, imprigionato, torturato o gratuitamente ucciso.

L’impegno di enti come Uncaged o Peta, attive da anni nella sensibilizzazione su temi come la speculazione economica sugli allevamenti intensivi, la vivisezione, il bracconaggio selvaggio o la sostenibilità ambientale, accompagna una serie di iniziative che nel corso dei decenni, pur nella loro meritoria battaglia, hanno trovato successi ancora lontani dalla piena realizzazione.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, manifesto in 10 articoli che proclama la protezione e la dignità di ogni specie, fu sottoscritta a Parigi già il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’Unesco ed è probabilmente l’atto più significativo che le istituzioni politiche internazionali abbiano adottato in direzione di una vera solidarietà uomo-animale.
Nello specifico, i 10 articoli di questo Manifesto attestano che:

  • Tutti gli animali sono depositari degli stessi diritti;
  • La vita di ciascun essere vivente deve essere rispettata;
  • Nessun essere vivente dovrebbe essere sottoposto a trattamenti o azioni crudeli;
  • L’educazione al rispetto degli animali tra i cittadini e, soprattutto, nelle scuole è un valore fondamentale, che va condiviso e trasmesso quotidianamente.


Sebbene generalmente riconosciuta nelle varie comunità nazionali, la dichiarazione non possiede valore giuridico, ma fornisce delle linee guida etiche e morali per quanto riguarda il comportamento da tenere nel rispetto degli animali.
Dovrebbe farci riflettere sul perchè tale dichiarazione non ha ancora raggiunto la forza di essere una vera e propria legge costituiva dei principi delle nazioni.

Un grazie ad Elisa per la foto di Bistecca!

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GIORNATA INTERNAZIONE DEL GATTO NERO:LA FESTA DELLE NOSTRE PICCOLE PANTERE! — 17 novembre 2021

GIORNATA INTERNAZIONE DEL GATTO NERO:LA FESTA DELLE NOSTRE PICCOLE PANTERE!

Sookie

La festa è nata esattamente nel 2003 ed e stato scelto appunto Il 17 novembre di
ogni anno, per tanti motivi.
L’ occasione, istituita dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA),  ha l’obiettivo di fare conoscere i numerosi pregi di questa pantera in miniatura e contrastare false dicerie e vecchie superstizioni.

Nel nostro Paese, la maggior parte delle superstizioni relative al gatto nero risale al Medioevo.

  • Nel 1200 Papa Gregorio IX associò il gatto nero alle streghe considerandolo come il loro più fedele amico. Leggende popolari sostenevano, infatti, che le streghe fossero in grado di trasformarsi in gatti, neri, ovviamente. Papa Gregorio IX emanò pertanto una bolla nella quale incentivava lo sterminio di questi felini, considerati come vere e proprie figure demoniache.
  • Nel Medioevo il principale mezzo di trasporto era la carrozza trainata da cavalli, i quali, nelle notti più buie, non vedendo i gatti neri attraversare il loro percorso, ne rimanevano scioccati dai luminosi occhi gialli e, conseguentemente, si imbizzarrivano. Da qui la credenza popolare che passare per una strada in cui ha attraversato un gatto nero porti sfortuna.
  • Gli abitanti di villaggi costieri, non appena vedevano sbucare un gatto nero, si davano all’allarme poiché questa tipologia di felini era particolarmente amata dai pirati che li consideravano come portafortuna e li portavano a bordo delle navi per cacciare i roditori rintanati nelle stive.

Ma se prendiamo in considerazione altre culture (e non solo) il  gatto nero era anche considerato portatore di fortuna:

  • Nell’antico Egitto, i gatti venivano venerati in quanto considerati animali sacri. La dea Bastet (così come sua sorella Sekhmet), protettrice delle case, della fecondità delle donne e simbolo di felicità e gioia, aveva le sembianze di una sinuosa donna dalla testa di gatto nero.
  • Nei paesi anglosassoni, i gatti neri erano considerati Lucky Charms pelose. Gli scozzesi pensavano che averne uno in casa rappresentasse prosperità; questa credenza risale a una tradizione celtica per cui una nota fata chiamata Sìth (se vi siete persi il mio articolo in merito, potete leggerlo qui https://geprilandia.com/2021/10/26/giornata-mondiale-del-folkrore/ ) fosse in grado di prendere le forme di un gatto nero. Da questa leggenda si prese a pensare che le ragazze che possedevano gatti neri avessero numerosi pretendenti!
  • Nel nostro Paese ai tempi dell’antica Roma, le piccole pantere erano amatissime. Si pensava, infatti, che avere un gatto nero in casa portasse bene e, addirittura, dopo la sua morte, era tradizione cospargerne le ceneri per i campi come auspicio di un fruttuoso raccolto.

A partire da oggi 17/11/2021, inoltre, dovrebbe aprire finalmente il  MUSEO DEL GATTO NERO a Napoli.
La scelta della città, è stata semplice: tutti conosciamo la grande scaramanzia tipica del folklore partenopeo.
L’intento di Lorenzo Croce (Presidente della AIDAA) era di smentire l’idea che i gatti neri portino sfortuna e quale migliore scelta  se non Napoli?
Chiedo a tutti voi, amici di Napoli, avete notizie in merito da fornirci?

Ringrazio ufficialmente la modella di casa: Sookie che ha concesso l’autorizzazione a postarvi la sua foto! (Notare sempre l’espressione di chi ha supervisionato questo articolo 😂)

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GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE — 14 novembre 2021

GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE

Il 14 Novembre si celebra la giornata mondiale contro il diabete, una patologia che affligge non solo noi umani.
Cani e gatti purtroppo ne sono sempre più spesso colpiti presentandosi sotto diverse forme.
Per semplicità e per diffusione oggi mi soffermerò sul diabete Mellito più comune proprio a causa di errata gestione dello stile di vita ed alimentare!

Diabete mellito nel gatto

Il diabete mellito è una malattia tra le più frequenti nel gatto ed è associata a una incapacità dell’organismo di utilizzare il glucosio circolante nel sangue, situazione che provoca una condizione di iperglicemia (cioè aumento della concentrazione di glucosio nel circolo sanguigno) perdurante nel tempo.
Può essere classificato in due forme:

  • Diabete mellito di tipo I (più frequente nel cane) legato alla incapacità del pancreas di produrre insulina
  • Diabete mellito di tipo II (più frequente nel gatto) secondario a una ridotta sensibilità dei tessuti nei confronti dell’insulina (insulino-resistenza), oltre che a una diminuita produzione di tale ormone.
  • All’assunzione dei pasti, gli zuccheri presenti al suo interno o che si formano per degradazione delle sostanze nutritizie, entrano in circolo per essere intercettati dall’insulina (un ormone prodotto dal pancreas) che li rende disponibili per essere utilizzati dai tessuti per l’energia necessaria oppure stoccati per un loro utilizzo futuro.
    L’insulina è l’ormone che regola la glicemia, cioè la quantità di zuccheri che permangono nel sangue.
    La funzione dello zucchero è quella di dare energia.
    Se vi è impossibilità a utilizzarlo da parte delle cellule o a essere stoccato negli organi deputati, il glucosio permane nel sangue e l’organismo sarà portato a cercare energia altrove, cioè dai grassi o dalle proteine provocando un possibile grave scompenso metabolico.

Tale stato, che è emergenziale viene definito chetoacidosi.

Cause di diabete mellito nel gatto

Esistono diversi fattori predisponenti il diabete mellito:

  • infezioni croniche – come pancreatiti, patologie del tratto urinario, patologie del cavo orale
  • malattie endocrine – come l’acromegalia
  • somministrazione protratta di farmaci – come i corticosteroidi o progestinici
  • la causa più frequente: Obesità

I gatti diabetici hanno alcune caratteristiche comuni.
Di solito sono:

  • adulto-anziani
  • maschi
  • castrati
  • obesi

I sintomi più frequenti sono associati a 4 condizioni quasi sempre presenti definiti come le 4 P:

  • Polidipsia: aumento della sete fatto strano per un gatto che, in condizioni di buona salute, generalmente beve poco
  • Polifagia: E’ data dall’incapacità di assimilare lo zucchero che provoca un aumento della fame proprio  perché l’organismo percepisce una mancanza di energia
  • Perdita di peso: dimagramento proprio per l’incapacità di assumere energia e ad utilizzare fonti energetiche alternative (grassi e proteine)
  • Poliuria: aumento della frequenza della produzione di urina per aumento della concentrazione di zucchero nelle urine che richiamano acqua da parte dei reni

Oltre a questi sintomi si potrà anche riscontrare:

  • Minzione inappropriata :l’aumento della quantità di urina prodotta o eventuali infezioni urinarie concomitanti può portare il gatto a urinare anche al di fuori della cassettina
  • Atteggiamento plantigrado :cioè il gatto cammina appoggiando la zampa posteriore fino al calcagno, dovuto a una neuropatia periferica legata all’iperglicemia
  • Cataratta (rarissimo)
  • Cattive condizioni del pelo secondario a stati di disidratazione per le gravi perdite di liquidi

Come curare il gatto con diabete

La maggior parte delle situazioni di diabete mellito nel gatto sono dovute alla condizione di insulino-resistenza indotta dall’obesità.
L’individuazione precoce dei sintomi e il trattamento di questi fenomeni di insulino-resistenza (qualora attuabile) rendono possibile la remissione della malattia, nel 50% dei casi.
L’iter terapeutico corretto però, deve essere impostato entro poche settimane dalla comparsa dei segni clinici è sempre quindi FONDAMENTALE effettuare immediatamente una visita dal veterinario di fiducia ed effettuare tutti gli esami del caso!

Il secondo passo è quello di intervenire su più fronti:

  • Impostare una corretta alimentazione con l’aiuto di un VETERINARIO NUTRIZIONISTA, supportata anche da uno stimolo all’attività fisica del gatto che, soprattutto se sovrappeso, tenderà a non muoversi a sufficienza.
  • Non è facile modificare le abitudini del gatto, soprattutto per quanto riguarda il cambio di dieta che, se non apprezzata, potrebbe portarlo a lunghi digiuni che possono essere estremamente pericolosi per il gatto. Lavorare con un CONSULENTE FELINO in prima battuta ed un VETERINARIO COMPORTAMENTALISTA in seguito è sempre molto utile.
  • Associare la terapia farmacologica con indicazioni specifiche del VETERINARIO di fiducia che ha avviato l’iter.

Sono fondamentali i controlli regolari, dapprima ogni 7-10 giorni poi via via dilazionabili a 1 mese fino a 3 mesi nei casi di buon controllo della malattia.
I controlli regolari anche dopo il miglioramento dei sintomi sono fondamentali al fine di evitare ipoglicemie legate a un sovradosaggio di insulina potenzialmente legate anche a una remissione del diabete.

Ad ogni controllo il veterinario verificherà il feed-back del proprietario, le condizioni cliniche del gatto, i valori corretti per stabilire il prosieguo della terapia.

Prima si attua un programma diagnostico e terapeutico del diabete, più aumenta la possibilità della sua remissione; tuttavia va ricordato che che un gatto diabetico con remissione clinica della malattia può comunque ripresentare il diabete nella sua vita.

Quanto può vivere un gatto con il diabete?

In caso di buona risposta alle terapie impostate e ad assenza di patologie concomitanti non curabili, la qualità di vita di un un gatto diabetico è paragonabile a quella di un gatto sano.
Risulterà fondamentale però continuare a controllarlo con regolarità.
La sinergia tra veterinario e proprietario è un elemento chiave nella buona gestione del diabete.

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GIORNATA MONDIALE GUINNES WORLD RECORD — 8 novembre 2021

GIORNATA MONDIALE GUINNES WORLD RECORD

Buongiorno!!!
Oggi ci dedichiamo ad un argomento un po’ più leggero ma che susciterà tanti cuoricini negli occhi degli amanti di questi meravigliosi gattoni.
Approfittando delle giornata mondiale dei record ho fatto un giro sul web, sinceramente incuriosita per quello che poteva interessare il mondo felino ma
ammetto che non sono una di quelle che colleziona i libri dei record, mi diverto solo a guardare quelli più strani.
Ed ecco cosa ho trovato!

MERAVIGLIA NAZIONALE

E’ vigevanese il “gatto più lungo del mondo”. La certificazione delGuinness dei Primati è del 2018 ed riconfermata anche a febbraio 2021.
Barivel, un bellissimo esemplare di Maine Coon, con il suo metro e 20 di lunghezza è ufficialmente “the longest cat in the world”.

IL GATTO PIU’ GRANDE DEL MONDO RIMANE LUI…

Omar detiene questo primato dal 2017 e non è ancora stato battuto da nessun altro felino.
E’ lungo 120 centimetri e pesa 14 chili.
Lui è un simpatico e dolce micio arancione che ben presto è diventato una star del web, e la sua proprietaria, Stephy Hirst, che vive a Melbourne insieme al suo compagno, non perde occasione per mostrarlo al mondo sui social.
Ovviamente parliamo ancora una volta di un Main Coon!

IL GATTO CON PIU’ VISUALIZZAZIONI SU YOUTUBE…

Un gatto di razza Scottish Fold di nome Motimaru ha vinto il guinness dei primati per essere il gatto più visto su YouTube. Motimaru ha totalizzato 619.586.290 visualizzazioni sul suo canale al 12 agosto 2021, giorno in cui è stato certificato il suo record!

IL GATTO PIU’ BELLO DEL MONDO E’…

SIVAN di Norimberga che è stato incoronato dopo una sfida tra 1.100 gatti.
Ma di cui purtroppo non sono riuscita a reperire una foto! (Sigh mi farò perdonare!)

IL GATTO PIU’ VECCHIO DEL MONDO…

L’ultimo detentore del record del gatto vivente più vecchio del mondo è stato Rubble, che è morto all’età di 31 anni nella primavera del 2020.

Il Matusalemme dei gatti ci ha tristemente lasciato nell’oscuro anno 2020 per vecchiaia..

Era il detentore del record dal 2019 e, calcolato in età umana, Rubble aveva 150 anni!


ATTUALMENTE CERTIFICATO…

Secondo il Guinness dei Primati il gatto più vecchio del mondo DOPO Rubble sarebbe Corduroy, 26 anni appena compiuti
Ma fuori dal Guinness ufficiale c’è lui, Nutmeg, un gatto che ha appena festeggiato i 31 anni in compagnia dei suoi padroni.

Ma…..


Il gatto detentore del titolo di PIU’ LONGEVO E’…
Il gatto più vecchio di sempre, in realtà, è una lei: il suo nome è Cream Puff.
Il pelosetto è nato il 3 agosto 1967 e morto il 6 agosto 2005, all’incredibile età di 38 anni e tre giorni.


Ora mi rivolgo a tutti voi, caregiver!
Perché non postate una foto del vostro gatto raccontandoci qual è il suo record personale???
Chissà che non decida di farne il protagonista della mia prossima rubrica!

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31.10.2021 HALLOWEEN!! — 31 ottobre 2021

31.10.2021 HALLOWEEN!!

Di cosa parliamo oggi???
Ma di fantasmi, ovviamente!
Devo ammettere che mi sono divertita un sacco a cercare qualche bella storia di fantasmi da raccontarvi, imbattendomi in tanti spunti interessanti.
(Non è detto quindi che ogni tanto toneremo con qualche articolo un po’ “frivolo”…)
Alla fine ho deciso di unire l’utile al dilettevole e dare qualche spunto di viaggio a chi, come me, ama mete pittoresche e con qualche storiellina alle spalle!

AVETE MAI SENTITO PARLARE DEL CASTELLO DI COMBOURG?


Ci troviamo in Bretagna, quella incantata ed anche un po’…stregata, culla della cultura celtica impregnata di leggende e miti legati all’aldilà e al mondo delle anime erranti!
Di questo castello, e dei suoi spettri ne parla il visconte François-René de Chateaubriand in “Memorie d’oltretomba”, opera autobiografica postuma.
 L’unica copia integrale della prima edizione si trova alla Bibliothéque Nationale de France, a Parigi e reca le correzioni fatte a mano da Chateaubriand in persona.

Suo padre, armatore originario di Saint-Malo, aveva acquistato la dimora per ridare lustro alla famiglia, la quale ora poteva godere della posizione agiata ottenuta grazie alla sua abilità commerciale.
La fortezza fu costruita durante l’XI secolo per volere del vescovo di Dol e nel tempo subì mutamenti e fu ingrandita dalle varie famiglie che si succedettero.
Quattro torri svettano sulla collina dominante le Lac Tranquille, uno specchio d’acqua attorno il quale aleggia un’aura di mistero arricchita da leggende locali che vogliono un passaggio verso il mondo delle fate e dei folletti situato proprio sul fondo di una fontana che si trova nei pressi del lago, la fontaine de Margatte.
 La fontana era stata costruita al tempo dei monaci, quando uno zampillìo d’acqua improvviso aveva rivelato una fonte dalle proprietà curative miracolose.
A leggere Chateaubriand si direbbe che il castello di Combourg è un luogo molto amato dai fantasmi e dagli spiriti vagabondi.
Lo spettro di un conte di Combourg se ne andava spesso in giro, arrancando per i corridoi della fortezza sulla sua gamba di legno.
Talvolta la gamba di legno, sola soletta, scortata semplicemente da un gatto nero, passeggiava per il castello.
Tutto ciò spaventava a morte il piccolo visconte, segnando per sempre il suo immaginario, lasciando tracce indelebili nel suo animo che si sarebbe poi evoluto in quello del letterato romantico francese per eccellenza.
 Quando, nel 1800, il castello fu restaurato, dopo essere stato restituito alla famiglia del visconte che lo aveva perduto a causa della Rivoluzione, fu fatta una scoperta molto interessante ma anche agghiacciante: nella torre dove si trovava la stanza del giovane Chateuabriand, murato vivo e spontaneamente mummificato grazie alle particolari condizioni createsi nelle mura della costruzione, a fauci aperte, vi era un gatto.
Chissà se è proprio il gatto che accompagna l’anima del Conte…..

Ne eravate a conoscenza e ci siete stati?
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GIORNATA MONDIALE DEL FOLKRORE — 26 ottobre 2021

GIORNATA MONDIALE DEL FOLKRORE


Il 26 ottobre si celebra la “Giornata nazionale del folkore e delle tradizioni popolari”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sull’importanza culturale (ma anche economica) delle tradizioni popolari.

Tradizione significa anche “distinzione” nel senso positivo del termine.
Ogni città, ogni regione, ogni borgo di ogni nazione ha le sue tradizioni secolari (a volte millenarie) da preservare e scoprire.
Ecco perché nel 2019 è stata istituita la “Giornata nazionale del folkore e delle tradizioni popolari”. Questa citazione di Ardis Whitman sulle tradizioni mi piace molto: “Dobbiamo amare i nostri ieri, ma non portarli come un peso nel futuro. Ogni generazione deve prendere nutrimento dalle altre e dare conoscenza a quelle che vengono dopo”.

Per questo nell’articolo di oggi vi volevo parlare del Cat-sìth.
Il Cat Sìth è una creatura del folklore sia scozzese, sia irlandese, che infesta le Highlands scozzesi.
A chi dovesse incontrarlo, si presenta in forma di gatto grande quanto un cane, la schiena incurvata e il pelo ritto.
Chi trovasse il coraggio di trattenersi abbastanza da illuminarne la figura noterebbe che il suo pelo è interamente nero, decorato con una sola macchia bianca sul petto.
Secondo alcune credenze, si tratterebbe di uno spirito in grado di rubare l’anima di un defunto durante il tempo che intercorre tra la morte e la sepoltura: proprio per questa ragione venivano organizzate veglie al corpo chiamate “Feill Fadalach”.
Se il Cat Sìth si fosse ugualmente presentato, solo un adeguato intrattenimento fatto di giochi, musica e erba gatta avrebbe potuto forse tenerlo lontano dalla sua preda.
Secondo altre leggende, invece, l’identità del Cat Sìth è quella di una strega.
Le streghe possedevano infatti la capacità di trasformarsi in gatti per otto volte.
Per otto volte, era ancora possibile per loro riprendere forma umana; se si fossero trasformate una nona volta sarebbero invece state condannate a mantenere le sembianze del Cat Sìth per il resto della loro vita.
A Samhain, il Cat Sìth si scrollava di dosso la sua veste di ladro di anime per diventare invece uno spirito potenzialmente benigno, pronto a benedire ogni casa al cui esterno fosse stato lasciato un piattino di latte.
Tuttavia, chi si fosse rifiutato di omaggiare il Cat Sìth con questo modesto tributo avrebbe ritrovato al mattino successivo le proprie mucche completamente prosciugate del loro latte.
Si pensa che il “papà” del Cat Sìth sia probabilmente il gatto di Kellas, un tipo di felino originato da accoppiamenti tra il gatto selvatico della Scozia e diversi gatti domestici.

Ci sono altre leggende e miti che vorreste approfondire????
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